La giornata di oggi, lunedì 31 agosto 2026, segna l’atto conclusivo dell’estate meteorologica sulla Penisola, cedendo il passo da domani, martedì 1 settembre 2026, al primo giorno dell’autunno meteorologico. Finito lo scombussolamento meteorologico provocato dal transito del Ciclone Raffaella, che nei giorni scorsi ha provocato forte maltempo al Nord e gran caldo al Sud con tantissima sabbia del Sahara, tutti elementi ormai archiviati, entriamo da oggi in una nuova fase meteorologica. Questa transizione stagionale si concretizza sotto un assetto sinottico ben definito sulle carte isobariche di tutti i principali modelli, dove si evince la netta affermazione dell’Anticiclone delle Azzorre sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo.
E’ doveroso anche oggi, per l’ennesima volta, smentire categoricamente le narrazioni sensazionalistiche diffuse da fonti non ufficiali che continuano a evocare l’ennesima ed inesistente avvezione d’aria calda africana. La figura barica posizionata tra l’Atlantico, la Francia e l’Italia possiede una matrice puramente oceanica, caratterizzata da aria mite, secca e ventilata, lontana anni luce dai tassi di umidità e dalle temperature estreme che contraddistinguono i promontori sub-tropicali continentali. L’ingresso delle Azzorre garantisce un clima estremamente gradevole e senza eccessi termici, accompagnando la Penisola in una fase di spiccata vivibilità.
Un elementare sguardo alle mappe bariche del modello tedesco DWD per mercoledì 2 settembre consentirebbe persino a uno studente adolescente di identificare la natura oceanica dell’anticiclone in arrivo, proprio dall’area geografica delle isole Azzorre, nel cuore dell’Atlantico:
I valori massimi di pressione, intorno a 1025hPa (irraggiungibili dall’anticiclone subtropicale), rimarranno confinati tra le Azzorre, il Golfo di Biscaglia e la Francia anche nel giorno successivo, giovedì 3 settembre, quando al contrario sul nord Africa avremo un bassa pressione che smonta totalmente ogni scenario di anticiclone Subtropicale per i prossimi giorni:
Ciclone Mediterraneo cancellato, l’encefalogramma è piatto ma non completamente: l’allerta per le infiltrazioni fresche da est
Le recenti elaborazioni dei modelli matematici confermano come la spinta stabilizzante dell’alta pressione azzorriana abbia definitivamente spazzato via, o meglio piallato, l’ipotesi di un profondo Ciclone Mediterraneo precedentemente paventato per la metà della settimana. Lo abbiamo già chiarito in modo dettagliato nelle previsioni di ieri. Tuttavia, parlare di un quadro meteorologico del tutto immobile o privo di insidie sarebbe un errore di valutazione. Se da un lato il canale atlantico principale rimarrà bloccato lungo la barriera anticiclonica, sul bordo orientale della stessa struttura si aprirà un corridoio di correnti più fresche ed instabili d’estrazione balcanica. Questo afflusso di aria fresca in quota andrà ad impattare contro i rilievi peninsulari e sulle acque marine ancora calde, rompendone la stabilità diurna. Non assisteremo dunque a un encefalogramma completamente piatto della tensione atmosferica: la presenza di marcati contrasti termici pomeridiani innescherà una spiccata allerta meteo per forti temporali pomeridiani, nubifragi localizzati e improvvise grandinate, concentrate principalmente nelle zone interne montuose e in graduale scivolamento verso i settori meridionali.
Allerta Meteo, la mappa del maltempo giorno per giorno: il dettaglio da martedì 1 a venerdì 4 settembre
L’evoluzione dell’instabilità convettiva evidenzia una dinamica ben scandita lungo l’arco dei prossimi quattro giorni. Nella giornata di martedì 1 settembre, con l’avvio ufficiale dell’autunno meteorologico, il tempo si manterrà in prevalenza soleggiato al mattino, ma nel corso del pomeriggio la convezione termica originerà i primi temporali pomeridiani a ridosso dell’arco alpino e lungo la dorsale appenninica centro-meridionale, con rovesci isolati tra l’interno dell’Abruzzo, del Molise, della Campania, della Basilicata, della Calabria e nel nord della Sicilia.
Nella giornata di mercoledì 2 settembre l’Anticiclone delle Azzorre consoliderà il suo perno di alta pressione con un massimo di 1025 hPa posizionato tra il Golfo di Biscaglia e la Francia, mantenendo il Nord Italia in un contesto prevalentemente asciutto e ventilato. Ciononostante, infiltrazioni umide in quota alimenteranno nuovi spunti temporaleschi sulle Prealpi orientali e lungo le catene montuose di Calabria e Sicilia.
La fase di massima acuzie dell’instabilità si manifesterà nella giornata di giovedì 3 settembre, quando il flusso fresco balcanico sfonderà con maggiore decisione lungo il margine orientale dell’alta pressione. Questa avvezione instabile scatenerà forti temporali lungo l’Appennino centrale e meridionale, che nel corso del pomeriggio sconfineranno verso le pianure e le coste di Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia orientale.
I fenomeni potranno assumere carattere di forte intensità con colpi di vento e grandinate. Nella giornata di venerdì 4 settembre la convergenza tra la ventilazione dai quadranti settentrionali e il riscaldamento diurno rinnoverà l’innesco di celle temporalesche pomeridiane principalmente tra il Sud peninsulare e la Sicilia, favorendo un ulteriore e lieve calo delle temperature massime.
Analisi dei diagrammi ensemble e prospettive di metà settembre: stabilità temporanea prima dello sblocco
L’osservazione dei diagrammi d’insieme ensemble relativi alle temperature alla quota di 850 hPa e ai tassi di precipitazione per i principali settori italiani mostra una chiara convergenza delle corse ufficiali per la prima decade del mese. Le curve termiche relative si adagiano lungo una linea di relativa costanza, mantenendosi comunque superiori alle medie climatologiche ma lontane da qualsivoglia picco estremo di calura. I segnali precipitativi evidenziano l’assenza di grandi fronti organizzati di matrice atlantica per i primi dieci giorni di settembre, registrando esclusivamente i picchi isolati legati alla convezione pomeridiana tra il 3 e il 5 del mese nelle aree colpite. Non su Roma, che non sarà coinvolta nel maltempo:
Tuttavia, lo sguardo proiettato verso la seconda metà del mese mostra un graduale aumento dello “spread” tra i vari membri dei modelli numerici. A partire da metà settembre in poi si delinea una tendenza decisamente più movimentata e dinamica, caratterizzata dal progressivo abbassamento del flusso polare e dal potenziale affondo delle prime vere saccature atlantiche verso il bacino del Mediterraneo. L’inizio di settembre trascorrerà dunque sotto l’insegna di un clima mite, piacevole e soleggiato garantito dall’Anticiclone delle Azzorre, ma interrotto da locali ed improvvisi temporali diurni, in attesa che la stagione autunnale entri nel vivo della sua naturale evoluzione continentale.
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