La giornata di ieri ha segnato una brusca svolta simil autunnale rispetto al caldo afoso che aveva dominato la settimana precedente. Una saccatura atlantica, colma di aria più fresca in quota, ha ‘agganciato’ il Mediterraneo centrale irrompendo sull’Italia proprio nel corso di domenica 26 luglio. Il contrasto con la massa d’aria molto calda e umida presente nei bassi strati ha generato una miscela esplosiva: valori elevati di instabilità, forte wind shear e condizioni ideali per lo sviluppo di sistemi temporaleschi organizzati e supercelle grandinigene.
Fin dal mattino le prime nubi minacciose hanno fatto la loro comparsa sulle regioni settentrionali e centrali, ma è stato tra il primo pomeriggio e la sera che l’atmosfera ha mostrato tutto il suo potenziale. Violenti temporali hanno colpito in particolare Toscana, Emilia-Romagna, alto Adriatico, Umbria e Marche, accompagnati da piogge torrenziali, raffiche di vento e una frequente attività elettrica. Nell’arco della giornata, le reti di rilevamento hanno registrato oltre 70.000 fulmini sulla nostra Penisola e sui mari circostanti, un dato che fotografa l’eccezionale energia sprigionata dai cumulonembi.

Toscana: oltre 18.000 fulmini e nubifragi in poche ore
In Toscana la situazione è stata particolarmente critica. Una serie di celle temporalesche, alcune con caratteristiche supercellulari, ha attraversato la regione scaricando oltre 18.000 fulmini in appena sei ore e provocando nubifragi, grandinate e allagamenti diffusi. Nel Lucchese si sono registrati accumuli di pioggia prossimi ai 80-90 mm in meno di un’ora, con strade trasformate in fiumi e disagi alla circolazione. Non a caso, sulla regione era stata diramata un’allerta arancione con indicazioni di possibile rischio idrogeologico e fenomeni intensi.
Shelf cloud spettacolari lungo l’Adriatico
Suggestivi e al tempo stesso minacciosi gli scenari lungo l’Adriatico, dove la combinazione tra forte convergenza al suolo e vento in quota ha favorito la nascita di estesi sistemi temporaleschi a linea. Lungo le coste romagnole e marchigiane si sono osservate imponenti shelf cloud, le classiche ‘nubi a mensola’ che segnano il fronte avanzante dell’outflow freddo dei temporali. La nube fotografata sul mare nei pressi di Falconara, con la sua base scura e la struttura arcuata che sovrasta la spiaggia, racconta alla perfezione il momento in cui la linea di groppo ha fatto il suo ingresso, accompagnata da raffiche violente e pioggia intensa.
Maltempo anche al Nord e vasta attività temporalesca in Europa
Anche il resto del Nord Italia non è rimasto ai margini di questa ondata di maltempo. Tra Liguria, Lombardia e Friuli Venezia Giulia si sono sviluppati temporali piuttosto organizzati, in grado di produrre colpi di vento, grandine e un discreto calo termico. Per ciò che riguarda l’Europa, le mappe delle fulminazioni hanno evidenziato un vero e proprio ‘nastro’ convettivo dal Mediterraneo occidentale fino ai Balcani, con l’Italia al centro di una vasta area temporalesca che ha interessato buona parte dell’Europa centro-meridionale.
Crollo delle temperature dopo il passaggio dei temporali
Oltre agli effetti al suolo, la giornata di ieri ha rappresentato anche una netta inversione termica dal sapore simil autunnale. Dietro il passaggio dei sistemi temporaleschi, le temperature sono crollate di diversi gradi sul Centro-Nord, regalando un temporaneo sollievo dal caldo intenso dei giorni precedenti. Molto più defilate le regioni meridionali e le Isole maggiori, in particolare Sicilia e settore ionico, rimaste ai margini dell’instabilità e alle prese con con un richiamo sciroccale.
Il Mediterraneo sempre più favorevole agli eventi meteorologici estremi
La severa ondata di maltempo che si è abbattuta sul territorio nella giornata di ieri costituisce la prova tangibile e inconfutabile di un fenomeno ormai sempre più frequente: la capacità del bacino del Mediterraneo di trasformarsi, persino nel cuore della stagione estiva, in una vera e propria fucina di eventi meteorologici estremi. Questa pericolosa configurazione si realizza quando le correnti d’aria fresca e instabile provenienti dall’Oceano Atlantico riescono a penetrare nel Mediterraneo, andando a impattare e a interagire bruscamente con le masse d’aria preesistenti, fortemente surriscaldate e sature di umidità a causa delle persistenti ondate di calore. Il contrasto termico che ne deriva genera un’enorme energia termodinamica, capace di scatenare tempeste di eccezionale violenza in un periodo dell’anno normalmente associato alla stabilità atmosferica.
