La NASA ha deciso di rimescolare le carte in tavola per la sua prossima e fondamentale missione dedicata allo studio del Sole. I 6 satelliti che compongono l’ambiziosa missione SunRISE, acronimo di Sun Radio Interferometer Space Experiment, sono ormai pronti a raggiungere la loro orbita terrestre per fungere da sistema di allarme preventivo contro le tempeste solari in arrivo verso il nostro pianeta. Inizialmente, il decollo di questa flotta era previsto a bordo di un razzo Vulcan Centaur della United Launch Alliance, ma un recente aggiornamento dell’agenzia spaziale ha confermato un drastico cambio di programma. Sarà infatti il potente Falcon Heavy di SpaceX a farsi carico di portare questa preziosa strumentazione nello Spazio.
Il motivo del cambio di vettore
SunRISE viaggerà verso lo Spazio come parte di una missione condivisa sponsorizzata dallo Space Systems Command della Space Force statunitense. Anche se il comunicato ufficiale della NASA non lo dichiara esplicitamente, l’indizio sul motivo della sostituzione risiede proprio in questo dettaglio. Nel suo volo più recente, il razzo Vulcan ha registrato un’anomalia in uno dei propulsori a propellente solido. Si è trattato del 2° incidente di questo tipo verificatosi durante i 4 lanci effettuati finora dal vettore. Sebbene Vulcan sia riuscito a portare il carico utile nella sua orbita prestabilita, la ricorrenza del problema durante la fase di ascesa ha spinto la Space Force a sospendere temporaneamente i lanci di sicurezza nazionale su questo razzo per indagare a fondo sulle cause. Di conseguenza, il comando ha iniziato a spostare diversi carichi verso i mezzi di SpaceX, e questo riposizionamento ha coinvolto in pieno i 6 piccoli satelliti della missione solare.
Un telescopio gigante nello Spazio per osservare il Sole
Il progetto scientifico è uno studio gestito dal Jet Propulsion Laboratory della NASA e guidato dagli scienziati dell’Università del Michigan. Il gruppo di piccoli dispositivi, ognuno grande all’incirca come una cassetta delle lettere, sarà posizionato a un’altitudine di 35mila km sopra la Terra, collocandosi appena oltre l’orbita geostazionaria. I satelliti voleranno formando una gigantesca “X” del diametro di 16 km, estendendo le loro antenne di circa 2,5 metri per agire in modo sincronizzato come un unico e immenso radiotelescopio. Il fine principale è tracciare le esplosioni radio solari, fenomeni che viaggiano a velocità estreme, superiori a quelle delle particelle energetiche, e che quindi anticipano nettamente l’arrivo effettivo di una forte tempesta sul nostro pianeta.
Prevenire i danni delle tempeste geomagnetiche
Le violente perturbazioni in arrivo dal Sole sono in grado di danneggiare i satelliti, interferendo con l’elettronica di bordo e i delicati sistemi di comunicazione globali. Se la tempesta raggiunge livelli critici, può persino rappresentare una minaccia da radiazioni per gli astronauti in orbita e per i passeggeri dei voli aerei che transitano vicino ai poli terrestri, ovvero dove lo scudo magnetico del pianeta risulta debole. La flotta aiuterà gli esperti a comprendere le dinamiche dei brillamenti, fornendo dati vitali che verranno utilizzati per perfezionare i modelli di previsione meteorologica spaziale, facilitando l’adozione tempestiva di piani di difesa per contrastare gli effetti di questi eventi estremi.
Il ruolo decisivo del Falcon Heavy
Il vettore chiamato a completare la delicata operazione è l’imponente lanciatore per carichi pesanti di SpaceX, in grado di portare quasi 27mila kg fino all’orbita di trasferimento geostazionaria. Si tratta di un mezzo formidabile composto da 3 primi stadi modificati del Falcon 9, e ha volato con successo per 12 volte dal suo debutto avvenuto nel corso del 2018. Il suo 13° decollo porterà nello Spazio il Nancy Roman Space Telescope della NASA, in programma non prima del 30 agosto. La costellazione SunRISE prenderà la via verso lo Spazio successivamente, entro la fine di quest’anno, in una finestra di lancio che deve essere definita con esattezza nelle prossime settimane.
