Energia, Eia: “Stati Uniti protagonisti sui mercati globali tra gas e petrolio”

Le nuove previsioni dell’Eia indicano una crescita delle esportazioni energetiche statunitensi fino al 2027

Gli Stati Uniti si preparano a mantenere un ruolo centrale nei flussi energetici internazionali, con esportazioni di gas naturale liquefatto ancora su livelli particolarmente elevati e una domanda internazionale di petrolio greggio statunitense destinata a sostenere l’export anche nel prossimo anno. È il quadro delineato dall’Eia, US Energy Information Administration, nelle nuove previsioni contenute nello Short-Term Energy Outlook di agosto. Secondo le stime dell’agenzia statunitense, nel terzo trimestre del 2026 le esportazioni americane di Gnl si attesteranno mediamente a 16,5 miliardi di piedi cubi al giorno. Parallelamente, il mercato petrolifero statunitense continuerà a essere caratterizzato da livelli relativamente contenuti delle scorte commerciali di greggio, che dovrebbero rimanere al di sotto del minimo quinquennale 2021-2025 fino alla fine del 2026.

Esportazioni Gnl Usa a 16,5 miliardi di piedi cubi al giorno

Il dato più significativo sul fronte del gas naturale statunitense riguarda l’andamento delle esportazioni di gas naturale liquefatto. L’Eia prevede infatti che nel terzo trimestre dell’anno gli Stati Uniti esportino in media 16,5 miliardi di piedi cubi di Gnl al giorno. Si tratta di un volume che conferma la rilevanza assunta dalle infrastrutture statunitensi per la liquefazione e l’esportazione del gas naturale all’interno del mercato energetico internazionale. Nel periodo più recente, tuttavia, l’attività dei terminali è stata condizionata dalle operazioni di manutenzione. La manutenzione dei terminali di esportazione ha infatti determinato una riduzione della domanda di gas di alimentazione, incidendo temporaneamente sui flussi destinati agli impianti di liquefazione.

Manutenzione dei terminali e aumento delle scorte di gas

La minore domanda determinata dalla manutenzione degli impianti ha avuto conseguenze anche sull’andamento degli stoccaggi di gas naturale negli Stati Uniti. Secondo quanto riportato dall’Eia, la riduzione della domanda di gas di alimentazione ha contribuito a mantenere le scorte della regione centro-meridionale degli Stati Uniti su livelli superiori rispetto ai valori normalmente osservati nello stesso periodo dell’anno. Alla fine di luglio, in particolare, i livelli di stoccaggio della regione risultavano superiori alla media quinquennale. Il dato evidenzia come le dinamiche legate all’operatività dei terminali Gnl possano produrre effetti rilevanti anche sull’equilibrio del mercato interno statunitense, modificando temporaneamente la quantità di gas disponibile per l’accumulo negli impianti di stoccaggio.

Energia Costa Azul spinge le esportazioni di gas dagli Stati Uniti

A incidere sulle prospettive future delle esportazioni di gas naturale è anche l’entrata in attività del nuovo terminale Gnl Energia Costa Azul in Messico. La nuova infrastruttura rappresenta uno degli elementi che, secondo le previsioni dell’Eia, contribuiranno alla crescita dei flussi di gas naturale provenienti dagli Stati Uniti. Accanto al nuovo terminale messicano, un ulteriore fattore di sostegno è rappresentato dal maggiore utilizzo di gas naturale statunitense per la produzione di energia elettrica. La combinazione di questi elementi sta contribuendo a spingere verso l’alto anche le esportazioni tramite gasdotto, rafforzando complessivamente le prospettive dell’export energetico statunitense.

Export di gas naturale Usa in crescita fino al 2027

Le previsioni dell’US Energy Information Administration non si limitano al terzo trimestre del 2026. Il quadro delineato nello Short-Term Energy Outlook indica infatti una crescita delle esportazioni totali di gas naturale statunitense fino al 2027. L’aumento sarà sostenuto sia dalle esportazioni di Gnl, sia dai maggiori flussi trasportati attraverso i gasdotti. Il sistema statunitense si trova quindi davanti a una fase caratterizzata da una crescente capacità di indirizzare il gas naturale verso i mercati internazionali, mentre l’espansione delle infrastrutture e l’incremento della domanda energetica continuano a influenzare i volumi complessivi movimentati.

Petrolio Usa, scorte sotto il minimo quinquennale fino a fine 2026

Parallelamente alle prospettive sul mercato del gas, l’Eia ha aggiornato anche le previsioni relative al petrolio greggio degli Stati Uniti. Secondo l’agenzia, le scorte commerciali di petrolio greggio presenti nel Paese continueranno a rimanere al di sotto del minimo quinquennale, calcolato sul periodo 2021-2025, fino alla fine del 2026. Il livello contenuto delle scorte è il risultato di una serie di fattori che negli ultimi mesi hanno progressivamente ridotto la quantità di greggio disponibile nei depositi commerciali statunitensi.

Aumentano le esportazioni di petrolio greggio statunitense

Tra gli elementi che hanno maggiormente contribuito alla riduzione delle scorte figura l’aumento delle esportazioni di petrolio greggio. La domanda proveniente dai mercati internazionali continua infatti ad assorbire una quota significativa della produzione americana, favorendo il trasferimento del greggio statunitense verso l’estero. All’aumento dell’export si è accompagnata una riduzione delle importazioni, un’altra dinamica che ha inciso direttamente sull’equilibrio tra petrolio in entrata, consumi interni, lavorazione nelle raffinerie e quantitativi destinati alle esportazioni.

Raffinerie Usa ad alto utilizzo da metà aprile

Un ulteriore fattore determinante è rappresentato dall’elevato utilizzo delle raffinerie statunitensi a partire dalla metà di aprile. La forte attività degli impianti di raffinazione ha contribuito ad accelerare l’impiego delle disponibilità di greggio presenti sul mercato interno. La combinazione tra maggiore export, minori importazioni ed elevato utilizzo delle raffinerie ha così determinato un calo settimanale costante delle scorte di petrolio greggio. La contrazione delle riserve commerciali ha portato gli stock su livelli inferiori rispetto ai valori minimi osservati mediamente negli ultimi cinque anni, una situazione che secondo l’Eia dovrebbe proseguire fino alla conclusione del 2026.

Importazioni nette sotto la media fino al 2027

Anche nel settore petrolifero, le previsioni dell’Eia si estendono fino al 2027. L’agenzia statunitense prevede infatti che le importazioni nette di petrolio rimangano al di sotto della media fino al 2027. Alla base di questa dinamica vi è soprattutto la forte domanda internazionale per le esportazioni di petrolio greggio statunitense, che continuerà a sostenere i flussi in uscita dagli Stati Uniti. Le prospettive descritte nello Short-Term Energy Outlook di agosto delineano quindi un mercato energetico americano sempre più orientato verso l’estero. Da una parte il Gnl, con esportazioni previste a 16,5 miliardi di piedi cubi al giorno nel terzo trimestre del 2026 e una crescita complessiva dei flussi di gas fino al 2027; dall’altra il petrolio greggio, sostenuto dalla domanda internazionale e caratterizzato da scorte commerciali destinate a rimanere su livelli particolarmente contenuti ancora per diversi mesi.

Eia rivede al rialzo esportazioni carbone Usa

Le esportazioni di carbone statunitensi sono aumentate notevolmente ad aprile e maggio, portando a una revisione al rialzo delle previsioni per il 2026, che ora si attestano a 102 milioni di tonnellate. E’ quanto emerge dallo Short-Term Energy Outlook di agosto dell’Eia, l’US Energy Information Administration. Le esportazioni di carbone metallurgico sono cresciute nel primo semestre del 2026, sostenute da nuove miniere e da quelle riaperte, mentre le esportazioni di carbone termico sono diminuite nel primo trimestre del 2026, per poi risalire nel secondo trimestre, grazie alle condizioni del mercato globale, tra cui il passaggio dal gas naturale al carbone in Europa e Asia, che hanno favorito gli esportatori di carbone statunitensi.