Spazio: l’ASI a Farnborough per “affermare il ruolo chiave dell’Italia”

"Nello stand mostriamo un po' tutte le grandi filiere nelle quali siamo presenti a livello nazionale e a livello mondiale", spiega Annamaria Monterisi, direttore della comunicazione dell'ASI

Anche quest’anno l’Agenzia Spaziale Italiana ha voluto essere presente a Farnborough perché crediamo sia importante in questo momento affermare, anche in contesti che hanno una valenza soprattutto continentale europea, la presenza e il ruolo di leadership dell’ASI all’interno del sistema europeo, di ESA, ma anche in quanto agenzia con le proprie caratteristiche, i propri programmi nazionali, frutto degli accordi bilaterali”. Lo sottolinea all’AGI Annamaria Monterisi, direttore della comunicazione dell’ASI, all’interno di uno stand tutto nuovo e dedicato alle attività dell’agenzia. “Quest’anno il senso particolare della nostra presenza è legato anche a quanto sta avvenendo in ambito ESA, che ci vedrà ospitare, a metà dicembre, a Roma, il Consiglio ministeriale intermedio dell’ESA – un consiglio dedicato ai temi dell’esplorazione e quindi al ruolo che tutti noi, come europei e come Italia, abbiamo nel disegnare la nuova strategia europea in materia”.

La strategia europea e il ruolo dell’Italia

La strategia europea ha già caratteristiche e indirizzi specifici. “La priorità per il continente europeo è dotarsi, nei prossimi anni, di un accesso allo spazio davvero effettivo ed efficace e di “capacità di lancio che ci rendano sempre più autonomi rispetto ad altri sistemi, nazionali o privati, potenziando competenze che in Europa sono già molto importanti“. L’Italia, in questo, è in prima linea perché “può contare su Avio, che produce i lanciatori Vega C, una risorsa fondamentale per l’Europa in questa fase. Tuttavia, allo stato attuale non disponiamo di altri mezzi: alcuni sono in fase di sviluppo, altri dovranno probabilmente essere progettati. Per questo, il ruolo dell’Italia all’interno della strategia europea di accesso allo spazio deve essere rafforzato. La nostra presenza qui al salone di Farnborough è legata anche a questo“, aggiunge Monterisi.

I progetti ASI

Nello stand mostriamo un po’ tutte le grandi filiere nelle quali siamo presenti a livello nazionale e a livello mondiale“, spiega. “Uno degli ambiti di competenza più tradizionali dell’Italia è quello dell’osservazione dello spazio attraverso i sistemi satellitari. In questo settore, insieme all’ESA e grazie anche ai fondi del PNRR, stiamo completando la realizzazione della costellazione Iride, un sistema di osservazione della Terra che sarà a disposizione soprattutto delle amministrazioni pubbliche, ma anche di operatori privati”. Ad oggi, ricorda, “sono già stati lanciati 31 satelliti, tutti operativi. Circa metà della costellazione è quindi già in orbita, mentre gli altri satelliti, sviluppati insieme all’ESA, saranno lanciati nei prossimi mesi. Questo significa che l’Italia si sta dotando di un ulteriore tassello fondamentale e di una competenza specifica molto richiesta anche all’estero. Le nostre capacità nell’osservazione della Terra sono infatti riconosciute da numerosi Paesi e collaboriamo con diverse amministrazioni internazionali proprio in questo ambito”, rimarca all’AGI. L’osservazione della Terra è, inoltre, “uno dei settori più avanzati dell’industria spaziale, perché consente di monitorare il pianeta, contribuire alla ‘prevenzione’ dei rischi naturali, osservare l’evoluzione del clima, controllare lo stato di mari, coste e infrastrutture e supportare anche il settore agricolo”.

Parmitano nella missione Artemis III

Sullo sfondo resta ancora la soddisfazione per la partecipazione dell’astronauta Luca Parmitano alla missione Artemis III, prevista per il 2027. “L’orgoglio è immenso. A pochi giorni dalla scomparsa, estremamente prematura, del nostro Presidente, il Professor Valente, voglio ricordare lo sforzo che è stato compiuto dall’Agenzia, da lui in prima persona e insieme al Governo, per consolidare le nostre attività e le intese bilaterali con la NASA. L’Italia è un membro a pieno titolo dell’ESA ed è il suo terzo contributore. Se oggi Luca Parmitano sarà il pilota della missione Artemis III, il merito va allo sforzo congiunto delle istituzioni nazionali, alle straordinarie competenze di Luca, riconosciute anche dalla NASA. Parmitano lavora a Houston, conosce perfettamente l’Agenzia americana e la maggior parte dei suoi colleghi astronauti. C’è poi la capacità dell’ESA di fare rete e creare massa critica tra i Paesi membri. Ma, al tempo stesso, credo si possa dire che, in questo momento, l’orgoglio italiano sia enorme”, conclude.