Eclissi Solare, ricercatore italiano alle Svalbard: “occasione di grande interesse per la ricerca polare”

Il 12 agosto l'evento astronomico ha oscurato il cielo europeo. Nelle isole Svalbard la Luna ha coperto il disco solare per il 93%, offrendo dati cruciali ai ricercatori italiani

Ieri 12 agosto l’eclissi solare ha regalato uno spettacolo astronomico straordinario e visibile in gran parte d’Europa. In Italia il fenomeno ha accompagnato dolcemente la fase del tramonto. Contemporaneamente, a quasi 80 gradi di latitudine Nord, i ricercatori del CNR (Consiglio nazionale delle ricerche) presenti presso la Stazione Artica “Dirigibile Italia” di Ny-Ålesund, nelle remote isole Svalbard, hanno assistito al fenomeno in condizioni completamente diverse. In questo territorio estremo, il Sole, ancora alto nel cielo luminoso della breve estate artica, è stato coperto dalla Luna per oltre il 93% del suo diametro apparente. L’evento eccezionale è stato seguito dai ricercatori che operano in una delle principali basi di ricerca internazionali, dove il CNR monitora costantemente l’atmosfera e tutti i complessi processi che regolano il delicato clima polare.

Un’occasione preziosa

Le eclissi costituiscono preziose occasioni per raccogliere dati fondamentali sull’ambiente terrestre e sulle repentine variazioni di energia. L’oscuramento parziale del disco solare, infatti, ha permesso agli scienziati di effettuare rilevazioni fondamentali per la ricerca climatica. “Dalla Amundsen-Nobile Climate Change Tower (Cct) di Ny-Ålesund abbiamo osservato il Sole perdere gran parte della sua luminosità, rimanendo sopra l’orizzonte”, spiega Alessio Nogarotto del CNR-ISP (Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche). “L’eclissi costituisce un’occasione di grande interesse scientifico anche per la ricerca polare: durante il fenomeno abbiamo effettuato misure della radiazione solare con una risoluzione temporale di 1 secondo. Il confronto tra i dati raccolti ora e quelli rilevati nel corso dell’eclissi del 2015, quando i colleghi presenti in base rilevarono effetti significativi sulla radiazione solare e su quella ultravioletta, permetteranno di approfondire ulteriormente lo studio dei processi atmosferici e del bilancio energetico nell’Artico”.

L’attesa per il prossimo oscuramento totale

La comunità scientifica che opera a Ny-Ålesund dovrà attendere a lungo prima di poter assistere nuovamente a uno scenario astronomico di tale portata. Il prossimo appuntamento con un’eclissi totale di Sole in questa specifica area geografica è infatti previsto per l’anno 2061. Fino a quel momento, le preziose misurazioni raccolte durante l’evento di agosto continueranno a fornire informazioni determinanti per comprendere i fragili equilibri del nostro pianeta e l’evoluzione delle dinamiche atmosferiche nel profondo Nord.