L’Etna riprende l’attività e in Sicilia scattano immediatamente le misure previste dal sistema di monitoraggio e di Protezione civile. A rendere nota la nuova situazione del vulcano è Salvo Cocina, capo della Protezione Civile siciliana, attraverso un aggiornamento pubblicato sui social. La novità più rilevante riguarda l’innalzamento del livello di allerta da F1 a F2, passaggio che ha determinato l’attivazione della fase di Allarme da parte del Dipartimento regionale della Protezione Civile, coinvolgendo tutte le strutture operative. Contestualmente è stata disposta anche l’interdizione delle zone sommitali dell’Etna, misura legata alla ripresa dell’attività vulcanica e al nuovo livello di allerta.
Salvo Cocina: “Etna riprende l’attività!”
Nel suo intervento, Salvo Cocina ha sintetizzato l’evoluzione della situazione e le conseguenti decisioni operative. “Etna riprende l’attività!
Il sistema di allerta innalza livello da F1 a F2, il DRPC attiva la fase di Allarme per tutte le strutture operative. Interdette le zone sommitali”. L’aggiornamento certifica quindi il passaggio a una fase di maggiore attenzione operativa sul vulcano, con il DRPC che ha attivato le procedure previste per il livello di Allarme.
Allerta Etna da F1 a F2, cosa è stato disposto
Il dato centrale dell’aggiornamento è il passaggio del sistema di allerta dell’Etna dal livello F1 al livello F2. In conseguenza dell’innalzamento, il Dipartimento regionale della Protezione Civile siciliana ha disposto l’attivazione della fase di Allarme per tutte le strutture operative. Si tratta della misura indicata direttamente dal capo della Protezione Civile regionale insieme all’interdizione delle aree più esposte, quelle situate nella parte sommitale del vulcano. La ripresa dell’attività dell’Etna determina dunque un rafforzamento immediato del dispositivo operativo e di vigilanza, con le strutture della Protezione Civile poste nella fase prevista dal nuovo livello di allerta.
Interdette le zone sommitali dell’Etna
Tra i provvedimenti adottati figura l’interdizione delle zone sommitali dell’Etna. L’accesso alle aree più alte del vulcano viene quindi limitato nel quadro delle misure attivate dopo il passaggio dell’allerta a F2. La disposizione riguarda proprio il settore più vicino alle aree interessate dall’attività vulcanica e si inserisce nella fase di Allarme attivata dalla Protezione Civile regionale. La situazione dell’Etna entra così in una nuova fase operativa dopo la ripresa dell’attività segnalata da Salvo Cocina, con il sistema di allerta innalzato e le strutture operative della Regione chiamate ad agire secondo le procedure previste.
Nuova intensa attività esplosiva alla Voragine dell’Etna, tremore su valori molto alti
Una nuova e intensa attività esplosiva sta interessando il cratere Voragine dell’Etna, dove nelle ultime ore i sistemi di sorveglianza hanno registrato segnali di una fase particolarmente energetica del vulcano. A confermare l’evoluzione dell’attività è il sistema di monitoraggio in rete dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Osservatorio etneo di Catania, che segue costantemente i principali parametri legati all’attività del vulcano siciliano. In particolare, risulta nuovamente in aumento il tremore vulcanico, uno degli indicatori utilizzati dagli esperti per valutare l’energia presente all’interno dei condotti magmatici. Dopo la risalita osservata nelle ultime rilevazioni, il tremore si mantiene attualmente su valori molto alti, in concomitanza con la nuova e intensa attività esplosiva che sta coinvolgendo la Voragine. Il quadro viene quindi seguito con attenzione dall’Osservatorio etneo dell’Ingv attraverso la rete di strumenti installata sull’Etna, che consente di rilevare in tempo reale le variazioni dei principali parametri geofisici collegati all’attività vulcanica.
