Sono almeno 95 i morti nelle alluvioni che hanno colpito il Nepal e il Tibet. Lo rende noto la Polizia. Sono invece due i cittadini italiani rimasti coinvolti nella catastrofe, ma sono in buone condizioni. “I due italiani che risultano coinvolti sono in buone condizioni, vengono assistiti dalla nostra diplomazia e li aiuteremo a rientrare quando riterranno opportuno, non abbiamo notizie di altri italiani coinvolti“, ha affermato il vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa al meeting di Rimini a proposito dell’alluvione tra Nepal e Tibet.
Una valutazione aerea effettuata da Onlinekhabar alcune ore dopo l’alluvione ha mostrato una distruzione diffusa nelle aree colpite, dal punto di confine di Rasuwagadhi a Bidur a Nuwakot. Secondo il Nepal Tourism Board, un totale di 403 persone di 27 Paesi hanno perso contatto, tra cui 62 cittadini nepalesi, 133 dall’India, 47 dagli Stati Uniti e 33 dal Regno Unito. La Polizia nepalese ha reso noto che 114 persone sono state tratte in salvo dalla zona del fiume Bhotekoshi, secondo quanto riportano Nepal TV e Radio Nepal. L’esercito nepalese ha soccorso oltre 80 persone con vari aerei, mentre in 29 sono stati tratti in salvo con elicotteri di compagnie private.
Premier: “dobbiamo tutti rimanere uniti”
Il Primo Ministro nepalese Balendra Shah ha esortato la popolazione del Nepal a rimanere unita dopo la catastrofe. “Il governo si assume la piena responsabilità per i soccorsi, le cure mediche, il cibo e l’alloggio. In momenti di una simile catastrofe, dobbiamo tutti rimanere uniti”, sottolinea Shah in un comunicato pubblicato sui social media.

