Terremoto nei Campi Flegrei: scossa nella notte nel Golfo di Pozzuoli | DATI e MAPPE

Un terremoto ha risvegliato i residenti dell'area flegrea. L'INGV ha localizzato l'epicentro in mare a 4 km di profondità

La terra torna a tremare nell’area vulcanica dei Campi Flegrei. Alle 03:39 di oggi 30 luglio 2026, l’INGV ha registrato un terremoto magnitudo Md 2.3. L’evento sismico ha avuto epicentro in mare, all’interno del Golfo di Pozzuoli. La scossa tellurica è stata sprigionata a una profondità di 4 km, un ipocentro molto superficiale che ne ha facilitato l’avvertibilità.

Le cause del sisma: il bradisismo e la dinamica dei Campi Flegrei

Il motivo principale per cui questa specifica porzione di territorio è soggetta a eventi sismici continui risiede nel fenomeno vulcanico del bradisismo. Questo processo geologico consiste in un lento movimento di deformazione del suolo, che può innalzarsi o abbassarsi nel corso del tempo a causa delle variazioni di pressione e di temperatura all’interno del sistema idrotermale profondo. Attualmente la caldera flegrea si trova in una fase di sollevamento, che genera un inevitabile accumulo di stress all’interno delle rocce della crosta terrestre. Quando questo livello di tensione supera la resistenza meccanica della roccia stessa, si generano fratture che rilasciano energia sotto forma di terremoti, solitamente di magnitudo contenuta. La scossa avvenuta in mare, leggermente a Sud rispetto alla terraferma, rientra pienamente in questo scenario di riattivazione bradisismica.

La sismicità storica e le grandi crisi del passato nell’area flegrea

La storia della caldera è costellata da periodi di intensa sismicità alternati a lunghe fasi di quiete apparente. Risalendo ai secoli scorsi, il XVI secolo ha visto una deformazione talmente rapida da culminare in un evento eruttivo, ma le crisi più note in epoca contemporanea si sono concentrate nel XX secolo. Tra l’inizio degli anni ’70 e la metà degli anni ’80, il suolo della città ha subito un innalzamento vertiginoso che ha superato i 3 metri totali. Durante quella grave emergenza, l’aumento esponenziale della sismicità costrinse le autorità a disporre l’evacuazione preventiva dei cittadini residenti nel centro storico. Le scosse di quel periodo raggiunsero livelli significativi scuotendo le abitazioni da Est a Ovest senza sosta.