Eruzione Etna, forte pioggia di cenere vulcanica su Catania: nuova abbondante ricaduta sulla città e nell’area etnea

La cenere era già caduta durante la notte, ma nel pomeriggio il fenomeno appare ancora più intenso

Una forte pioggia di cenere vulcanica è in atto nel pomeriggio di oggi, domenica 9 agosto, su Catania e su diversi centri dell’area etnea. Il fenomeno, già osservato nel corso della notte, si sta manifestando nuovamente e con un’intensità che appare ancora maggiore, interessando soprattutto il capoluogo etneo e il settore posto a sud del vulcano. La cenere dell’Etna viene trasportata dalle correnti atmosferiche verso le zone meridionali rispetto all’area sommitale, determinando una ricaduta particolarmente evidente su Catania città, ma anche nell’area di Pedara e Mascalucia. Proprio la direzione dei venti sta risultando determinante nel definire quali territori siano coinvolti maggiormente dal fenomeno.

Cenere già caduta nella notte, ora il fenomeno appare ancora più abbondante

La ricaduta di materiale vulcanico non rappresenta un episodio isolato delle ultime ore. La cenere era infatti già caduta durante la notte, interessando le zone poste sottovento rispetto all’Etna. Nel pomeriggio la situazione si è però ripresentata con particolare evidenza e la quantità di cenere in caduta sembra essere diventata ancora più abbondante. Si tratta quindi di una nuova fase della dispersione del materiale vulcanico emesso dall’Etna, con le particelle più fini trasportate nell’atmosfera e successivamente depositate al suolo nelle aree raggiunte dalla nube. La situazione risulta particolarmente evidente proprio nel territorio di Catania, dove è in corso una vera e propria pioggia di cenere vulcanica.

Catania, Pedara e Mascalucia sotto la cenere: decisivi i venti settentrionali

A determinare l’attuale distribuzione della cenere vulcanica dell’Etna sono soprattutto i venti settentrionali, che spingono il materiale prodotto dal vulcano verso sud. È proprio questa configurazione delle correnti a spiegare perché la ricaduta interessi in modo evidente Catania, la zona sud dell’Etna, Pedara e Mascalucia. La traiettoria della cenere segue infatti la direzione delle masse d’aria presenti alle quote interessate dalla dispersione del materiale vulcanico. Con venti provenienti dai quadranti settentrionali, il materiale viene trasportato verso il settore meridionale e sud-orientale dell’area etnea, raggiungendo così il capoluogo e numerosi comuni dell’hinterland. La situazione può cambiare anche sensibilmente in funzione di eventuali variazioni della ventilazione: territori molto vicini tra loro possono quindi registrare quantità di cenere completamente differenti.

Acireale al momento risparmiata dalla ricaduta di cenere

Diversa, infatti, la situazione ad Acireale, dove al momento la cenere non sta cadendo con le stesse modalità osservate a Catania e nel settore di Pedara e Mascalucia. La ragione è ancora una volta legata alla direzione del vento. Con l’attuale ventilazione settentrionale, la nube di cenere viene indirizzata prevalentemente verso sud. Perché il materiale vulcanico raggiungesse direttamente Acireale con una ricaduta significativa sarebbe invece necessaria una componente dei venti maggiormente occidentale, capace di trasportare la cenere verso il versante orientale dell’Etna. L’episodio in corso evidenzia quindi in modo particolarmente chiaro quanto la distribuzione al suolo della cenere dell’Etna dipenda dalla direzione e dall’intensità delle correnti atmosferiche.

Etna, la cenere torna protagonista sul versante meridionale

La nuova e abbondante ricaduta osservata questo pomeriggio riporta dunque in primo piano gli effetti dell’attività dell’Etna sul territorio circostante. Dopo la cenere già registrata durante la notte, il materiale vulcanico è tornato a interessare con maggiore intensità Catania e il settore meridionale etneo. Al momento la distribuzione più evidente riguarda soprattutto Catania città, Pedara, Mascalucia e le aree a sud dell’Etna, mentre Acireale rimane fuori dalla direttrice principale della ricaduta proprio per effetto dei venti settentrionali. L’evoluzione nelle prossime ore resterà strettamente legata alla direzione delle correnti: anche una modifica della ventilazione potrebbe infatti cambiare rapidamente le zone interessate dalla dispersione e dalla successiva deposizione della cenere vulcanica.