L’amministratore delegato della major petrolifera francese TotalEnergies, Patrick Pouyanne, ha dichiarato che discuterà con le autorità siriane la firma di un contratto di esplorazione offshore. Il possibile accordo riguarda un blocco nel Mediterraneo, area che secondo la compagnia non è mai stata realmente esplorata in passato. La prospettiva di un ritorno operativo in Siria, tuttavia, resta condizionata dalla persistente instabilità del Paese. Pouyanne ha infatti precisato che la situazione della sicurezza rende ancora impraticabile la ripresa delle attività petrolifere onshore, in particolare nelle aree dove TotalEnergies era presente prima del 2011.
La visita di Macron in Siria oscurata dagli attentati a Damasco
A sottolineare la riluttanza di Patrick Pouyanne è stato anche il contesto in cui si è svolta la visita del presidente francese Emmanuel Macron in Siria. L’amministratore delegato di TotalEnergies era accompagnato come parte di una delegazione commerciale, ma la missione è stata oscurata dagli attentati dinamitardi nella capitale Damasco. Gli episodi di violenza hanno confermato quanto la questione della sicurezza continui a pesare sulle valutazioni delle compagnie internazionali interessate a un possibile ritorno nel settore energetico siriano. Per TotalEnergies, la priorità resta comprendere se esistano condizioni minime per procedere almeno sul fronte dell’esplorazione offshore, mentre le attività a terra restano fuori portata.
Il passato di TotalEnergies in Siria prima del ritiro nel 2011
Prima di ritirarsi dalla Siria nel 2011 a causa delle sanzioni dell’Unione Europea, Total produceva circa 30.000 barili di petrolio al giorno nella parte orientale del Paese, oltre a una certa quantità di gas. La presenza della compagnia francese nel settore energetico siriano era quindi già significativa prima dell’interruzione delle attività. Il conflitto e le sanzioni hanno però modificato radicalmente lo scenario. Il comparto petrolifero siriano è oggi descritto come fortemente deteriorato, anche per la prosecuzione di attività produttive irregolari durante gli anni della guerra.
Pouyanne: la sicurezza non consente ancora di operare
Pouyanne ha chiarito che le condizioni attuali non permettono a TotalEnergies di riprendere operazioni sul terreno. “La situazione della sicurezza non ci permette ancora di operare qui. Oggi il settore è in cattive condizioni, diversi gruppi hanno continuato a produrre durante il conflitto, ma in modo del tutto irregolare… francamente, la Siria non è un grande giacimento petrolifero”, ha affermato Pouyanne. La dichiarazione mette in evidenza il doppio ostacolo che TotalEnergies vede oggi in Siria: da un lato l’insicurezza, dall’altro lo stato compromesso del settore energetico nazionale. La valutazione sulle riserve e sulle opportunità onshore appare quindi prudente, soprattutto rispetto alle prospettive dell’offshore siriano.
Il memorandum d’intesa con la Syrian Petroleum Company
A maggio TotalEnergies ha firmato un memorandum d’intesa con la Syrian Petroleum Company per esplorare un blocco offshore nel Mediterraneo. L’accordo rappresenta il principale punto di partenza per un possibile nuovo coinvolgimento della società francese nel settore energetico siriano. “L’area offshore siriana non è mai stata realmente esplorata in passato, quindi abbiamo stretto una partnership con altre compagnie per esaminarla. Oggi ne discuteremo con le nostre controparti siriane per valutare la possibilità di stipulare un contratto”, ha affermato Pouyanne, e ha aggiunto: “preferiremmo trovare petrolio piuttosto che gas. Nel Mediterraneo orientale, però, finora la maggior parte delle scoperte, ad esempio a Cipro e in Israele, riguarda il gas”. Le parole dell’amministratore delegato indicano che l’interesse principale della compagnia sarebbe rivolto al petrolio offshore, anche se l’esperienza maturata nel Mediterraneo orientale suggerisce che le scoperte più rilevanti nell’area siano state finora legate soprattutto al gas.
Mediterraneo orientale, tra potenziale offshore e incognite energetiche
Il possibile sviluppo dell’esplorazione offshore in Siria si inserisce in un quadro regionale in cui il Mediterraneo orientale ha acquisito crescente centralità energetica. Le scoperte a Cipro e in Israele, citate da Pouyanne, hanno riguardato prevalentemente il gas, un elemento che rende ancora incerto il tipo di risorse eventualmente presenti al largo della costa siriana. La stessa TotalEnergies mantiene quindi una posizione prudente. L’offshore viene considerato un’area non ancora realmente esplorata, ma le aspettative restano condizionate dai risultati ottenuti nei Paesi vicini e dalla necessità di trasformare il memorandum d’intesa in un vero contratto operativo.
Oleodotti attraverso la Siria, priorità alle rotte alternative allo Stretto di Hormuz
TotalEnergies di recente ha parlato anche della necessità di costruire oleodotti attraverso la Siria per trasportare il petrolio dall’Iraq come alternativa allo Stretto di Hormuz, in seguito alla guerra tra Stati Uniti e Israele e Iran. Pouyanne ha ribadito che i progetti per ricostruire le rotte di transito del petrolio tra Iraq e Siria, come l’oleodotto Kirkuk-Baniyas, sono la priorità. Il tema delle infrastrutture assume quindi un peso strategico accanto all’esplorazione offshore. La Siria, pur non essendo descritta da Pouyanne come un grande giacimento petrolifero, potrebbe tornare ad avere un ruolo rilevante come territorio di transito per il greggio iracheno verso il Mediterraneo.
Nessuna visita ai siti di progetto: il terreno resta troppo insicuro
Pouyanne ha detto anche che Total non aveva in programma visite ai siti di progetto, perché il terreno non era abbastanza sicuro per inviare squadre. La decisione conferma che la compagnia continua a considerare la situazione sul campo troppo rischiosa per attività operative dirette. “Dobbiamo dare al governo siriano il tempo di riprendere il controllo del Paese, e dobbiamo anche essere realisti, considerando che si tratta di uno Stato che sta uscendo da 15 anni di guerra civile. Abbiamo bisogno di pazienza, e questo sarà parte delle nostre discussioni”, ha concluso. La posizione di TotalEnergies in Siria resta quindi improntata alla cautela. Da una parte la compagnia valuta l’apertura di una nuova fase attraverso l’esplorazione offshore nel Mediterraneo; dall’altra, il ritorno alle attività petrolifere onshore resta bloccato dall’insicurezza e dalla fragilità del contesto nazionale.
