Belgio, domato il maxi incendio delle Alte Fens: revocati gli ultimi ordini di evacuazione

Il rogo, il più vasto registrato in Belgio nell’ultimo secolo, ha devastato circa 3.000 ettari tra torbiere, brughiere e pinete

La situazione sta tornando progressivamente sotto controllo nella regione transfrontaliera delle Alte Fens, tra Belgio e Germania, dove le autorità hanno revocato gli ultimi ordini di evacuazione dopo giorni di lotta contro un vastissimo incendio boschivo, considerato il più grande verificatosi in territorio belga nell’ultimo secolo. Le squadre impegnate sul campo sono riuscite a circondare completamente l’area interessata dalle fiamme, impedendo al fronte dell’incendio di avanzare ulteriormente. Il miglioramento delle condizioni ha consentito agli abitanti di due frazioni belghe di rientrare nelle proprie abitazioni. Analogo provvedimento è stato adottato sul versante tedesco per i residenti della città di Monschau, precedentemente interessata dalle misure precauzionali di evacuazione. La fase più critica dell’emergenza sembra dunque superata, anche se le operazioni di bonifica e controllo proseguono all’interno di una zona particolarmente complessa per conformazione naturale e caratteristiche del terreno.

Il rogo più grande dell’ultimo secolo in Belgio ha bruciato 3.000 ettari

L’incendio delle Alte Fens, scoppiato venerdì, si è rapidamente esteso nel corso del fine settimana fino a raggiungere una superficie complessiva di circa 3.000 ettari. Le fiamme hanno interessato una vasta area naturale composta da torbiere, pinete, brughiere e sentieri escursionistici, modificando profondamente il paesaggio di una delle zone ambientali più caratteristiche della regione di confine. Il lavoro di centinaia di vigili del fuoco, impegnati senza interruzione giorno e notte, è stato determinante per evitare un’ulteriore propagazione del rogo. Le squadre hanno progressivamente chiuso il perimetro dell’area incendiata, riuscendo a contenere il fronte delle fiamme nonostante le notevoli difficoltà logistiche. A confermare il miglioramento è stato il portavoce della cellula di crisi Tony Hosmans, che all’Afp ha dichiarato che l’incendio scoppiato venerdì “è stato contenuto e non dovrebbe più essere in grado di propagarsi”.

Focolai sotterranei nella torba, continua la bonifica dell’area

La fine dell’emergenza più immediata non significa tuttavia che il pericolo sia completamente cessato. All’interno dell’enorme area coinvolta continuano infatti a emergere nuovi focolai, legati soprattutto alla particolare natura del terreno. Nelle zone ricche di torba, il fuoco può continuare a covare sotto la superficie anche quando le fiamme visibili sembrano ormai estinte. Questo fenomeno rende necessaria un’attività continua di controllo, raffreddamento e bonifica per evitare eventuali riaccensioni. Hosmans ha spiegato che i focolai che ancora si sviluppano all’interno del sito vengono “messi sotto controllo” uno ad uno dalle squadre operative. La sorveglianza rimane quindi elevata soprattutto nei punti in cui il fuoco ha raggiunto gli strati più profondi del terreno, dove le elevate temperature possono persistere a lungo e favorire nuove combustioni.

Tornano operativi gli aerei antincendio dopo lo stop per il maltempo

Un contributo importante al contenimento definitivo delle fiamme è arrivato anche dalla ripresa delle operazioni degli aerei antincendio, rimasti temporaneamente bloccati a terra a causa delle condizioni meteorologiche sfavorevoli. Le nuvole basse avevano infatti impedito per diverse ore l’impiego sicuro dei mezzi aerei, rallentando una parte delle operazioni. Con il miglioramento delle condizioni, la flotta è tornata nuovamente operativa, affiancando il lavoro delle squadre impegnate da terra. Gli aeromobili giunti in supporto provengono da Norvegia, Germania, Svezia e Paesi Bassi, una mobilitazione internazionale che ha consentito di rafforzare le attività di spegnimento in una delle fasi più delicate dell’emergenza. La possibilità di effettuare nuovamente lanci d’acqua dall’alto ha facilitato il raffreddamento delle aree più difficili da raggiungere e ha sostenuto l’avanzamento dei vigili del fuoco impegnati sul terreno.

Vigili del fuoco nel terreno paludoso per circondare completamente il rogo

Le operazioni nelle Alte Fens sono state particolarmente complesse anche a causa delle caratteristiche fisiche del territorio. L’area è infatti formata da un mosaico di brughiere, torbiere e zone paludose, attraversate in alcuni punti da passerelle rialzate in legno utilizzate normalmente dagli escursionisti. Durante la notte le squadre di soccorso hanno dovuto avanzare direttamente all’interno del terreno paludoso per riuscire a chiudere completamente il perimetro dell’incendio. L’obiettivo era evitare che eventuali lingue di fuoco potessero superare le linee di contenimento e raggiungere nuove aree vegetate. Un lavoro reso ancora più difficile dalla presenza di terreno instabile, vegetazione bruciata e punti nei quali il fuoco continuava a svilupparsi sotto la superficie. Nonostante queste condizioni, l’azione coordinata dei soccorritori ha permesso di impedire un’ulteriore espansione dell’incendio.

Alte Fens, sviluppi definiti “rassicuranti” dal governo regionale

Il portavoce del governo regionale Stephanie Ernoux ha definito gli ultimi sviluppi “rassicuranti”, confermando il progressivo miglioramento della situazione. Anche l’ufficio del governatore locale sta valutando la possibilità di ridurre il numero delle forze antincendio attualmente dispiegate sul campo. Una decisione che potrà essere presa soltanto dopo aver verificato che i focolai residui non rappresentino più una minaccia significativa. La revoca delle evacuazioni costituisce comunque uno dei segnali più importanti del passaggio dalla fase di emergenza a quella di bonifica e monitoraggio. Il rientro degli abitanti nelle frazioni belghe e nella città tedesca di Monschau conferma che il fronte dell’incendio non viene più considerato in grado di raggiungere le aree abitate nelle condizioni attuali.