Un massiccio attacco con droni ucraini in territorio russo ha provocato una vittima, decine di feriti e un incendio in una delle principali raffinerie petrolifere della Federazione Russa. Il raid ha interessato in particolare la città di Yaroslavl, dove è stata colpita la raffineria Slavneft-Yanos, uno degli impianti energetici più importanti del Paese. Secondo quanto riferito dalle autorità russe, nella regione sono stati abbattuti numerosi velivoli senza pilota, ma alcuni frammenti dei droni intercettati sarebbero caduti su aree civili e infrastrutture industriali, causando danni e vittime.
Il governatore di Yaroslavl: un morto e 27 feriti dopo la caduta dei detriti
Il governatore della regione di Yaroslavl, Mikhail Yevrayev, ha dichiarato che l’attacco ha provocato la morte di un civile e il ferimento di altre 27 persone. La vittima sarebbe rimasta coinvolta dopo che i detriti di un drone abbattuto hanno colpito un autobus interurbano. Secondo il governatore russo, le forze di difesa aerea avrebbero abbattuto 67 droni ucraini sopra la regione. Alcuni frammenti, tuttavia, sarebbero precipitati su zone residenziali, edifici commerciali e strutture industriali. L’incendio più rilevante ha riguardato proprio l’area della raffineria Slavneft-Yanos, impianto strategico per la produzione e la lavorazione degli idrocarburi.
Kiev rivendica il colpo alla raffineria: “fornisce carburanti all’esercito russo”
L’esercito ucraino ha confermato di aver condotto l’attacco contro la raffineria di Yaroslavl, sostenendo che l’impianto abbia un ruolo diretto nel rifornimento delle forze armate russe. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato l’operazione attraverso un messaggio pubblicato sui social, sottolineando la distanza dell’obiettivo dalla linea del fronte. “I nostri combattenti delle Forze di difesa dell’Ucraina hanno colpito una raffineria di petrolio nella regione di Yaroslavl. La distanza è di 1.000 chilometri dalla linea del fronte. Ci sono state anche le nostre risposte agli attacchi della Russia nel Mar Nero”, ha scritto Zelensky. Secondo fonti citate dal Moscow Times, la raffineria Slavneft-Yanos sarebbe stata già colpita almeno sette volte dall’inizio dell’anno nell’ambito della campagna ucraina contro le infrastrutture energetiche russe.
Colpito anche un bombardiere strategico Tu-95MS nella regione di Saratov
Nel suo intervento, Zelensky ha inoltre rivendicato un’operazione condotta dai servizi di sicurezza ucraini (Sbu) contro un velivolo militare russo nella città di Engels, nella regione di Saratov. L’obiettivo sarebbe stato un bombardiere strategico Tu-95MS, un aereo utilizzato dalla Russia per il trasporto e il lancio di missili a lungo raggio contro il territorio ucraino. L’azione confermerebbe la strategia di Kiev di colpire non soltanto le aree vicine al fronte, ma anche infrastrutture militari ed energetiche situate nelle regioni interne della Russia.
Mosca denuncia una delle più grandi ondate di droni dall’inizio della guerra
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver intercettato complessivamente 512 droni ucraini tra la notte di giovedì e la mattina di venerdì nei cieli della Russia e della Crimea annessa. Le autorità russe hanno segnalato episodi anche in altre regioni. Nella cittadina di Pavlovsky Posad, nella regione di Mosca, un drone si sarebbe schiantato contro un supermercato della catena Magnit, provocando la rottura dei vetri di una clinica vicina. Il governatore Andrei Vorobyov ha dichiarato che la struttura sanitaria è rimasta comunque operativa. Nella regione di Belgorod, invece, secondo le autorità locali, ulteriori attacchi ucraini avrebbero causato la morte di due persone e il ferimento di altre nove nelle ultime 24 ore.
La guerra dei droni entra sempre più in profondità nel territorio russo
L’attacco alla raffineria di Yaroslavl rappresenta un nuovo episodio della crescente campagna ucraina contro gli obiettivi strategici russi. Kiev punta da mesi a colpire raffinerie, depositi di carburante e infrastrutture militari, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la capacità logistica e operativa delle forze russe. La distanza dell’impianto di Yaroslavl, circa 1.000 chilometri dalla linea del fronte, evidenzia il progressivo aumento della portata dei droni utilizzati dall’Ucraina, capaci ormai di raggiungere aree considerate lontane dal teatro diretto dei combattimenti. La Russia, dal canto suo, continua a denunciare un aumento degli attacchi sul proprio territorio e rivendica un’intensa attività della propria difesa aerea per intercettare le incursioni.
