Croazia, incendio devastante sul litorale: trovato un morto, 40 feriti e oltre 2mila evacuati

Uno dei peggiori roghi nella storia del Paese ha devastato la zona costiera tra Lokva Rogoznica e Omis. Dieci persone sono in gravi condizioni, distrutti tra 900 e mille ettari di territorio

È drammatico il bilancio dell’incendio boschivo che ha colpito una vasta zona residenziale del litorale croato, dove durante le operazioni di ricerca la polizia ha rinvenuto il corpo senza vita di una persona. Il ritrovamento aggrava ulteriormente le conseguenze di un rogo che ha provocato almeno 40 feriti, dei quali 10 in gravi condizioni, costringendo inoltre migliaia di persone ad abbandonare le proprie abitazioni e le strutture turistiche della zona. Le fiamme hanno interessato il territorio compreso tra Lokva Rogoznica, indicata come punto di partenza dell’incendio, e Omis, investendo diverse aree residenziali lungo la costa. La violenza del fronte di fuoco, alimentato durante la notte da un vento forte e instabile, ha causato danni ingenti ad abitazioni, locali, automobili e imbarcazioni.

Oltre 2mila residenti e turisti evacuati nella notte

La notte è stata segnata da una vasta operazione di evacuazione. Oltre 2mila persone, tra residenti e turisti, sono state allontanate da Lokva Rogoznica e dalle altre zone residenziali comprese tra la località costiera e Omis. La priorità delle autorità è stata quella di mettere in sicurezza la popolazione mentre l’incendio continuava a propagarsi rapidamente. Il rogo ha infatti raggiunto dimensioni eccezionali, tanto da essere definito dal capo dei vigili del fuoco croati Slavko Tucakovic come uno dei più gravi mai affrontati nel Paese. Si tratta di “uno dei peggiori incendi della storia della Croazia”, ha dichiarato Tucakovic, spiegando che “tra i 900 e i mille ettari di territorio” sono andati distrutti dalle fiamme.

Almeno 40 feriti ricoverati a Spalato, dieci sono gravi

Le conseguenze dell’incendio sono pesanti anche sul fronte sanitario. Almeno 40 persone sono state ricoverate all’ospedale di Spalato, mentre per dieci di loro le condizioni vengono considerate gravi. La quasi totalità dei feriti è di nazionalità croata. Fanno eccezione due turisti stranieri, un cittadino tedesco e un cittadino polacco, rimasti coinvolti nell’emergenza insieme ai residenti delle aree interessate. La presenza di numerosi turisti lungo la costa ha reso particolarmente complessa la gestione dell’evacuazione, avvenuta nel corso della notte mentre le fiamme avanzavano rapidamente verso le zone abitate.

Quasi 300 vigili del fuoco impegnati contro le fiamme

Per fronteggiare l’emergenza sono stati mobilitati quasi 300 vigili del fuoco, affiancati da 93 mezzi, impegnati per tutta la notte nel tentativo di contenere l’avanzata del fronte incendiario. Nonostante il massiccio dispiegamento di uomini e mezzi, i soccorritori sono stati sopraffatti dalla velocità con la quale il fuoco ha cambiato dimensioni e direzione. Le condizioni meteorologiche hanno avuto un ruolo determinante, soprattutto per la presenza di forti raffiche di vento che hanno continuato a modificare la traiettoria delle fiamme. Il momento più critico è stato registrato intorno alle due del mattino. “Intorno alle 2.00 del mattino, l’incendio si è propagato molto rapidamente a causa del forte vento che cambiava continuamente direzione. Era uno spettacolo terrificante. Molte case, bar, ristoranti, auto e barche che si trovavano sulla terraferma sono stati danneggiati”, ha detto Tucakovic.

Case, ristoranti, auto e barche danneggiati dall’incendio

La furia delle fiamme ha provocato importanti danni materiali in tutta l’area attraversata dall’incendio. Il fronte di fuoco non ha interessato soltanto la vegetazione, ma ha raggiunto direttamente le zone residenziali e le attività commerciali situate lungo la costa. Numerose case sono state danneggiate, così come bar e ristoranti, mentre il passaggio delle fiamme ha coinvolto anche automobili e barche che si trovavano sulla terraferma. La rapidità dell’incendio ha lasciato pochissimo tempo per reagire sia agli abitanti sia alle squadre di soccorso. Lo stesso comandante dei vigili del fuoco ha descritto le ore trascorse sul campo come tra le più dure della propria esperienza. “Una notte difficile, una delle più difficili che abbia mai vissuto”, ha affermato.

Incendio in Croazia, situazione stabilizzata in mattinata

Dopo ore di estrema emergenza, la situazione ha iniziato a mostrare segnali di miglioramento nel corso della mattinata. Il fronte dell’incendio in Croazia è stato progressivamente stabilizzato, permettendo ai soccorritori di concentrare gli interventi sulle aree ancora interessate dalle fiamme e sulle operazioni di bonifica. A supporto delle squadre a terra sono stati inviati anche quattro aerei antincendio Canadair, chiamati a intervenire sulle zone più difficili da raggiungere e sui focolai ancora attivi. Resta comunque pesantissimo il quadro lasciato dal rogo: una persona è stata trovata morta, almeno 40 sono rimaste ferite, più di 2mila tra residenti e turisti sono stati evacuati e una superficie stimata tra 900 e mille ettari è stata distrutta. Un incendio che, per dimensioni, rapidità di propagazione e conseguenze sulla popolazione e sugli insediamenti costieri, viene già considerato tra i più gravi mai verificatisi in Croazia.