Alluvione Nepal: sono 3 gli italiani che mancano all’appello

Alluvione Nepal, la Farnesina afferma che della decina di italiani ancora irreperibili questa mattina sono rimasti 3 casi specifici segnalati

Risultano essere tre gli italiani ancora dispersi dopo la devastante alluvione che ha colpito un’area del nord del Nepal al confine con il Tibet, provocando finora 362 vittime e oltre 1.400 dispersi. Si tratta di Marco Ratto, orefice di Rapallo, e di una coppia italo-svizzera che era in viaggio dal Tibet verso il Nepal. La Farnesina afferma che della decina di italiani ancora irreperibili questa mattina sono rimasti 3 casi specifici segnalati. Ci sono anche due italiani tra i 27 turisti stranieri finora tratti in salvo nelle aree di Timure e Bhote Koshi, nel distretto di Rasuwa, riferisce Nepal News, citando la National Disaster Risk Reduction and Management Authority (NDRRMA). I nomi dei due italiani, confermati dalla Farnesina, sono Valentina Piccinini e Stefano Lotumolo.

Marco Ratto era in uscita dal Nepal verso il Tibet. L’agenzia di viaggi cinese che avrebbe dovuto prendere in carico il gruppo ha confermato di aver perso i contatti al valico. Informazione confermata anche dall’agenzia nepalese direttamente alla famiglia. Poi c’è una coppia italo-svizzera in viaggio dal Tibet verso il Nepal. La Farnesina spiega che non ci sono i riferimenti dell’agenzia e non c’è ancora conferma che abbiano attraversato il valico. I dati diffusi da parte nepalese, informa il Ministero degli Affari Esteri, si basano sulle informazioni condivise dai tour operator e possono risultare imprecisi e non tenere conto di chi non ha attraversato.

Tajani: “attivata una Task Force”

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso il cordoglio del Governo “alle famiglie delle vittime delle alluvioni che hanno colpito il Nepal e la regione tibetana. La nostra vicinanza va alle autorità e alle popolazioni colpite”. Il vicepremier ha annunciato su X l’attivazione di una “Task Force Nepal con l’invio di una delegazione da Roma dell’Unità di Crisi per creare un punto di assistenza dei nostri connazionali a Katmandu”. “Ho anche disposto l’invio di personale della nostra Ambasciata a Nuova Delhi a Katmandu per rafforzare la presenza sul posto e l’assistenza agli italiani – ha informato Tajani – La Farnesina è al lavoro per rintracciare i connazionali con i quali non si è ancora riusciti a stabilire un contatto e garantire loro ogni possibile supporto”.