Un nuovo evento sismico ha interessato la Sicilia nella mattinata odierna. Alle ore 10:10 l’INGV ha registrato un terremoto magnitudo 3.2 nella zona della costa siciliana nordorientale, al largo di Milazzo, in provincia di Messina. L’ipocentro della scossa è stato individuato a 9 km di profondità. I sismologi hanno localizzato l’epicentro a 37 km a Ovest di Messina, a 47 km a Ovest di Reggio di Calabria, a 72 km a Nord di Acireale e a 84 km a Nord di Catania. Questo evento di lieve entità, avvertito dalla popolazione, conferma l’alta vivacità sismica del settore tirrenico.
Perché si verificano terremoti in questa area
La porzione di territorio che abbraccia la costa siciliana Nord/Orientale e lo Stretto di Messina rappresenta un’area estremamente attiva del Mediterraneo. Dal punto di vista geodinamico, la regione si trova lungo la complessa linea di convergenza tra la placca africana e quella eurasiatica. Il continuo scivolamento tra questi 2 immensi blocchi crostali genera un accumulo di energia che ciclicamente viene rilasciata sotto forma di onde sismiche. Una volta innescate, queste onde viaggiano a velocità elevatissime, propagandosi attraverso la crosta terrestre.
Il fondale del Mar Tirreno e le coste settentrionali siciliane sono solcati da un intricato sistema di faglie distensive e trascorrenti. Queste fratture crostali innescano scosse superficiali e profonde muovendosi progressivamente nel corso del tempo. Le dinamiche tettoniche locali si sviluppano in un contesto geologico peculiare, caratterizzato anche da fluidi geotermici sotterranei.
La sismicità storica della costa siciliana nordorientale
Analizzando gli archivi sismici, emerge chiaramente come la fascia tirrenica della Sicilia e l’area dello Stretto abbiano una lunga storia di eventi tellurici, alcuni dei quali devastanti. Il catalogo storico evidenzia il catastrofico sisma di Messina e Reggio di Calabria del 28 dicembre 1908, che raggiunse una magnitudo stimata di 7.2. Questo disastro provocò oltre 100mila vittime, radendo al suolo interi centri urbani. La sismicità storica include il terremoto del Golfo di Patti del 15 aprile 1978, quando una scossa di magnitudo 6.1 provocò distruzioni su vasta scala nel circondario. L’evento lesionò in modo grave il patrimonio edilizio di numerosi comuni, costringendo più di 2mila persone ad abbandonare le proprie abitazioni a scopo precauzionale. Andando a ritroso nel tempo, i documenti testimoniano l’imponente sisma del 10 marzo 1786, di magnitudo 6.2, che causò il crollo di svariati edifici storici a Oliveri, Patti e Naso.
