Terremoto sulla Costa siciliana: scossa in mare al largo di Milazzo | DATI e MAPPA

Il sisma è stato localizzato in mare, nel tratto di costa tirrenica della provincia di Messina, con un ipocentro a 11 chilometri di profondità

Una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 è stata registrata alle 20:06 lungo la costa siciliana nord-orientale, in provincia di Messina. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il sisma ha avuto un ipocentro a 11 chilometri di profondità. L’evento ha interessato una zona marina vicina al litorale della Sicilia nord-orientale, in un’area geologicamente articolata che si estende tra la costa tirrenica, i Nebrodi, i Peloritani e le Isole Eolie. Il dato geografico più rilevante riguarda la posizione del terremoto nel Messinese, localizzato in mare lungo il versante tirrenico della Sicilia. La vicinanza dell’epicentro alla costa rende l’evento significativo per il territorio settentrionale della provincia di Messina, dove sorgono numerosi comuni distribuiti tra il litorale e le zone collinari dell’entroterra.

Ipocentro a 11 chilometri di profondità

Secondo l’INGV, il terremoto delle 20:06 è avvenuto a una profondità di 11 chilometri. Si tratta del punto interno alla crosta terrestre nel quale ha avuto origine la rottura che ha generato le onde sismiche. La profondità rappresenta uno dei principali parametri utilizzati per descrivere un terremoto. Gli eventi con ipocentro relativamente vicino alla superficie possono produrre uno scuotimento più evidente nelle aree prossime all’epicentro, ma la profondità non è sufficiente per valutare gli effetti complessivi del sisma. La costa settentrionale della provincia di Messina appartiene a un territorio geologicamente complesso. La Sicilia nord-orientale si trova infatti in una zona del Mediterraneo caratterizzata dall’interazione tra differenti strutture della crosta terrestre. Il settore compreso tra il Mar Tirreno meridionale, i Nebrodi, i Peloritani, le Isole Eolie e lo Stretto di Messina è interessato da sistemi di fratture e faglie sviluppatisi nel corso di una lunga evoluzione geologica. La sismicità dell’area è legata ai movimenti che continuano a interessare questi sistemi. Una faglia è una frattura della crosta terrestre lungo la quale due blocchi rocciosi possono muoversi l’uno rispetto all’altro.

Faglie marine e terremoti lungo la costa messinese

Una parte delle strutture tettoniche presenti nella Sicilia nord-orientale prosegue al di sotto del mare. Per questa ragione numerosi terremoti possono avere il proprio epicentro nei fondali del Tirreno meridionale, pur risultando vicini alle coste siciliane. Le faglie marine non sono visibili direttamente dalla superficie e vengono studiate attraverso strumenti geofisici, rilievi del fondale e analisi della distribuzione dei terremoti. Il fatto che una scossa avvenga in mare non significa che sia necessariamente più forte o più pericolosa di un evento localizzato sulla terraferma. Gli effetti dipendono dalla combinazione tra magnitudo, profondità, distanza dai centri abitati e caratteristiche del movimento avvenuto lungo la faglia.

Il rischio sismico nella provincia di Messina

Il territorio messinese è storicamente associato a un’elevata attenzione nei confronti del rischio sismico. Questa espressione non indica soltanto la possibilità che si verifichi un terremoto, ma comprende anche la vulnerabilità degli edifici, la densità della popolazione e la presenza di infrastrutture esposte agli effetti dello scuotimento. La pericolosità sismica descrive la probabilità che in una determinata area si verifichino movimenti del terreno di una certa intensità. Il rischio effettivo aumenta quando un territorio densamente abitato presenta costruzioni vulnerabili o strutture non adeguatamente preparate a sopportare le sollecitazioni prodotte da un sisma. Nelle aree costiere assumono particolare importanza anche le caratteristiche dei terreni.

I precedenti terremoti nella Sicilia nord-orientale

La Sicilia nord-orientale è stata interessata nel corso della sua storia da numerosi terremoti. Le aree del Messinese, dei Nebrodi, dei Peloritani e dello Stretto presentano una lunga memoria sismica, legata alla presenza di differenti strutture tettoniche attive. I terremoti del passato hanno avuto caratteristiche molto diverse tra loro. Alcuni sono stati localizzati sulla terraferma, altri nei tratti di mare compresi tra la Sicilia, la Calabria e le Isole Eolie. Anche le profondità e le energie liberate sono risultate differenti. Il richiamo ai terremoti storici serve esclusivamente a inquadrare la sismicità generale della Sicilia nord-orientale. Ogni evento sismico deve essere analizzato attraverso i propri dati strumentali. La vicinanza geografica tra terremoti avvenuti in periodi differenti non dimostra che siano stati prodotti dalla stessa faglia o dallo stesso meccanismo.

Terremoto costa siciliana