Le temperature registrate in Toscana a giugno e lugliosono state le più calde mai rilevate, a livello regionale, da quando sono iniziate le serie storiche nel 1955. Nel bimestre, la temperatura media è stata di +25,6°C, inferiore soltanto ai +26,2°C dell’estate del 2003. A Firenze, in particolare, per ben 27 giorni la colonnina ha superato i +36°C: quasi un giorno su due, un record assoluto. Ben 27 sono state anche le notti tropicali, ovvero con una temperatura minima che non scende sotto i +20°C. Soltanto nel 2003 andò peggio con 30 nottate roventi. Sono questi alcuni dei dati raccolti dal Lamma, il Consorzio della Regione Toscana specializzato nel monitoraggio e nella modellistica ambientale.
“Questo luglio è stato il più caldo da quando, intorno al 1955, esistono le misure affidabili. Possiamo dire che questo luglio, molto probabilmente, è stato il più caldo degli ultimi secoli, non solo in Toscana“, commenta il Commissario straordinario del Lamma, Francesco Meneguzzo. “Il dato che colpisce non è soltanto il picco, ma la durata – aggiunge – quando il caldo persiste anche nelle ore notturne si aggravano gli effetti sulla salute, sul lavoro e sulla vivibilità delle città”.
“Energia spaventosa accumulata dal Mediterraneo”
Meneguzzo ha evidenziato come “il Mar Mediterraneo, in particolare il Mediterraneo occidentale, ha accumulato un’energia assolutamente spaventosa corrispondente a quella di centinaia di ordigni nucleari strategici, che se fosse liberata tutta insieme, ovviamente sarebbe una cosa catastrofica. Per fortuna viene liberata nel tempo. Ma questa energia enorme accumulata, anche solo nel Mediterraneo occidentale, per non parlare dell’Atlantico, rappresenta un’ipoteca sugli eventi estremi dei prossimi mesi“, un rischio che “va considerata come una nuova normalità”.
Un’altra settimana di caldo
L’anomalia termica è destinata a durare ancora qualche giorno. In coerenza con l’aggiornamento già diffuso il 31 luglio, il Lamma conferma che anticiclone subtropicale prevarrà almeno fino a sabato prossimo con massime che oscilleranno fra i +38 e i +40°C nelle zone interne. Il caldo si protrarrà fino al 9-10 agosto.
Un Consorzio più pro-attivo
Il compito del Consorzio, aggiunge il Commissario, “è trasformare dati, previsioni e scenari in strumenti utilizzabili dalla Regione e dagli enti locali, perché possano prepararsi e intervenire per tempo“. Ciò suggerisce l’idea di un Lamma più pro-attivo nel prossimo futuro. Un primo sviluppo è atteso per l’autunno quando il Consorzio dovrebbe integrare nella catena previsionale il primo prototipo sperimentale in grado di stimare, per macroaree e finestre di sei ore, la probabilità di fulminazioni nelle 48 ore successive.
