La terra torna a tremare con intensità in Toscana. Alle 10:57 di oggi, 12 agosto 2026, un terremoto magnitudo 3.7 ha scosso la costa toscana settentrionale, con epicentro localizzato al largo delle province di Massa-Carrara, Lucca e Pisa. I sismografi hanno rilevato l’ipocentro a una profondità di 8.6 km. Questa vicinanza alla superficie ha permesso all’onda sismica di propagarsi con particolare vigore verso Nord/Ovest e lungo l’intero litorale. Molti cittadini si sono allarmati, sebbene al momento non si segnalino crolli o danni strutturali agli edifici.
Come riporta il servizio INGV “Hai Sentito il Terremoto”, il sisma è stato nettamente avvertito dalla popolazione di Pisa, Livorno, Pontedera, Massarosa, Carrara, Prato, Bolano, Pistoia, San Miniato, Fiumalbo. Il sisma è stato seguito circa 2 minuti dopo da un evento magnitudo 2.2 con ipocentro a circa 20 km di profondità.
Le cause geologiche dei terremoti nella zona
La genesi di questi eventi sismici risiede nei complessi movimenti tettonici che interessano l’Italia. La costa toscana e l’entroterra appenninico si trovano in una fascia in cui le forze geologiche sono costantemente all’opera, strette tra le spinte dell’Appennino a Est e del bacino del Mar Tirreno a Ovest. Questa distensione crostale genera un sistema di faglie che corrono parallelamente alla catena montuosa, interessando le zone costiere e i bacini interni. Quando l’energia accumulata lungo queste fratture supera il limite di tolleranza, si libera improvvisamente. I sismi con ipocentro molto basso, come quello avvenuto oggi a soli 8.6 km di profondità, sono una caratteristica ricorrente di questo regime geologico estensionale, in grado di farsi sentire chiaramente in un’area abitata.
Sismicità storica tra costa ed entroterra toscano
Analizzando il passato, l’area che si estende dalla costa fino alla dorsale appenninica ha una storia segnata da frequenti movimenti della terra. Il distretto che abbraccia Massa-Carrara e Lucca, sconfinando verso le vicine alture, ricorda ancora il devastante terremoto del 7 settembre 1920. In quell’occasione, una scossa magnitudo 6.5 ha causato la distruzione di interi borghi e lasciò oltre 3mila persone senza casa. In epoche più recenti, il 21 giugno 2013, un evento di magnitudo 5.1 ha colpito la zona limitrofa della Lunigiana, producendo danni strutturali.

