Terremoto di magnitudo 6.0 in Alaska: forte scossa nel Pacifico, epicentro vicino alle isole Aleutine

Un sisma superficiale scuote l’area a sud dell’Alaska: magnitudo 6.0 e profondità di 14 chilometri

Una scossa di terremoto di magnitudo 6.0 è stata registrata il 14 luglio 2026 alle 18:51 UTC, corrispondenti alle 20:51 ora italiana, nell’area dell’Alaska meridionale, in prossimità della catena delle isole Aleutine. Secondo i dati riportati dall’INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il sisma ha avuto una profondità ipocentrale di circa 14 chilometri, un valore che classifica l’evento come terremoto superficiale. La posizione dell’epicentro si trova in mare nell’area del Golfo dell’Alaska, a sud-ovest della terraferma e in prossimità dell’arco delle Aleutine occidentali, una delle zone geologicamente più attive del pianeta. La scossa è stata quindi localizzata in un settore caratterizzato da una complessa interazione tra placche tettoniche, dove l’attività sismica è frequente e può raggiungere magnitudo elevate.

La faglia dell’Alaska e il confine tra placche: perché questa zona è altamente sismica

L’area interessata dal terremoto di magnitudo 6.0 in Alaska appartiene a uno dei principali sistemi sismici mondiali, quello generato dall’interazione tra la placca Pacifica e la placca Nordamericana. In questa regione la placca oceanica del Pacifico tende a sprofondare sotto quella nordamericana attraverso un processo di subduzione, dando origine a una vasta fascia di deformazione conosciuta come zona di subduzione delle Aleutine. Questo meccanismo è responsabile della formazione di una lunga cintura di terremoti che si estende dall’Alaska fino all’Oceano Pacifico settentrionale. L’accumulo di energia lungo le faglie profonde e superficiali viene periodicamente liberato attraverso eventi sismici di diversa intensità, dai terremoti più piccoli fino ai grandi eventi capaci di produrre effetti su vaste aree. La particolare configurazione geologica dell’Alaska fa sì che il territorio sia considerato una delle regioni con il più alto rischio sismico degli Stati Uniti. Le coste meridionali dello Stato e l’arco delle Aleutine sono costantemente monitorati dagli enti scientifici internazionali proprio per la possibilità di terremoti significativi e, in determinate condizioni, di eventi associati a tsunami.

Un territorio segnato dai grandi terremoti: i precedenti storici dell’Alaska

La storia sismica dell’Alaska è caratterizzata da alcuni tra i più potenti terremoti mai registrati sulla Terra. Il precedente più famoso è il terremoto dell’Alaska del 1964, noto come Great Alaska Earthquake, che raggiunse una magnitudo stimata di 9.2, diventando il più forte sisma mai rilevato negli Stati Uniti e uno dei più intensi nella storia mondiale della sismologia. Quel terremoto ebbe origine lungo la zona di subduzione al largo dell’Alaska meridionale e provocò forti deformazioni del territorio, frane, danni estesi e un importante tsunami che interessò diverse aree del Pacifico. Anche le isole Aleutine hanno una lunga storia di terremoti di grande energia. La regione ha prodotto numerosi eventi superiori a magnitudo 7 e 8. Il terremoto odierno, con una magnitudo 6.0, rientra quindi nella normale attività sismica di una delle fasce più dinamiche del pianeta, ma la sua relativa superficialità, con un ipocentro a soli 14 chilometri di profondità, rende l’evento un fenomeno attentamente osservato dagli istituti di monitoraggio.

Il monitoraggio dell’attività sismica continua

Il sisma registrato il 14 luglio 2026 alle 18:51 UTC rappresenta un nuovo episodio nella lunga storia di attività geologica dell’Alaska. Le reti di monitoraggio sismico internazionali continueranno a seguire l’evoluzione dell’area per verificare eventuali repliche, fenomeno comune dopo terremoti di questa intensità. La presenza di una magnitudo 6.0 in una regione dominata dalla subduzione della placca Pacifica sotto la placca Nordamericana conferma ancora una volta la natura estremamente attiva dell’arco delle isole Aleutine, una delle aree più importanti al mondo per lo studio dei terremoti e dei processi che modellano la superficie terrestre.

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