Terremoto nel Pacifico, scossa al largo delle isole Aleutine | DATI e MAPPE

Un forte sisma è stato registrato nelle isole Andreanof ad una profondità di 12 km. Le cause geologiche e i precedenti storici

Un forte terremoto magnitudo Mwp 5.8 ha colpito la regione delle isole Andreanof, situate nell’esteso arcipelago delle isole Aleutine, amministrativamente appartenenti all’Alaska. L’evento sismico si è verificato alle 08:35 UTC, le 10:35 in Italia. L’INGV ha individuato l’ipocentro ad una profondità stimata in 12 km sotto il livello del mare. La posizione geografica dell’epicentro è estremamente remota e ricorda l’intensa fragilità geologica di questo arco insulare.

Perché si verificano terremoti nelle isole Andreanof

La costante e intensa attività sismica di questa remota regione geografica è direttamente collegata alla complessa interazione tra le grandi placche tettoniche terrestri. L’arco vulcanico e insulare segna infatti il limite esatto in cui l’immensa placca pacifica subduce inesorabilmente, scivolando sotto la placca nordamericana. Questo prolungato movimento convergente genera un accumulo di tensione incalcolabile che si libera in modo ciclico sotto forma di violenti terremoti lungo la nota fossa delle Aleutine. Le enormi deformazioni geologiche coinvolgono sia la profonda interfaccia di contatto tra le due gigantesche piattaforme rocciose, sia l’interno stesso della massa oceanica in subduzione, causando scosse telluriche più o meno profonde, con la placca pacifica che si sposta costantemente verso Nord/Ovest a una velocità notevole.

La storia sismica della zona e i grandi eventi del passato

Il turbolento passato geologico delle isole Andreanof è segnato indelebilmente da terremoti catastrofici che hanno plasmato la morfologia e la storia di tutto il circondario oceanico. Dall’inizio del XX secolo, questa particolare fascia insulare ha registrato una serie impressionante di eventi di magnitudo estrema, potenti rotture tettoniche che hanno interessato per intero l’interfaccia di faglia superficiale del margine interplacca. Tra gli episodi tellurici di maggiore impatto globale spicca indubbiamente il tremendo megasisma avvenuto il 9 marzo 1957, un prolungato sussulto di magnitudo 8.6 che scatenò un enorme e devastante tsunami capace di infliggere gravissimi danni alle infrastrutture in Alaska e persino sulle lontane coste delle Hawaii. La zona ha subito nel tempo ulteriori e violenti squassi di grandissima portata, come le distruttive scosse di magnitudo 8.0 del 1986 e l’evento di magnitudo 7.9 registrato nel 1996, confermando inequivocabilmente come questo complesso margine tettonico sia uno dei punti più caldi e pericolosi dell’intero pianeta. Anche spingendosi a ritroso nel tempo di molte centinaia di anni, precise prove geologiche costiere indicano chiaramente una sequenza quasi ininterrotta di potenti tsunami che hanno sistematicamente spazzato le coste di questa fragile porzione dell’arcipelago.