Energia, von der Leyen: “la dipendenza dell’Ue dal gas è costata oltre 50 miliardi senza ricevere energia in più”

Il presidente della Commissione europea lancia l'allarme sui costi energetici e chiede una nuova strategia basata su rinnovabili, nucleare, reti e maggiore autonomia

La crisi energetica europea continua a pesare sull’economia dell’Unione Europea. Dall’inizio della nuova fase di tensioni in Medio Oriente, la dipendenza energetica dell’Ue avrebbe già comportato un costo aggiuntivo superiore ai 50 miliardi di euro, senza un corrispondente aumento delle forniture disponibili. A sottolinearlo è il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, intervenuta durante il suo discorso all’assemblea La Ref 2026 di Medef, l’organizzazione francese equivalente alla Confindustria italiana. “La dipendenza energetica dell’Unione Europea ci è già costata più di 50 miliardi di euro supplementari. Senza ricevere una sola molecola di energia in più”, ha dichiarato von der Leyen, evidenziando il peso economico delle vulnerabilità del sistema energetico europeo e la necessità di accelerare il percorso verso una maggiore autonomia energetica. Secondo la presidente dell’esecutivo comunitario, la risposta passa attraverso un incremento della produzione di energia pulita in Europa, con un mix che comprenda fonti rinnovabili e nucleare, considerate strumenti fondamentali per ridurre la dipendenza dalle importazioni e contenere l’esposizione alle crisi internazionali.

Rinnovabili e nucleare già oltre il 70% dell’elettricità europea, ma resta il nodo dei consumi

Nel suo intervento, von der Leyen ha ricordato come il sistema elettrico europeo abbia già compiuto importanti passi avanti nella transizione energetica. Rinnovabili e nucleare consentono infatti di produrre oltre il 70% dell’elettricità dell’Unione Europea attraverso fonti considerate a basse emissioni. Tuttavia, secondo la presidente della Commissione, questo risultato non è ancora sufficiente perché l’elettricità rappresenta soltanto una quota limitata dei consumi complessivi di energia. “L’elettricità rappresenta ancora solo un quarto del nostro consumo finale di energia. Dobbiamo quindi elettrificare più rapidamente l’industria, i trasporti e gli edifici”, ha spiegato von der Leyen, indicando nell’elettrificazione dei settori produttivi uno dei passaggi fondamentali per ridurre l’utilizzo delle fonti fossili.

La sfida principale resta però quella del costo dell’energia. Il presidente della Commissione europea ha infatti evidenziato come molte imprese siano ancora frenate dai prezzi elevati dell’elettricità rispetto al gas, una situazione che rischia di penalizzare la competitività industriale europea. “Ma non possiamo chiedere alle nostre imprese di passare all’elettricità quando questa costa loro, in media, quasi tre volte di più del gas. Dobbiamo quindi far scendere la bolletta, voce per voce”, ha affermato.

Energia più economica per le imprese: la strategia Ue punta su contratti, reti e stoccaggi

Per ridurre il peso dei costi energetici, von der Leyen ha indicato una serie di interventi ritenuti necessari per rendere il mercato europeo più stabile e competitivo. Tra le priorità figurano maggiori contratti energetici di lungo termine, capaci di garantire maggiore prevedibilità ai consumatori industriali, insieme allo sviluppo delle infrastrutture. Il presidente della Commissione ha sottolineato l’importanza degli investimenti nelle reti energetiche europee, degli allacciamenti più rapidi e di un potenziamento dei sistemi di stoccaggio dell’energia, elementi considerati strategici per gestire la crescente produzione da fonti rinnovabili. A questi strumenti si aggiungono le politiche per migliorare l’efficienza energetica e una revisione del sistema fiscale applicato all’energia, con l’obiettivo di evitare squilibri che penalizzino la transizione verso l’elettricità. “Dovrebbe essere semplice: l’elettricità non dovrebbe essere tassata più del gas. E per l’industria, la prevedibilità conta quanto il prezzo”, ha dichiarato von der Leyen.

La Commissione Ue verso una revisione del sistema Ets per sostenere l’industria

Nel suo discorso, il presidente dell’esecutivo europeo ha richiamato anche la proposta della Commissione europea per la modernizzazione del sistema Ets, il meccanismo europeo di scambio delle quote di emissione di CO₂. L’obiettivo indicato è quello di garantire un equilibrio tra gli impegni climatici dell’Unione e la necessità di preservare la competitività delle aziende europee, attraverso strumenti che prevedano anche specifiche agevolazioni per il comparto industriale. Il tema dell’energia competitiva è infatti diventato centrale nelle politiche economiche europee, soprattutto in una fase caratterizzata dall’aumento delle tensioni geopolitiche e dalla necessità di ridurre la dipendenza dalle importazioni esterne. La linea indicata da von der Leyen punta quindi a un’accelerazione della transizione energetica, ma con un approccio che tenga insieme decarbonizzazione, sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilità economica, tre elementi che secondo la Commissione rappresentano la base per il futuro industriale dell’Europa.