Etna, termina la colata lavica nella Valle del Leone: flussi in raffreddamento, resta il degassamento

L'INGV conferma la conclusione dell'attività effusiva iniziata il 30 luglio. Nessuna variazione significativa nei parametri di monitoraggio

Si è conclusa l’attività effusiva dell’Etna che aveva preso avvio nel tardo pomeriggio del 30 luglio nell’alto settore della Valle del Leone. A comunicarlo è l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) – Osservatorio Etneo, sulla base dei sopralluoghi effettuati dal personale tecnico nella mattinata di oggi. Secondo quanto rilevato dagli esperti, i flussi lavici non risultano più alimentati e sono ormai in fase di raffreddamento, segnando la fine dell’episodio eruttivo iniziato alle 20:49 del 30 luglio. Permane invece un’attività di degassamento dai crateri sommitali, fenomeno che continua a caratterizzare la sommità del vulcano.

Sul fronte del monitoraggio geofisico, nelle ultime 24 ore l’ampiezza media del tremore vulcanico è rimasta stabile, mantenendosi nell’intervallo dei valori medi senza evidenziare variazioni significative. Le sorgenti del tremore sono state localizzate prevalentemente nell’area del cratere Voragine e lungo un settore orientato da Nord/Ovest a Sud/Est rispetto allo stesso, a quote comprese tra 1.500 e 2.900 metri sopra il livello del mare. Anche l’attività infrasonica si mantiene su livelli molto bassi, mentre le reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo non hanno registrato cambiamenti significativi nel corso dell’ultima giornata.