La giornata di lunedì 10 agosto 2026 sarà ancora caratterizzata dalla presenza dell’anticiclone africano sull’Italia, ma il dominio dell’alta pressione non riuscirà a impedire lo sviluppo di nuovi temporali, soprattutto sulle regioni settentrionali. A introdurre elementi di instabilità sarà infatti una goccia fredda posizionata sulla Francia, responsabile di un lieve calo del geopotenziale in particolare sulle aree del Nord-Ovest. È in questo contesto che PRETEMP ha individuato le condizioni favorevoli alla formazione di fenomeni localmente intensi, emettendo un livello 1 di pericolosità lungo le Alpi per il rischio di forti precipitazioni concentrate, grandinate e downburst. Le zone maggiormente esposte saranno quelle alpine di Piemonte e Valle d’Aosta, ma temporali potranno svilupparsi anche sulle Alpi centro-orientali, soprattutto nei settori più interni. L’instabilità interesserà inoltre la catena appenninica, dove nel corso delle ore pomeridiane potranno svilupparsi celle temporalesche più isolate.
Cos’è PRETEMP e cosa indicano le sue previsioni
PRETEMP, acronimo legato alla previsione dei temporali, è un progetto specializzato nelle previsioni probabilistiche della pericolosità associata ai temporali forti in Italia. L’attenzione è rivolta in particolare ai fenomeni convettivi più pericolosi, come grandinate, tornado, raffiche di vento e precipitazioni intense di origine temporalesca. Le previsioni vengono elaborate valutando la probabilità e l’intensità dei fenomeni temporaleschi attraverso l’analisi dei modelli meteorologici e dei principali parametri atmosferici. PRETEMP distingue inoltre diversi prodotti in funzione dell’anticipo temporale: dalle tendenze a 48-72 ore, alle previsioni elaborate attorno alle 24 ore, fino agli aggiornamenti nelle 2-6 ore precedenti l’evento, quando possono essere utilizzati anche modelli a rapido aggiornamento e osservazioni in tempo reale. Non si tratta quindi di una previsione generica del tempo, ma di un’analisi focalizzata specificamente sulla possibile severità dell’attività temporalesca e sui rischi direttamente associati alle celle convettive.
Piemonte e Valle d’Aosta tra le aree più esposte
Il settore che richiederà maggiore attenzione sarà quello del Nord-Ovest, dove la vicinanza della goccia fredda francese contribuirà a rendere l’atmosfera maggiormente instabile. Nel corso del pomeriggio potranno svilupparsi temporali sparsi a partire dalle Alpi interne, inizialmente con caratteristiche prevalentemente di pulse storm, vale a dire temporali che possono svilupparsi rapidamente in presenza di forte instabilità ma con una ventilazione in quota relativamente debole. Localmente alcune celle potranno organizzarsi in sistemi multicellulari, aumentando la probabilità di precipitazioni intense e grandinate. I valori di MLCAPE, parametro utilizzato per stimare l’energia potenzialmente disponibile per la convezione, potranno raggiungere addirittura i 2.500 J/kg, segnalando la presenza di una notevole quantità di energia nell’atmosfera.
La previsione integrale di PRETEMP per il 10 agosto 2026
A descrivere nel dettaglio il quadro atteso è la previsione di PRETEMP: “l’anticiclone africano continuerà ad interessare il Paese, tuttavia la presenza di una goccia fredda sulla Francia determinerà un lieve calo del geopotenziale specie al Nord-Ovest capace di favorire qualche temporale lungo le Alpi, in particolare tra Piemonte e Valle d’Aosta ma anche sulle Alpi Centro-Orientali specie sui settori più interni. Anche lungo la catena appenninica sarà possibile qualche temporale diurno ma si tratterà perlopiù di fenomeni isolati.
Un livello 1 è stato emesso lungo le Alpi per possibili forti piogge concentrate, grandine fino a medio diametro (specie al Nord-Ovest) e possibili downbursts.
DISCUSSIONE
…Nord Italia…
Dal pomeriggio temporali sparsi saranno in sviluppo dalle Alpi interne. Si tratterà perlopiù di temporali pulse storm in locale evoluzione in multicelle. I flussi in quota saranno scarsi come anche il windshear, al più fino a 10 m/s, mentre i valori di MLCAPE potranno raggiungere i 2500 J/kg. I temporali avranno dunque a scarsa mobilità e potranno determinare intense piogge concentrate e downbursts. Inoltre specie sul Piemonte non si può escludere qualche cella più intensa capace di generare qualche grandinata anche significativa, fino a 4-5cm di diametro. I temporali saranno perlopiù confinati alla catena alpina, tuttavia sul Piemonte sarà possibile l’estensione dei fenomeni anche localmente alle pianure, specie verso il Cuneese. Sul resto della Pianura Padana il rischio di sconfinamento dei temporali appare molto basso, tuttavia non si esclude completamente in serata/tarda serata tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.
…Appennino…
Nel pomeriggio-sera sarà possibile qualche isolato temporale sulle zone interne in graduale esaurimento dopo il tramonto. Sarà possibile qualche pioggia abbondante locale, dei rinforzi del vento e della grandine generalmente di piccole dimensioni ma al momento non sussistono le condizioni per porre un livello 1 di pericolosità”.
Grandine fino a 4-5 centimetri in Piemonte
L’elemento potenzialmente più significativo della previsione riguarda la grandine sul Piemonte. Nonostante la scarsa ventilazione alle quote superiori e valori di windshear contenuti, fino a circa 10 m/s, l’elevata energia disponibile potrà consentire alle celle più intense di produrre chicchi di grandine anche di dimensioni importanti. PRETEMP indica infatti la possibilità di grandinate fino a 4-5 centimetri di diametro, in particolare sulle aree piemontesi interessate dai temporali più organizzati. Si tratta di un rischio localizzato e non esteso uniformemente all’intera regione, perché la maggior parte dei fenomeni dovrebbe rimanere confinata alla catena alpina. Alcune celle, tuttavia, potranno propagarsi verso le zone pianeggianti.
Temporali in possibile sconfinamento sulle pianure del Cuneese
Il Cuneese rappresenta la zona di pianura dove la probabilità di sconfinamento dei temporali appare più concreta. Dalle montagne piemontesi le celle potranno infatti muoversi localmente verso quote più basse, portando rovesci intensi, grandine e improvvise raffiche di vento. Sul resto della Pianura Padana, invece, la probabilità che i temporali riescano a raggiungere le aree pianeggianti viene considerata molto bassa. Una limitata possibilità di sconfinamento rimane comunque presente tra Veneto e Friuli Venezia Giulia durante la serata o la tarda serata, quando eventuali sistemi sviluppatisi sui rilievi alpini orientali potrebbero spingersi localmente verso sud.
Rischio di piogge molto intense e downburst
Un’altra caratteristica dei temporali di lunedì sarà la loro possibile scarsa mobilità. Con flussi in quota deboli, le celle potrebbero infatti muoversi lentamente e scaricare grandi quantità d’acqua su porzioni di territorio relativamente ristrette. Da qui il rischio di forti piogge concentrate, uno degli elementi che hanno portato all’emissione del livello 1 PRETEMP lungo l’arco alpino. Alle precipitazioni potranno accompagnarsi anche downburst, violente raffiche discendenti generate all’interno dei temporali e capaci di raggiungere il suolo propagandosi rapidamente nelle aree circostanti. Il rischio principale, dunque, non sarà rappresentato da un peggioramento organizzato e uniforme su tutto il Nord Italia, ma dalla possibilità che singole celle temporalesche riescano a diventare molto intense in breve tempo.
Temporali anche sull’Appennino, ma fenomeni più isolati
Nel pomeriggio e durante le prime ore della sera l’instabilità interesserà anche le zone interne dell’Appennino. In questo caso i fenomeni saranno però prevalentemente isolati e tenderanno gradualmente a esaurirsi dopo il tramonto, con la perdita del riscaldamento solare che costituisce uno dei principali motori della convezione diurna. Localmente potranno comunque verificarsi piogge abbondanti, improvvisi rinforzi del vento e grandinate, ma con chicchi generalmente di piccole dimensioni. Secondo l’analisi PRETEMP, le condizioni previste lungo la catena appenninica non risultano sufficienti per l’emissione di un livello 1 di pericolosità.
Anticiclone africano ancora presente ma temporali in agguato
Il quadro meteorologico del 10 agosto 2026 rimarrà quindi dominato dall’anticiclone africano sulla maggior parte dell’Italia, senza un vero cedimento generalizzato dell’alta pressione. La presenza della goccia fredda sulla Francia, tuttavia, sarà sufficiente a indebolire parzialmente la struttura anticiclonica al Nord-Ovest, favorendo la formazione dei temporali sulle montagne. Il contrasto tra l’elevata energia accumulata nei bassi strati e le infiltrazioni più fresche in quota potrà rendere alcune celle particolarmente intense, soprattutto tra le Alpi piemontesi, la Valle d’Aosta e il Piemonte occidentale. Il fenomeno più rilevante resta così la possibilità di grandine fino a 4-5 cm in Piemonte, accompagnata da piogge concentrate e downburst, mentre sulle pianure del Nord il rischio sarà decisamente più contenuto e concentrato soprattutto sul Cuneese.
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