Una scossa di terremoto di magnitudo 3.5 è stata registrata nella serata di oggi, giovedì 30 luglio, nella Piana di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’evento sismico si è verificato alle 20:09 ed è stato localizzato nell’area di Melicucco, a una profondità di 10 chilometri. L’epicentro ricade nel settore interno della Piana, in una zona compresa tra Melicucco, Rosarno, Feroleto della Chiesa, Cinquefrondi, Polistena e Rizziconi. La magnitudo e la profondità relativamente contenuta rendono la scossa potenzialmente percepibile nei centri situati nelle immediate vicinanze dell’epicentro e, in modo più lieve, in altre località della provincia reggina.
Seconda scossa a Feroleto della Chiesa cinque minuti dopo
A distanza di appena cinque minuti dal primo evento, alle 20:14, l’INGV ha rilevato una seconda scossa di terremoto, questa volta localizzata nell’area di Feroleto della Chiesa. Il sisma ha avuto una magnitudo di 2.6 e una profondità di 11 chilometri. La vicinanza geografica e temporale tra i due eventi evidenzia una breve sequenza sismica nella Piana di Gioia Tauro, con una prima scossa più energetica seguita da un evento di intensità inferiore. Il secondo terremoto è stato localizzato nel settore compreso tra Feroleto della Chiesa, Melicucco, Rosarno e Cinquefrondi, dunque nello stesso contesto territoriale interessato dal sisma delle 20:09. La profondità dei due eventi è molto simile: 10 chilometri per la scossa di magnitudo 3.5 e 11 chilometri per quella di magnitudo 2.6.
Doppia scossa nella Piana di Gioia Tauro
L’elemento più rilevante dell’episodio è rappresentato dalla rapida successione dei due terremoti. Il primo, di magnitudo 3.5, costituisce l’evento principale finora registrato, mentre la scossa avvenuta alle 20:14 presenta un’energia inferiore. La magnitudo misura l’energia liberata all’origine dal terremoto e segue una scala logaritmica. Ciò significa che una differenza apparentemente contenuta tra due valori corrisponde in realtà a una variazione significativa dell’energia sprigionata. La seconda scossa, pur essendo avvenuta nella stessa area e a una profondità simile, è stata quindi sensibilmente meno energetica rispetto a quella registrata a Melicucco. La posizione degli epicentri colloca entrambi gli eventi in un’area densamente abitata e caratterizzata dalla presenza di numerosi centri urbani ravvicinati. Oltre a Melicucco e Feroleto della Chiesa, nel raggio territoriale più prossimo si trovano Rosarno, Rizziconi, Cinquefrondi, Polistena, Laureana di Borrello e Gioia Tauro.
Le faglie e la complessa struttura geologica della Calabria meridionale
La Calabria meridionale si trova in uno dei settori geologicamente più complessi del Mediterraneo. Il territorio è inserito in un’area di interazione tra grandi strutture tettoniche, dove si concentrano deformazioni della crosta terrestre e sistemi di faglie capaci di generare terremoti di diversa intensità. Una faglia è una frattura della crosta lungo la quale due blocchi rocciosi possono muoversi l’uno rispetto all’altro. Le rocce, sottoposte nel tempo a sollecitazioni, accumulano energia. Quando la resistenza viene superata, si verifica uno spostamento improvviso che libera energia sotto forma di onde sismiche. L’area della Piana di Gioia Tauro è delimitata da rilievi e strutture geologiche che testimoniano una lunga evoluzione tettonica. Il passaggio dalle zone pianeggianti ai rilievi dell’Aspromonte e delle Serre non è soltanto un elemento del paesaggio, ma riflette una storia geologica segnata da sollevamenti, deformazioni e movimenti lungo sistemi di faglie. L’individuazione precisa della struttura responsabile di un singolo terremoto richiede analisi specifiche basate sulla localizzazione dettagliata dell’ipocentro, sulla distribuzione delle scosse, sui meccanismi focali e sui dati raccolti dalle reti sismiche.
Perché la profondità del terremoto è importante
Entrambe le scosse sono state classificate come eventi relativamente superficiali. Il terremoto di Melicucco ha avuto un ipocentro a 10 chilometri, mentre quello di Feroleto della Chiesa è stato localizzato a 11 chilometri di profondità. La profondità è uno dei fattori che incidono sugli effetti osservabili in superficie. In generale, a parità di magnitudo, un terremoto superficiale può essere avvertito più chiaramente nelle località vicine all’epicentro rispetto a un evento molto profondo. Questo non significa automaticamente che una scossa superficiale provochi danni: gli effetti dipendono anche dalla magnitudo, dalla distanza, dalla durata del movimento, dal tipo di suolo e dalla vulnerabilità degli edifici. Anche le condizioni geologiche locali possono modificare il modo in cui le onde sismiche raggiungono la superficie. I terreni sedimentari presenti nelle pianure possono, in alcune condizioni, amplificare determinate frequenze del movimento rispetto alle aree fondate su rocce più rigide. Si tratta dei cosiddetti effetti di sito, che vengono studiati attraverso analisi geologiche, geofisiche e di microzonazione sismica.
Il rischio sismico nella provincia di Reggio Calabria
La provincia di Reggio Calabria rientra in un territorio caratterizzato da una significativa pericolosità sismica. È importante distinguere, però, tra pericolosità e rischio sismico. La pericolosità indica la probabilità che in una determinata area si verifichino scuotimenti del terreno di una certa intensità. Il rischio tiene conto anche della presenza di edifici, infrastrutture, popolazione e della loro vulnerabilità. Un terremoto di magnitudo moderata può produrre conseguenze molto diverse a seconda delle condizioni del patrimonio edilizio. La prevenzione non consiste nella possibilità di prevedere con precisione giorno, luogo e intensità delle scosse, ma nella riduzione della vulnerabilità attraverso edifici progettati o adeguati secondo criteri antisismici, controlli strutturali e corretta pianificazione del territorio. La successione ravvicinata dei terremoti di Melicucco e Feroleto della Chiesa richiama quindi l’attenzione sull’importanza della conoscenza del territorio. Anche gli eventi che non provocano conseguenze rappresentano dati utili per ricostruire la sismicità locale e comprendere la distribuzione delle deformazioni nella crosta.
I grandi terremoti storici della Calabria meridionale
La storia della Calabria meridionale è segnata da terremoti molto più forti rispetto alle scosse registrate questa sera. Tra i precedenti più importanti rientra la lunga e devastante sequenza del 1783, che colpì duramente la Calabria. Quella crisi sismica fu composta da più eventi distruttivi e modificò profondamente numerosi centri abitati e parti del paesaggio. Un altro riferimento fondamentale per la memoria sismica dell’area dello Stretto è rappresentato dal terremoto del 1908, che devastò Reggio Calabria e Messina. Si trattò di un evento di scala completamente diversa rispetto alle due scosse odierne, ma resta centrale per comprendere la vulnerabilità storica della Calabria meridionale e della Sicilia nordorientale. Il richiamo ai precedenti storici non implica alcun collegamento diretto con la sequenza registrata tra Melicucco e Feroleto della Chiesa. Terremoti di magnitudo contenuta avvengono frequentemente nelle regioni sismiche e non costituiscono, da soli, un segnale dell’arrivo di un evento più forte.
