Terremoto Venezuela, l’Oms avverte: alto rischio di focolai di morbillo e altre malattie infettive

Bassa copertura vaccinale, acqua a rischio e sistema sanitario già fragile aumentano l’allarme nelle aree colpite dal disastro

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha allertato oggi sul rischio di focolai di malattie infettive in Venezuela, a causa della bassa copertura vaccinale della popolazione. La situazione sanitaria nel Paese desta particolare preoccupazione, soprattutto nelle aree più colpite dal disastro, dove alle criticità già esistenti si sommano nuove condizioni di vulnerabilità. “La copertura vaccinale in Venezuela era già bassa, quindi il rischio di epidemie di morbillo e altre malattie risulta elevato”, ha affermato oggi in videoconferenza Ciro Ugarte, direttore per le Emergenze dell’ufficio regionale dell’Oms.

Morbillo e altre malattie: allerta nei centri di accoglienza

Il rischio di epidemie di morbillo e di altre patologie infettive viene considerato particolarmente alto nei luoghi in cui si concentrano le persone sfollate o assistite dopo il disastro. Secondo l’Oms, le condizioni presenti in queste strutture possono favorire la diffusione delle infezioni, soprattutto in presenza di una copertura vaccinale insufficiente. “Il rischio è particolarmente elevato nei centri di accoglienza, negli accampamenti e nelle strutture sanitarie”, ha aggiunto Ugarte.

Qualità dell’acqua, un ulteriore fattore di preoccupazione

Un altro elemento di allarme riguarda la qualità dell’acqua nelle aree più colpite. La possibile compromissione delle fonti idriche rappresenta un fattore che può aggravare il quadro sanitario e aumentare il rischio di ulteriori focolai di malattie infettive. La preoccupazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità non riguarda quindi soltanto la diffusione del morbillo, ma anche il possibile impatto di condizioni igienico-sanitarie precarie in un contesto già fragile.

Sistema sanitario venezuelano sotto pressione

In precedenza, il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, aveva sottolineato che l’impatto dell’emergenza sul sistema sanitario in Venezuela si somma a una crisi preesistente da anni di tutte le strutture ospedaliere del Paese. La pressione sulle strutture sanitarie rappresenta uno degli aspetti più critici dell’emergenza. Ospedali e servizi medici, già indeboliti da una crisi prolungata, devono ora affrontare anche le conseguenze del disastro e il rischio di un aumento dei casi di malattie infettive.

Aiuti dell’Oms: fondi, medicinali e squadre mediche

Per rispondere all’emergenza, l’Oms ha stanziato 1,5 milioni di dollari dal suo Fondo di Emergenza. L’organizzazione ha inoltre inviato oltre sei tonnellate di medicinali e forniture, mentre altre 28 tonnellate sono in arrivo nei prossimi giorni. Nelle aree colpite sono state dispiegate sette squadre mediche operative, con l’obiettivo di sostenere la risposta sanitaria e contenere il rischio di nuovi focolai. L’intervento punta a rafforzare l’assistenza in un contesto segnato da bassa copertura vaccinale, vulnerabilità delle strutture ospedaliere e timori legati alla qualità dell’acqua.