Un terremoto magnitudo 5 ha colpito le province sudorientali della Turchia questa mattina. L’agenzia nazionale turca per la gestione delle emergenze, AFAD, ha confermato in una nota ufficiale che il sisma si è verificato esattamente alle ore 6:20 del mattino con un epicentro localizzato nel distretto di Battalgazi, nella provincia di Malatya. Le autorità hanno dichiarato che non sono state segnalate situazioni critiche o cedimenti strutturali agli edifici, e al momento attuale non risultano vittime o persone ferite. Il tremore è stato avvertito in maniera netta in un raggio di svariati km, coinvolgendo la zona epicentrale e propagandosi fino alle province di Elazig, Adiyaman, Tunceli e Sanliurfa.
Perché si verificano terremoti in questa zona
Il territorio della Turchia si trova in una delle aree più sismicamente instabili e attive dell’intero pianeta, collocandosi in un punto di convergenza critico tra differenti placche tettoniche. Entrando nel dettaglio della geologia locale, la regione coinvolta dalla scossa odierna si sviluppa lungo la faglia Est Anatolica, una gigantesca e pericolosa frattura della crosta terrestre. Questa immensa faglia funge da linea di confine naturale tra la placca arabica e la placca anatolica. Il meccanismo geologico prevede che la placca arabica spinga costantemente verso Nord, generando un’imponente pressione sotterranea che finisce per costringere il blocco anatolico a scivolare verso Ovest. L’area dell’epicentro odierno si trova proprio al centro di queste titaniche spinte continentali. Quando l’energia accumulata lungo le faglie supera il livello di resistenza delle masse rocciose sotterranee, essa si sprigiona violentemente in superficie sotto forma di onde sismiche.
La sismicità storica della regione
L’intera fascia del Sud/Est turco è purtroppo segnata da precedenti sismici estremamente drammatici, essendo attraversata da complessi sistemi di faglie capaci di generare eventi catastrofici ricorrenti. Basti ricordare la spaventosa sequenza sismica del febbraio 2023, quando scosse devastanti rasero al suolo intere città tra Turchia e Siria, provocando la morte di oltre 50mila persone. Anche negli anni immediatamente precedenti, come nel 2020, la vicina provincia di Elazig subì un grave terremoto magnitudo 6.7 che causò decine di vittime e danni ingenti su un’area di centinaia di km. La sismicità storica di questa porzione di Turchia documenta secoli di forti scosse distruttive, diretta conseguenza del costante attrito geologico sopra descritto. L’attività sismica in quest’area rappresenta una costante fisiologica del territorio, motivo per cui le reti di monitoraggio tengono sotto stretto controllo ogni minima variazione tellurica per prevenire, per quanto possibile, futuri disastri.
