Due caccia F-18 spagnoli e un elicottero militare romeno sono decollati dalla base aerea Mihail Kogălniceanu, struttura utilizzata anche dalle forze NATO in prossimità del Mar Nero, dopo il rilevamento di un gruppo di bersagli aerei nello spazio aereo ucraino vicino al confine con la Romania. Secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa romeno, i velivoli sarebbero stati identificati presumibilmente come droni, facendo scattare le procedure di sorveglianza e un’allerta pubblica per la popolazione. L’episodio ha coinvolto in particolare il nord della contea di Tulcea, area situata lungo il confine orientale della Romania e a pochi chilometri dalle zone ucraine interessate dal conflitto. Le autorità hanno attivato il sistema nazionale RO-Alert, invitando la popolazione locale a prestare attenzione mentre venivano condotte le operazioni di monitoraggio dello spazio aereo.
Droni rilevati dai radar: la sequenza dell’intervento militare romeno e spagnolo
La ricostruzione fornita dalle autorità romene indica una sequenza precisa degli eventi. I sistemi radar hanno individuato i bersagli aerei alle ore 10:08, facendo partire le procedure di verifica e controllo. Alle 10:18 è stata inviata l’allerta attraverso il sistema RO-Alert su indicazione del Centro nazionale di comando militare. Pochi minuti più tardi, alle 10:23, dalla base aerea Mihail Kogălniceanu sono decollati due jet F-18 spagnoli con il compito di “monitorare la situazione”. I velivoli fanno parte del dispositivo di sicurezza internazionale presente sul fianco orientale dell’Alleanza Atlantica, in una regione considerata strategica per la vicinanza al teatro di guerra ucraino. Successivamente, alle 10:33, le Forze aeree romene hanno fatto alzare in volo anche un elicottero IAR-330 Puma Socat, rafforzando il controllo dell’area e completando il dispositivo di sorveglianza attivato dopo la segnalazione radar.
Romania sotto pressione: aumentano le incursioni di droni lungo il confine orientale
L’episodio si inserisce in un quadro di crescente tensione per la Romania, che nelle ultime settimane ha registrato una serie di incursioni e allarmi legati alla presenza di droni lungo il proprio confine orientale. Soltanto da lunedì, secondo quanto riportato dai media locali, si sarebbero verificati tre distinti allarmi nella zona. La posizione geografica della Romania rende il Paese particolarmente esposto agli effetti indiretti della guerra in Ucraina. Il delta del Danubio e la regione di Tulcea, infatti, si trovano a ridosso delle aree ucraine colpite da operazioni militari e infrastrutture strategiche sul Mar Nero. Le autorità romene mantengono alta l’attenzione soprattutto per il possibile sconfinamento accidentale di velivoli senza pilota o per eventuali minacce dirette alle infrastrutture strategiche presenti nell’area.
Gli ultimi episodi: dai droni navali nel Mar Nero all’abbattimento di un velivolo dalla Moldavia
La nuova attivazione della difesa aerea arriva dopo altri episodi che hanno coinvolto le forze armate romene. La settimana scorsa Bucarest aveva fatto decollare due F-16 per affrontare un drone navale carico di esplosivo che rappresentava una possibile minaccia per la piattaforma di estrazione del gas Neptun Deep, uno dei principali progetti energetici della Romania nel Mar Nero. Un altro episodio risale al 16 agosto, quando un F-16 romeno aveva abbattuto un drone entrato nello spazio aereo nazionale dalla Moldavia. L’evento aveva già acceso i riflettori sul livello di attenzione richiesto lungo i confini orientali della Romania. A questi casi si aggiungono i tre presunti droni russi, tra cui almeno uno del tipo Shahed, abbattuti alla fine di luglio. Una serie di episodi che ha spinto le autorità romene a rafforzare il monitoraggio dello spazio aereo e la collaborazione con gli alleati della NATO.
La presenza NATO sul Mar Nero e il ruolo dei caccia spagnoli
La presenza dei caccia F-18 spagnoli nella risposta all’allarme conferma il ruolo della cooperazione internazionale sul fianco orientale della NATO. La base Mihail Kogălniceanu, da cui sono partiti i velivoli, rappresenta uno degli snodi principali della presenza militare alleata nell’area del Mar Nero. Il controllo dello spazio aereo in questa regione è diventato una delle priorità strategiche dell’Alleanza dopo l’inizio del conflitto russo-ucraino, con missioni di sorveglianza, pattugliamento e risposta rapida affidate a contingenti multinazionali. L’episodio odierno non ha portato, secondo le informazioni diffuse finora, a un abbattimento o a un confronto diretto, ma evidenzia ancora una volta come la presenza di droni vicino ai confini NATO continui a rappresentare un elemento di forte attenzione militare e diplomatica.
