Il devastante terremoto magnitudo 7.1 (dato locale, magnitudo 6.5 per l’INGV e 6.8 per l’USGS) che martedì ha colpito l’isola di Kyushu, nel Sud/Ovest del Giappone, continua a far registrare numeri drammatici, con il bilancio delle vittime che è inesorabilmente salito a 34 morti accertati e decine di feriti. Il governo della prefettura di Kumamoto ha confermato la conta, specificando che un ulteriore decesso è attualmente sotto indagine per stabilire il suo diretto collegamento con il disastro. Le operazioni di ricerca e soccorso sono ufficialmente entrate nel loro 4° giorno, tuttavia il quadro della situazione resta estremamente critico. I soccorritori lavorano senza sosta tra le rovine di abitazioni rase al suolo, fabbriche distrutte e infrastrutture collassate, affrontando enormi difficoltà. Al momento non è ancora chiaro il numero esatto di persone che mancano all’appello, un’incertezza che prolunga l’angoscia di moltissime famiglie. Allo stesso tempo, le autorità locali stanno cercando di quantificare la reale portata dei danni alle strutture in tutta la regione colpita, un’impresa resa ancor più complessa dall’estensione dell’area interessata dal violento sisma e dalla difficile viabilità per i mezzi di emergenza.
Le ricerche tra le macerie del centro commerciale e della fabbrica
I soccorritori hanno continuato a operare instancabilmente nell’area di Kumamoto, concentrando i loro sforzi nei luoghi in cui si sono registrati i danni più gravi. Uno di questi è il sito del centro commerciale Aeon Mall, situato nella città di Kashima. Al momento della scossa, la struttura era affollata da migliaia di persone. L’azienda ha comunicato che circa 3mila clienti sono stati evacuati in un parcheggio prima che si verificasse un’esplosione in un’altra ala dell’edificio, dove alcuni dipendenti stavano ancora lavorando. Il 2° piano della struttura è crollato, intrappolando diverse persone. Il capo di gabinetto Minoru Kihara ha dichiarato da Tokyo che in questo sito 7 persone sono morte e 11 sono state tratte in salvo, senza però specificare quanti siano ancora i dispersi. Parallelamente, a Yatsushiro si è conclusa un’altra complessa operazione di salvataggio presso lo stabilimento della Nippon Paper Industries, dove è parzialmente crollata una ciminiera. Qui i soccorritori hanno estratto 11 superstiti e recuperato i corpi di 9 vittime. Nel Sud di Kumamoto proseguono ulteriori ricerche su scala minore tra le case crollate, ma le autorità non hanno ancora fornito una cifra definitiva sulle persone che mancano all’appello.
Emergenza caldo per migliaia di sfollati senza acqua e luce
Oltre al rischio legato a nuovi crolli, cresce la preoccupazione per le condizioni di salute della popolazione sopravvissuta, messa a dura prova da un caldo opprimente. Nella giornata di ieri la colonnina di mercurio è salita fino a +35°C, mentre per oggi l’Agenzia Meteorologica Giapponese ha previsto un ulteriore picco fino a +36°C nella città di Kumamoto. La rete idrica ed elettrica ha subito danni gravissimi. Oltre 79mila abitazioni sono rimaste sprovviste di acqua e più di 3.500 case non hanno alcun accesso all’energia elettrica. Per far fronte all’emergenza abitativa, le autorità hanno allestito numerosi rifugi che attualmente ospitano oltre 9mila persone. In queste strutture si sta cercando di potenziare tempestivamente le fonti di energia per poter garantire il funzionamento dell’aria condizionata e prevenire i colpi di calore, che rappresentano una minaccia reale per i soggetti più fragili.
Treni parzialmente riattivati e la devastazione nella città di Hikawa
Sul fronte dei trasporti, la situazione mostra timidi segnali di ripresa alternati a disagi prolungati. I treni ad alta velocità Shinkansen hanno ripreso a viaggiare lungo la tratta compresa tra Kumamoto e Fukuoka verso Nord, seppur operando con servizi molto ridotti rispetto alla normale programmazione. Al contrario, i collegamenti ferroviari diretti verso Sud, in particolare quelli per Kagoshima, rimangono del tutto sospesi in attesa di verifiche di sicurezza. Anche i treni locali nelle aree maggiormente colpite dal sisma risultano bloccati a causa dei danni ingenti riportati dai binari. Tra i centri abitati che hanno subito la devastazione più acuta c’è la città di Hikawa. I funzionari locali hanno riportato che più di 800 delle 4.500 abitazioni totali della città sono state distrutte o gravemente danneggiate dai tremori. Di fronte a questo scenario apocalittico, moltissimi residenti si sono trovati costretti a trascorrere le notti dormendo all’interno dei propri veicoli nei parchi, nel parcheggio del municipio o semplicemente per strada, a pochi passi da ciò che resta delle loro case.
