La scorsa notte ha lasciato un’impronta di severo maltempo estremo sulle regioni settentrionali, dove l’impatto del Ciclone Raffaella ha generato temporali supercellulari con grandine devastante e ingenti danni ai raccolti e alle infrastrutture. Distrutte migliaia di automobili e persino alcune abitazioni Nella giornata di oggi, venerdì 28 agosto 2026, nuove linee di instabilità stanno risalendo verso il Settentrione, mantenendo un quadro climatico apertamente autunnale sul Nord-Ovest. In Piemonte e Valle d’Aosta la colonnina di mercurio in pieno giorno sembra bloccata su valori da fine settembre, con Torino e Cuneo ferme a +24°C, Biella a +21°C ed Aosta ad appena +20°C. Le temperature minime della notte si sono attestate diffusamente al di sotto dei +18°C, accompagnate da forti piogge in Lombardia e da banchi di nebbia fitta con cui molte città dell’Emilia-Romagna si sono svegliate al mattino.
Il clima si presenta leggermente più mite sul Nord-Est, ma senza alcun eccesso: si registrano +28°C a Venezia, +30°C a Milano e Trieste, e +31°C ad Udine e Verona. Più caldo in Emilia Romagna con qualche picco isolato di +35°C, in ogni caso quella di oggi rappresenta la giornata più calda degli ultimi 12 giorni lo sarà anche dei prossimi dieci (e quindi anche dei prossimi mesi, fino alla prossima primavera!) per il Nord, già avviato alla stagione autunnale da un paio di settimane.

Scirocco e fiammata calda al Centro-Sud: picco diurno con +43°C a Cosenza e +41°C a Catania
Mentre il Settentrione affronta precipitazioni autunnali, le regioni del Centro-Sud e le Isole Maggiori vivono la fase apicale del richiamo di sciroccata prefrontale attivato dalla depressione oceanica. La Sardegna, che nella giornata di ieri era stata la regione più calda con picchi diffusi di +40°C ed apici di +42°C ad Iglesias ed Oristano, vede oggi le sue temperature in picchiata, a conferma della natura dinamica ed effimera di questa avvezione calda. Oristano ed Iglesias si fermano a +33°C, Cagliari tocca +35°C, mentre Sassari ed Olbia si assestano a +31°C, a fronte di minime notturne comprese tra i +25°C e i +27°C.
La giornata odierna costituisce il momento di massima calura per la Penisola meridionale e la Sicilia. A Palermo, dopo giornate trascorse a non oltre +32°C, la massima sale a +37°C, rimanendo lontana dai +40°C. Agrigento e Siracusa registrano +37°C, Messina +34°C, mentre la città più calda dell’isola è Catania con +41°C, spinta dal caldo vento di caduta dall’Etna per l’effetto favonio. In Calabria si toccano picchi di +43°C a Cosenza, +38°C a Reggio Calabria, Catanzaro e Vibo Valentia, e +34°C a Crotone. Il riscaldamento appare notevolissimo in montagna, dove spiccano +35°C a Serra San Bruno, +34°C a Gambarie d’Aspromonte e +36°C a San Giovanni in Fiore in Sila, a fronte di litorali marittimi decisamente più ventilati e respirabili a +32°C come Scilla, Capo Vaticano, Paola, Amantea, Bonifati, Cetraro e Guardia Piemontese, e +33°C a Praia a Mare e Roseto Capo Spulico.
Nelle altre regioni meridionali e centrali il caldo si distribuisce in modo fortemente discontinuo a macchia di leopardo. In Puglia spiccano i +42°C di Foggia, mentre lungo la fascia adriatica le città di Bari, Barletta, Bisceglie, Molfetta e Monopoli si fermano tutte a +34°C; nello stesso tempo, la presenza della brezza impedisce l’innesco del garbino, mantenendo Pescara a +34°C e Vieste a +32°C, pur in un contesto fortemente afoso. Nelle zone interne pugliesi e nel Salento si misurano +40°C a Spinazzola, Gioia del Colle ed Acquaviva delle Fonti, +38°C ad Altamura e Putignano, +36°C a Locorotondo, Martina Franca, Brindisi e Lecce, e +37°C a Gallipoli. Sulle regioni centrali tirreniche spiccano i dati aggiornati del Lazio, dove la capitale Roma ha raggiunto i +39°C, appaiata a Tivoli a +39°C, mentre Guidonia ha toccato la soglia dei +40°C. A Frosinone si registrano +36°C, mentre in Campania Caserta sale a +39°C e Benevento a +38°C, a fronte di una Napoli ferma a +33°C. In Molise spiccano i +37°C di Campobasso, mentre al Centro si misurano +36°C a Terni, +34°C a Perugia ed Ancona, +33°C a Siena e San Benedetto del Tronto, e +32°C a Livorno, Fano, Pesaro e Senigallia. Lungo il versante adriatico la presenza della brezza ha impedito l’attivazione del garbino, che avrebbe portato le temperature molto più in alto.
Nessun record di caldo scalfito: i dati ufficiali delle stazioni ENAV ed Aeronautica Militare
Analizzando con rigore scientifico il quadro termico odierno emerge un dato inoppugnabile: nessuna delle temperature registrate oggi in Italia costituisce un record di caldo. I dati ufficiali rilevati dalla rete sinottica dell’Aeronautica Militare e di ENAV smentiscono categoricamente la narrazione allarmistica di chi parla di valori inauditi per il mese di agosto, dimostrando come in passato si siano verificate ondate di calore nettamente più severe ed estreme.
Ripercorrendo gli archivi climatologici ufficiali delle stazioni ENAV/AM, basti pensare alla storica ed imponente avvezione calda del 25-30 agosto 2007: in quell’occasione, ben 19 anni fa, la stazione meteorologica di Pescara Aeroporto toccò un clamoroso ed imbattuto valore assoluto di +45,0°C (contro i +34°C odierni), mentre la stazione di Foggia Amendola dell’Aeronautica Militare sfondò l’asticella registrando ben +43,6°C. Nella Capitale, la stazione di Roma Ciampino vanta un primato mensile di +40,6°C ed il sito di Roma Urbe arrivò a +40,5°C (ben superiori ai +39°C odierni). In Sicilia, la stazione ufficiale di Catania Fontanarossa ha fatto registrare nel corso della storia picchi di +44,0°C sia nell’agosto 2007 sia durante la grande fiammata dell’11 agosto 2021 (quando la vicina stazione di Catania Sigonella salì a +44,2°C), polverizzando il valore odierno di +41°C. Nelle Isole Maggiori la stazione di Decimomannu in Sardegna ha raggiunto i +44,0°C nell’agosto 2017 e Cagliari Elmas toccò i +41,4°C nell’agosto 1999 (contro i +34°C odierni). Anche a Palermo Boccadifalco l’archivio storico dell’Aeronautica annovera picchi mensili di +43,5°C, e a Reggio Calabria la stazione dell’aeroporto dello Stretto toccò i +40,0°C alla fine di agosto di 27 anni fa. I numeri ufficiali confermano dunque che l’ondata prefrontale in atto rientra pienamente nelle dinamiche estive del Mediterraneo e non ha scalfito alcun primato del passato.
La magia della sabbia del Sahara tra poesia, storia e il fenomeno delle piogge gialle al Nord
Nel corso di queste ore un’immensa ed epica coltre di sabbia del Sahara continua ad avvolgere l’intera Penisola, regalandoci atmosfere di straordinaria ed esotica suggestione. Il velo di polvere sospeso in quota colora i cieli di tonalità ambrate e seppia, schermando il disco solare e confermando quanto le distanze geografiche sul nostro Pianeta siano sottili e connesse. Questo evento naturale affonda le sue radici nella storia della cultura mediterranea: cantato da Omero nell’Iliade con l’immagine delle gocce rosse e tramandato da Tito Livio e Plinio il Vecchio come la pluvia sanguinea, lo Scirocco carico di terra desertica ha affascinato per millenni storici, filosofi e poeti come Gabriele D’Annunzio, che ne celebravano la sospensione temporale e la luce dorata.
Sotto il profilo strettamente fisico e scientifico, sussiste una differenza sostanziale tra la polvere che rimane sospesa in atmosfera in assenza di precipitazioni e il fenomeno delle piogge gialle o “piogge di fango“. Laddove il tempo si mantiene asciutto, il pulviscolo agisce come uno scudo naturale che rifrange la radiazione solare e limita il surriscaldamento del suolo. Al contrario, sul Nord Italia, dove l’impatto del Ciclone Raffaella scatena precipitazioni diffuse, le gocce d’acqua catturano i granelli di pulviscolo minerale trascinandoli verso terra e dando vita a dense piogge gialle, che tingono le superfici urbane ed evidenziano lo straordinario viaggio compiuto dalla massa d’aria dal cuore del deserto africano fino alle Alpi.
Allerta Meteo per le prossime ore: la tempesta muove verso il Centro-Sud, entra il Maestrale
Le previsioni per la serata odierna e per l’imminente fine settimana impongono di mantenere elevato il livello di allerta. Nelle prossime ore serali forti temporali e nubifragi continueranno a bersagliare il Piemonte, la Valle d’Aosta, la Lombardia e il Trentino-Alto Adige. Nel corso della notte e durante la mattinata di domani, sabato 29 agosto, la linea d’avanzamento del fronte freddo romperà lo scudo sciroccale scivolando verso il Centro-Sud. Si assisterà all’innesco di celle convettive violente tra la Sardegna, la Toscana, l’Umbria, il Lazio, le Marche e l’Abruzzo, ponendo progressivamente fine all’avvezione calda.
Se nella mattinata di sabato un clima ancora caldo insisterà tra la Puglia, la Basilicata, la Calabria e la Sicilia, il quadro atmosferico subirà un repentino stravolgimento tra il tardo pomeriggio e la serata. L’ingresso delle correnti di maestrale ripulirà rapidamente l’aria dal pulviscolo sahariano e causerà un sensibile calo delle temperature a partire dalle regioni centrali e dal Sud peninsulare. La Sicilia rimarrà l’ultima roccaforte termica, dove il calo termico e il definitivo riallineamento stagionale si manifesteranno nel corso di domenica 30 agosto.
La tendenza di inizio settembre: la grande rottura stagionale e il Ciclone Mediterraneo
L’inizio di settembre aprirà una complessa fase di transizione atmosferica su scala continentale. Sulle regioni settentrionali il posizionamento dell’Anticiclone delle Azzorre sul Mediterraneo occidentale favorirà l’arrivo di una nuova e marcata ondata di maltempo al Nord tra la serata di martedì 1 settembre e la giornata di mercoledì 2 settembre, lungo il bordo orientale della struttura stabilizzante.
Questo primo impulso atlantico aprirà la strada alla grande rottura stagionale destinata a travolgere l’intero Paese nella seconda metà della prossima settimana. L’avanzamento della saccatura polare verso le latitudini meridionali determinerà lo sfondamento delle precipitazioni al Centro nella giornata di giovedì 3 settembre, per poi culminare tra venerdì 4 e sabato 5 settembre con la formazione di un profondo Ciclone Mediterraneo tra il Tirreno e lo Jonio. La ciclogenesi meridionale scatenerà una vera e propria burrasca di fine estate con piogge torrenziali, nubifragi e un drastico abbattimento delle temperature su tutto il Mezzogiorno, sancendo il passaggio definitivo della Penisola verso la stagione autunnale.
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