Caldo in Emilia-Romagna: scatta il preallarme incendi, attese punte di +40°C

Da lunedì 3 a domenica 9 agosto aumenta il livello di attenzione nelle aree di pianura, collina e costa. La Protezione civile richiama alla prudenza: siccità e alte temperature favoriscono il rischio di roghi

L’ondata di caldo che sta interessando anche l’Emilia-Romagna porta con sé un aumento del rischio di incendi boschivi. Da lunedì 3 agosto e fino alla giornata di domenica 9 agosto sarà attiva la fase di preallarme, corrispondente al Codice arancione, nelle zone di pianura, collina e costa della regione. Resta invece in fase di attenzione, con Codice giallo, il territorio del crinale appenninico, dove le condizioni meteorologiche e lo stato della vegetazione risultano al momento meno favorevoli allo sviluppo di incendi.

Il provvedimento è stato adottato dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, in accordo con la Direzione regionale dei Vigili del fuoco, il Comando regionale dei Carabinieri forestale e Arpae Emilia-Romagna, alla luce delle previsioni che annunciano una nuova e intensa fase di caldo. Nei prossimi giorni le temperature raggiungeranno diffusamente i +38°C, con possibili picchi vicini ai +40°C nella prima parte della settimana. A peggiorare il quadro sarà la quasi totale assenza di precipitazioni, che determinerà un rapido aumento dello stress idrico della vegetazione, soprattutto nelle aree di pianura e collina.

Gli indicatori elaborati da Arpae segnalano infatti un progressivo incremento della suscettibilità agli incendi, con valori molto elevati o estremi nelle pianure centro-occidentali e in alcune zone della Romagna. In crescita anche il rischio di propagazione delle fiamme, nonostante la presenza prevista di venti deboli.

A confermare la necessità di innalzare il livello di allerta sono anche gli episodi registrati negli ultimi giorni: nell’ultima settimana sono stati circa 20 gli incendi di vegetazione segnalati sul territorio regionale, concentrati soprattutto nelle province di Bologna, Parma, Piacenza e Reggio Emilia. Gli eventi hanno interessato aree limitate, ma rappresentano un segnale di attenzione in vista dell’arrivo delle condizioni climatiche più critiche.

Attiva la macchina dei soccorsi

Dal primo luglio è operativa nella sede dell’Agenzia regionale di Bologna la Sala operativa unificata permanente (Soup), struttura incaricata di coordinare le attività di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi. Il presidio resterà attivo fino al 31 agosto, salvo eventuali proroghe. La Soup opera ogni giorno, compresi weekend e festivi, dalle 8 alle 20, con un servizio di reperibilità garantito 24 ore su 24. Al suo interno lavorano Vigili del fuoco, Carabinieri forestale, volontari specializzati nella lotta agli incendi boschivi e funzionari dell’Agenzia regionale. Durante la notte la continuità operativa è assicurata dalla Sala operativa della Direzione regionale dei Vigili del fuoco dell’Emilia-Romagna.

Con la dichiarazione dello stato di grave pericolosità scattano inoltre specifici divieti: nelle aree forestali è vietato accendere fuochi o utilizzare strumenti in grado di produrre fiamme, scintille o braci. Sono vietati anche gli abbruciamenti di residui vegetali e delle stoppie. Le violazioni possono comportare sanzioni amministrative fino a 10mila euro. Nei casi più gravi sono previste anche conseguenze penali: per incendio doloso è prevista la reclusione da 4 a 10 anni, mentre anche l’incendio colposo, causato da imprudenza, negligenza o imperizia, può comportare condanne e l’obbligo di risarcire i danni provocati.

L’appello ai cittadini: massima prudenza

Alla luce della situazione, la Protezione civile rinnova l’invito alla popolazione a prestare particolare attenzione durante le attività all’aperto, evitando comportamenti che possano provocare l’innesco di incendi. In caso di avvistamento di focolai o di situazioni potenzialmente pericolose è fondamentale segnalare tempestivamente l’accaduto al 112, il Numero Unico di Emergenza.