Eclissi solare, decine di persone in ospedale tra Germania e Roma: timori per danni alla retina, sette casi all’Oftalmico

Mal di testa, vertigini, bruciore agli occhi e vista offuscata dopo l’eclissi: numerosi accessi negli ospedali tedeschi e sette persone sotto osservazione a Roma per il rischio di maculopatia

Le conseguenze dell’osservazione dell’eclissi solare stanno portando numerose persone a rivolgersi agli ospedali per verificare la presenza di possibili danni agli occhi. In Germania decine di cittadini hanno chiesto assistenza medica dopo aver seguito lo spettacolo astronomico, riferendo mal di testa, vertigini, dolore oculare e disturbi visivi. A riportarlo è l’agenzia di stampa tedesca Dpa. All’Ospedale Universitario di Mannheim, circa 20 pazienti hanno riferito di aver accusato mal di testa e vertigini dopo l’evento astronomico. Robert Patrick Finger, direttore della clinica oculistica, ha rassicurato il pubblico spiegando che questi casi dovrebbero risolversi senza conseguenze a lungo termine. Segnalazioni e richieste di controlli sono arrivate anche da Stoccarda e Friburgo, dove diverse persone si sono presentate nelle strutture sanitarie temendo di aver subito lesioni agli occhi dopo avere osservato il Sole durante l’eclissi.

A Stoccarda circa 20 pazienti visitati, ma nessun danno riscontrato

All’Ospedale Universitario di Stoccarda sono stati visitati circa 20 pazienti convinti di aver danneggiato gli occhi guardando il Sole. Gli accertamenti effettuati, tuttavia, non hanno evidenziato danni. La situazione è stata monitorata anche a Friburgo, dove otto persone si sono presentate durante la notte all’Ospedale Universitario lamentando dolore agli occhi. Altri pazienti hanno chiesto assistenza il giorno successivo a causa di bruciore, mal di testa o vista offuscata. Un portavoce dell’Ospedale Universitario di Friburgo ha spiegato che i sintomi potrebbero persistere per diversi giorni. In nessuno dei pazienti visitati, però, è stato rilevato un peggioramento oggettivo della vista. Secondo i medici, i disturbi sembrano essere principalmente soggettivi e dovrebbero progressivamente scomparire.

Il pericolo per la retina resta reale anche in assenza di sintomi immediati

Il fatto che molti degli accertamenti eseguiti negli ospedali tedeschi non abbiano evidenziato danni permanenti non riduce il rischio legato all’osservazione diretta del Sole. Gli oftalmologi avevano infatti lanciato un allarme urgente sui pericoli dell’eclissi solare, ricordando che guardare direttamente il Sole senza una protezione adeguata può provocare gravi danni alla retina. L’Ufficio federale per la protezione dalle radiazioni ha sottolineato che la luce solare può danneggiare in maniera rapida e permanente lo strato fotosensibile dell’occhio. Uno degli aspetti più insidiosi è rappresentato proprio dall’assenza di segnali immediati. I potenziali danni alla retina possono infatti non produrre sintomi premonitori evidenti e diventare riconoscibili soltanto quando la lesione si è già verificata. Nonostante gli esiti rassicuranti riscontrati finora in diversi ospedali, osservare direttamente il Sole senza filtri appropriati può quindi provocare anche una perdita permanente della vista.

Roma, sette casi all’Ospedale Oftalmico dopo l’eclissi

Anche in Italia si registrano accessi ospedalieri dopo l’eclissi. Gli appelli a non osservare il fenomeno senza gli strumenti adeguati, infatti, non sono stati sufficienti a convincere tutti alla massima prudenza. Solo a Roma, al pronto soccorso dell’Ospedale Oftalmico, sono stati registrati sette casi riconducibili al rischio di maculopatie da eclissi solari. “Gli appelli a non osservare senza gli occhiali giusti l’eclissi di ieri sera “non sono bastati” a convincere tutti a essere prudenti. Solo a Roma, al pronto soccorso dell’ospedale Oftalmico “abbiamo avuto in queste ore 7 casi riconducibili a rischio ‘maculopatie da eclissi solari”. Lo spiega all’Adnkronos Salute Francesco Corasaniti, direttore del Pronto soccorso oculistico dell’Ospedale Oftalmico di Roma. Dei sette pazienti, tre non presentavano sintomi e hanno deciso di sottoporsi a un controllo soltanto per timore, dopo avere assistito all’eclissi senza protezioni. Due persone presentavano invece sindromi da occhio secco, riscontrate subito dopo l’esposizione al Sole, mentre altre due manifestavano un annebbiamento della visione, successivamente in miglioramento. Tutti avevano osservato il fenomeno astronomico dalla Capitale o dalla provincia, nonostante su Roma le nuvole avessero in parte ostacolato la visione dell’eclissi.

Occhiali da sole normali o nessun filtro: il rischio di lesioni alla retina

La presenza delle nubi potrebbe avere indotto alcune persone a sottovalutare la pericolosità dell’esposizione. Corasaniti sottolinea infatti che alcuni pazienti hanno seguito l’eclissi utilizzando semplici occhiali da sole, che non rappresentano una protezione sufficiente, oppure senza alcun filtro. “Nonostante tutti gli avvertimenti che erano stati diffusi da tutti gli oculisti, me compreso – continua Corasaniti – questi pazienti hanno comunque assistito all’eclissi con occhiali da sole normali o addirittura senza nessun filtro”, forse rassicurati dal cielo parziamente coperto. La questione principale riguarda la possibilità che l’esposizione abbia provocato alterazioni alla retina non ancora immediatamente visibili. “Il rischio che si siano prodotti dei danni alla retina “c’è. Si tratta di alterazioni che non si vedono subito. Per questo noi programmiamo accertamenti specifici come l’Oct (Optical Coherent Tomography) che si fa nei giorni successivi per vedere se può insorgere una maculopatia”. 

Maculopatia da eclissi, gli esami OCT nei giorni successivi

I sette pazienti romani dovranno quindi essere sottoposti ad approfondimenti diagnostici specifici. Tra gli strumenti utilizzati dagli specialisti c’è l’OCT, Optical Coherent Tomography, un esame che permette di studiare nel dettaglio la retina e individuare eventuali alterazioni. “I 7 pazienti “dovranno fare questo tipo di esami per avere una diagnosi, per capire se c’è l’ustione, con una maculopatia da eclissi. In pratica, si crea un ‘buco nero’ nel campo visivo”, evidenzia Corasaniti. La maculopatia da eclissi può essere provocata dall’esposizione diretta della retina alla radiazione solare. Il danno interessa una zona fondamentale per la visione centrale e può manifestarsi con la comparsa di un’area scura nel campo visivo, alterazioni della percezione delle immagini o riduzione della capacità visiva. Il problema, come ribadiscono gli specialisti, è che una possibile lesione non necessariamente produce dolore o disturbi immediatamente riconoscibili.

Danni possibili anche dopo 24-48 ore dall’esposizione

L’indicazione degli specialisti riguarda anche coloro che hanno osservato direttamente l’eclissi senza adeguate protezioni pur non avvertendo alcun disturbo. Corasaniti invita in questi casi a sottoporsi comunque a un controllo. “Alle persone che eventualmente ieri sera avessero guardato l’eclissi senza proteggere gli occhi, anche in assenza di sintomi l’appello è “a farsi visitare in un pronto soccorso oculistico o da un oculista di fiducia. L’eventuale danno non crea sintomatologia dolorosa. Alterazioni possono insorgere nelle successive 24-48 ore all’esposizione, ma essersi esposti non crea matematicamente, per fortuna, il danno. Possono esserci pazienti che arrivano accusando forti fastidi subito dopo l’esposizione e poi, in realtà, nei giorni successivi risultano negativi agli esami. E abbiamo pazienti, invece, che hanno minimi fastidi, ma poi dagli esami scopriamo che il danno c’è”, conclude l’esperto. La circostanza rende particolarmente importante il monitoraggio nelle ore successive all’evento. Una persona può accusare bruciore, dolore o forte fastidio immediatamente dopo l’esposizione e risultare successivamente negativa agli accertamenti, mentre in altri casi sintomi inizialmente modesti possono essere associati a un effettivo danno retinico.

Problemi anche a Milano

Ieri sera anche a Milano erano in migliaia con gli occhi al cielo per ammirare il fenomeno del ‘sole nero’. La metropoli meneghina era fra le città italiane annunciate come ‘postazioni migliori’ per osservare l’eclissi del 12 agosto – in modalità parziale, ma con una copertura comunque superiore al 90% del disco solare – e molti appassionati si sono radunati al Monte Stella, vicino allo stadio San Siro, per avere una visione privilegiata. Mentre l’allineamento della luna compiva la sua magia, però, qualcuno ha ceduto alla tentazione di guardare direttamente il sole a occhio nudo, senza le adeguate protezioni, ignorando gli appelli lanciati da ministero della Salute, medici oculisti ed esperti di astrofisica. Risultato: nelle ore successive all’evento astronomico dell’anno una decina di persone si sono presentate all’ospedale Oftalmico dell’Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano lamentando sintomi, riferiscono dall’ospedale interpellati dall’Adnkronos Salute.

Nei giorni scorsi erano stati diffusi diversi focus sui rischi per la vista, in cui si metteva in guardia dall’osservazione diretta dell’eclissi solare, anche breve (cioè il solo guardare verso il sole), e si spiegava che esporre gli occhi senza un’adeguata protezione – appositi occhialini per eclissi certificati – può causare ‘cecità da eclissi’ o ustioni retiniche (retinopatia solare). Il danno può essere temporaneo o permanente e non provoca dolore. Prima di rendersi conto di averlo subito possono trascorrere da poche ore a qualche giorno. E già ieri nella struttura milanese specializzata sono arrivati i primi Sos: “alle 14.15 di oggi i pazienti dimessi erano 59, e di questi 9 con problemi legati all’eclissi”. Fortunatamente, informano dall’ospedale, “nessuna lesione retinica”, ma casi classificabili tutti come “disturbi della superficie oculare”, per esempio della cornea o della congiuntiva.