SpaceX, Ship 40 non sarebbe ancora affondata: la Go Australis la scorta da vicino

Secondo gli ultimi aggiornamenti diffusi dal canale TheSpaceEngineer, la navicella sarebbe ancora a galla nonostante l’interruzione delle comunicazioni

La Ship 40 di SpaceX non sarebbe ancora affondata. A indicarlo sono gli ultimi aggiornamenti condivisi dal canale TheSpaceEngineer, secondo cui la nave Go Australis, sotto contratto della società aerospaziale statunitense, starebbe scortando da vicino la navicella dopo lo splashdown. L’interruzione delle comunicazioni aveva reso incerta la sorte del veicolo, ma i successivi movimenti della nave australiana sembrerebbero indicare che Ship 40 sia ancora in superficie. La Go Australis avrebbe infatti corretto la propria rotta per seguire quella della navicella e portarsi nelle sue immediate vicinanze. La situazione resta in evoluzione. La nave di supporto potrebbe continuare a scortare Ship 40 fino a un eventuale tentativo di recupero oppure fino al momento in cui la navicella perderà definitivamente la capacità di galleggiare.

La Go Australis modifica la rotta per affiancare Ship 40

L’elemento più rilevante dell’ultimo aggiornamento riguarda il comportamento della Go Australis. La nave avrebbe modificato la propria direzione per allinearsi alla rotta di Ship 40, avvicinandosi successivamente al suo lato settentrionale. La Ship 40 avrebbe interrotto le comunicazioni dopo aver esaurito le proprie batterie interne. Secondo le informazioni disponibili, questi sistemi garantirebbero alcune decine di ore di autonomia, trascorse le quali la navicella non sarebbe più stata in grado di continuare a trasmettere dati. Il silenzio delle comunicazioni non rappresenterebbe quindi necessariamente la prova dell’affondamento. La struttura potrebbe aver continuato a galleggiare anche dopo lo spegnimento dei sistemi elettrici e la conseguente perdita del collegamento. L’esaurimento delle batterie avrebbe impedito di conoscere direttamente la posizione e le condizioni della navicella. I movimenti della Go Australis avrebbero però fornito nuovi elementi utili per ricostruire indirettamente la situazione. La nave australiana starebbe infatti seguendo Ship 40 da vicino, mantenendosi nell’area in cui la navicella si trova dopo lo splashdown.

La nave australiana scorterà la navicella

La Go Australis, sotto contratto di SpaceX, dovrebbe continuare a scortare la navicella fino alla definizione del suo destino. Le possibilità indicate sono un eventuale recupero oppure il definitivo affondamento di Ship 40. Non è ancora chiaro se verrà effettivamente tentata un’operazione per recuperare il veicolo. La nave potrebbe essere stata incaricata di seguirne gli spostamenti, sorvegliarne le condizioni e mantenersi nelle vicinanze fino a una decisione definitiva. La presenza della Go Australis accanto a Ship 40 rappresenta comunque un elemento importante. Se la navicella fosse già affondata, infatti, la nave di supporto non avrebbe potuto continuare a seguirla mantenendo una rotta corrispondente alla sua.

La ricostruzione dell’azimut dopo lo splashdown

L’ultimo aggiornamento riguarda anche la ricostruzione della posizione assunta dalla navicella dopo lo splashdown. TheSpaceEngineer avrebbe messo in relazione le immagini mostrate durante la trasmissione con i dati GPS disponibili prima dell’interruzione delle comunicazioni. Si tratta di una ricostruzione dell’azimut di Ship 40 dopo lo splashdown, ottenuta confrontando l’orientamento visibile durante la trasmissione con i dati GPS. Questa ricostruzione permetterebbe di comprendere meglio la posizione della navicella e il successivo movimento effettuato dalla Go Australis per raggiungerla e affiancarla.