Eclissi solare 2026, lo spettacolo è iniziato: la Luna comincia a oscurare il Sole sull’Europa | DIRETTA

L’eclissi solare è iniziata: milioni di persone con gli occhi al cielo per uno degli eventi astronomici più spettacolari dell’anno

L’attesa è finita: l’eclissi solare del 12 agosto 2026 è appena iniziata e nei cieli dell’emisfero settentrionale la Luna ha cominciato la sua lenta avanzata davanti al disco del Sole. Milioni di persone stanno seguendo uno degli appuntamenti astronomici più spettacolari dell’anno, un fenomeno destinato a regalare scenari completamente differenti a seconda della posizione geografica degli osservatori. Il passaggio della Luna tra la Terra e il Sole produrrà infatti una stretta fascia nella quale il disco solare verrà completamente nascosto, mentre in una porzione molto più ampia del continente europeo l’eclissi resterà parziale.

Eclissi solare, la totalità attraversa Artico, Islanda e Spagna

La fascia della totalità si sviluppa rapidamente attraverso l’Oceano Artico, raggiungendo poi l’Islanda e la Spagna. Nelle aree interessate dal passaggio centrale dell’ombra lunare il Sole scomparirà completamente per circa due minuti, trasformando temporaneamente il giorno in una sorta di crepuscolo. Per diverse nazioni si tratta del primo evento di questa portata dall’inizio del nuovo secolo. Al di fuori della stretta zona di totalità, invece, vaste regioni dell’Europa e di altre aree dell’emisfero settentrionale potranno osservare una eclissi solare parziale, con una porzione più o meno ampia della superficie apparente del Sole nascosta dalla Luna.

Eclissi in Italia, lo spettacolo accompagna il tramonto

Anche in Italia il fenomeno è particolarmente suggestivo perché si sviluppa interamente nelle ultime ore del pomeriggio, avvicinandosi progressivamente al tramonto. Le percentuali di copertura maggiori riguarderanno soprattutto il Nord/Ovest e la Sardegna, dove la porzione di Sole nascosta dalla Luna supererà il 90%. Spostandosi verso altre zone della Penisola, l’oscuramento sarà inferiore ma comunque chiaramente apprezzabile. Uno degli elementi più importanti sarà però la posizione del Sole rispetto all’orizzonte. In numerose città italiane, comprese Roma e Palermo, l’osservazione terminerà infatti non perché la Luna avrà concluso il proprio transito davanti al Sole, ma perché la nostra stella scenderà sotto l’orizzonte.

Dirette streaming per seguire l’eclissi anche sotto le nubi

Non tutti gli osservatori riusciranno però a vedere il fenomeno direttamente. In alcune zone le nubi potrebbero ostacolare l’osservazione, mentre altre aree geografiche si trovano troppo lontane dalla fascia interessata dalle percentuali di oscuramento più elevate. Per questo motivo numerosi istituti di ricerca stanno mettendo a disposizione collegamenti e dirette streaming che consentono di seguire in tempo reale l’avanzata dell’ombra lunare. Le immagini vengono accompagnate in molti casi dal commento di astronomi e scienziati, che spiegano i meccanismi fisici alla base dell’eclissi e permettono di osservare il fenomeno anche dalle località interessate dalla totalità. Lo spettacolo del 12 agosto 2026 è dunque ufficialmente cominciato.

La NASA trasmette il proprio webcast ufficiale, garantendo una copertura globale di altissimo livello.

Parallelamente, l’ESA mette a disposizione del grande pubblico la propria diretta istituzionale.

Chi desidera un approfondimento ancora più accademico può sintonizzarsi sul livestream organizzato dal SolarSteam della NASA in stretta collaborazione con la Southern Illinois University.

Tra le opzioni generaliste più affidabili figurano certamente il livestream di TimeandDate.com e quello gestito dalla celebre piattaforma Slooh.

 

Il Virtual Telescope Project 2.0 propone una straordinaria visuale dal vivo grazie all’utilizzo di potenti strumenti posizionati strategicamente in Spagna e in Italia.

Risulta poi imperdibile l’appuntamento con “Il cielo in salotto”, a cura dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

Il Royal Observatory Greenwich condivide online le immagini catturate dai propri telescopi, dai quali i ricercatori londinesi testimonieranno un suggestivo oscuramento parziale che tocca il 90%.