Il trasporto marittimo internazionale attraverso lo Stretto di Hormuz rallenta dopo i nuovi attacchi tra Stati Uniti e Iran registrati negli ultimi due giorni. A sottolinearlo è la Cnn, che cita dati del traffico marittimo in un quadro di crescente tensione nella regione e di attenzione sulle rotte energetiche del Golfo. Secondo gli analisti del settore, l’Iran avrebbe approfittato della recente tregua nel conflitto per accelerare le esportazioni dall’isola di Kharg, il principale snodo iraniano per l’export di greggio. La dinamica assume rilievo in un momento in cui la navigazione nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio internazionale di energia, mostra segnali di rallentamento.
Stretto di Hormuz, traffico marittimo sotto osservazione
Lo Stretto di Hormuz torna al centro dell’attenzione dopo i nuovi attacchi tra Washington e Teheran. I dati citati dalla Cnn indicano un rallentamento del trasporto marittimo internazionale attraverso una delle aree più sensibili per il passaggio di petroliere e navi commerciali. I dati del servizio di tracciamento MarineTraffic hanno mostrato solo una manciata di imbarcazioni nello Stretto di Hormuz, tra cui due petroliere iraniane vuote che entravano nel Golfo. Una nave carica di gas di petrolio liquefatto, operata da Adnoc, la compagnia energetica statale degli Emirati Arabi Uniti, stava lasciando il Golfo seguendo una rotta vicina alla costa dell’Oman.
Iran, export accelerato dall’isola di Kharg
Secondo gli analisti del settore, Teheran ha utilizzato la recente tregua nel conflitto per intensificare le spedizioni dall’isola di Kharg, il principale hub di esportazione del Paese. L’area resta cruciale per l’export di greggio iraniano, anche alla luce delle tensioni militari e del possibile irrigidimento del quadro operativo nel Golfo. “Prevedendo un possibile e imminente ripristino del blocco da parte della Marina statunitense, Teheran ha spedito non meno di 10 milioni di barili di greggio e carburanti in una sola notte”, ha riferito oggi TankerTrackers. L’indicazione conferma la centralità dell’isola di Kharg nelle strategie energetiche iraniane, mentre il traffico navale nell’area viene monitorato con attenzione dalle società specializzate.
Terminal di Kharg occupati nonostante gli attacchi statunitensi
Nonostante gli ultimi attacchi statunitensi, l’attività presso l’isola di Kharg non risulta essersi fermata. Secondo gli analisti di Windward, servizio di intelligence marittima, “tutti e tre i terminal di esportazione dell’isola di Kharg sono rimasti completamente occupati”. Sempre Windward sottolinea che “circa 63 milioni di barili di greggio iraniano si trovano ora in mare”. Il dato evidenzia la quantità di greggio iraniano già imbarcata e presente sulle rotte marittime, in un contesto in cui operatori, assicuratori e acquirenti si trovano esposti a un quadro più complesso sul piano delle sanzioni.
Sanzioni Usa, operatori e assicuratori esposti
Il nuovo scenario è aggravato dalla decisione degli Stati Uniti di revocare questa settimana la deroga che consentiva le esportazioni di greggio iraniano. La misura modifica il contesto per gli attori coinvolti nella gestione dei carichi e nelle coperture assicurative. Dopo che questa settimana gli Stati Uniti hanno revocato la deroga che consentiva le esportazioni di greggio iraniano, “operatori, assicuratori e acquirenti sono pienamente esposti alle sanzioni secondarie statunitensi su qualsiasi carico gestito”, ha osservato Windward. Il riferimento alle sanzioni secondarie statunitensi aggiunge un ulteriore elemento di pressione sulle attività legate al trasporto e alla commercializzazione del greggio iraniano, mentre la navigazione nel Golfo resta condizionata dall’evoluzione del confronto tra Stati Uniti e Iran.
MarineTraffic e Kpler: i dati sui passaggi nello Stretto
Il monitoraggio del traffico navale mostra un quadro in evoluzione. Secondo MarineTraffic, nello Stretto di Hormuz erano presenti solo poche imbarcazioni, comprese due petroliere iraniane vuote dirette nel Golfo. Contestualmente, una nave carica di gas di petrolio liquefatto operata da Adnoc stava lasciando il Golfo lungo una rotta prossima alla costa dell’Oman. Secondo la società di monitoraggio navale Kpler, lunedì 6 luglio avevano attraversato lo Stretto 36 navi, mentre martedì 7 luglio i passaggi erano stati 41. I dati risultavano in linea con la media della scorsa settimana, pari a circa 40 attraversamenti al giorno.
Golfo, greggio e rotte energetiche in una fase di tensione
Il rallentamento del trasporto marittimo internazionale attraverso lo Stretto di Hormuz si inserisce in una fase di forte tensione tra Stati Uniti e Iran, con effetti diretti sulle rotte energetiche e sulle esportazioni di greggio iraniano. L’accelerazione delle spedizioni dall’isola di Kharg, la presenza di circa 63 milioni di barili di greggio iraniano in mare e l’esposizione degli operatori alle sanzioni secondarie Usa definiscono un quadro delicato per il traffico nel Golfo. Al centro resta il ruolo dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico monitorato da società di tracciamento e intelligence marittima, mentre le esportazioni iraniane e i movimenti delle petroliere continuano a essere osservati nel contesto dei nuovi attacchi tra Washington e Teheran.
