Terremoto in Indonesia: sisma scuote la Nuova Guinea Occidentale | DATI e MAPPE

La regione asiatica si conferma una delle zone geologicamente più attive e a rischio del pianeta

Un terremoto ha scosso l’Indonesia: secondo i dati ufficiali rilasciati dall’INGV, l’evento tellurico ha registrato una magnitudo Mwp 5.6 ed è avvenuto precisamente nella zona della Nuova Guinea Occidentale. La forte scossa è stata registrata dai sismografi alle 06:42 ora italiana, le 13:42 ora locale. L’ipocentro del sisma è stato localizzato ad una profondità di 30 km sotto la superficie terrestre, un elemento cruciale che contribuisce a definire la vasta propagazione delle onde sismiche in questa area.

Le cause geologiche

La regione indonesiana, e in modo particolare l’intera isola della Nuova Guinea, si trova collocata in una delle aree geologicamente più attive e dinamiche del nostro pianeta. La fortissima e costante attività sismica è il risultato diretto e inevitabile della convergenza obliqua tra colossali placche litosferiche: la placca australiana, che spinge incessantemente verso Nord, e la placca pacifica, situata a Nord/Est. In questo specifico settore del globo, l’interazione tra i massicci blocchi continentali e le porzioni oceaniche avviene a velocità impressionanti, con un tasso di convergenza stimato che in alcune zone supera i 110 mm all’anno. Questo scontro perpetuo genera un enorme accumulo di stress meccanico lungo i grandi sistemi di faglia, deformando la crosta terrestre e provocando l’innalzamento delle catene montuose. La complessa rete di microplacche incastrate in questa morsa rende l’intero assetto strutturale del sottosuolo instabile, sfociando nei frequenti rilasci di energia che causano le scosse.

La sismicità storica e i grandi eventi del passato

Analizzando a fondo la sismicità storica di questa porzione di territorio, emerge chiaramente un quadro di estrema esposizione al rischio tellurico. A partire dal 1900 fino ai giorni nostri, l’area della Nuova Guinea ha già registrato ben 22 terremoti caratterizzati da una magnitudo superiore a 7.5, un dato statistico che conferma la straordinaria frequenza di rotture crostali devastanti. Il terremoto più catastrofico documentato in epoca moderna in questa specifica provincia indonesiana risale all’anno 1996. In quell’occasione, una terrificante scossa di magnitudo 8.2, generata da una faglia inversa superficiale, causò la morte di 166 persone e danni incalcolabili a tutte le infrastrutture civili e ai centri abitati.