Francia, parapendista sospeso a 200 metri sulla parete: spettacolare salvataggio in elicottero a Saint-Eynard | VIDEO

Operazione ad altissimo rischio nell’area di Grenoble: dopo aver perso il controllo del parapendio, l’uomo ha azionato il paracadute di emergenza ed è stato spinto dal vento contro la roccia
Francia, salvataggio in elicottero a Saint-Eynard

Un salvataggio spettacolare e particolarmente complesso si è concluso con successo in Francia, sulla parete rocciosa di Saint-Eynard, nell’area di Grenoble, dove un uomo era rimasto bloccato a circa 200 metri di altezza dopo un incidente con il parapendio. La situazione si era fatta subito estremamente delicata. L’uomo aveva infatti perso il controllo del parapendio durante il volo ed era riuscito ad azionare il paracadute di emergenza. La manovra gli aveva consentito di evitare conseguenze potenzialmente ancora più gravi, ma il vento lo aveva successivamente spinto contro la parete rocciosa, lasciandolo sospeso in una posizione particolarmente difficile da raggiungere.

Parapendista bloccato sulla parete di Saint-Eynard a 200 metri di altezza

L’incidente si è verificato sulla parete di Saint-Eynard, uno dei rilievi dell’area di Grenoble. Dopo la perdita di controllo del mezzo, l’uomo ha attivato il sistema di emergenza e si è trovato trascinato dal vento verso la montagna. Il parapendista è quindi rimasto bloccato sulla parete rocciosa a circa 200 metri di altezza, in una zona nella quale qualsiasi movimento doveva essere valutato con estrema attenzione. La presenza delle vele e dell’attrezzatura del parapendio rendeva inoltre ancora più delicata l’operazione, soprattutto in vista dell’avvicinamento dell’elicottero. È stato quindi necessario organizzare un intervento tecnico nel quale la priorità era raggiungere l’uomo senza destabilizzare ulteriormente la sua posizione e senza provocare movimenti di materiale roccioso.

Salvataggio in elicottero del CRS Alpès di Grenoble

A intervenire sono stati i soccorritori del CRS Alpès di Grenoble, chiamati a gestire una situazione resa particolarmente difficile sia dall’altezza sia dalle caratteristiche della parete. L’operazione con l’elicottero ha richiesto una procedura articolata. Due soccorritori si sono inizialmente calati sulla montagna in un punto situato a circa sessanta metri di distanza in orizzontale rispetto alla posizione in cui si trovava il parapendista. Da lì è cominciata la fase più delicata dell’avvicinamento. I due uomini hanno dovuto attraversare un terreno estremamente esposto, muovendosi lungo una parete caratterizzata dalla presenza di roccia friabile e instabile. Ogni spostamento doveva quindi essere effettuato mantenendo la massima attenzione, sia per evitare una caduta sia per limitare il rischio di distacco di pietre e detriti durante il passaggio.

I soccorritori attraversano la parete rocciosa esposta e instabile

La distanza tra il punto di discesa dall’elicottero e la posizione del parapendista non poteva essere coperta direttamente. I soccorritori hanno dovuto quindi procedere lungo la parete fino a raggiungere l’uomo. La particolare conformazione della zona ha trasformato il recupero in un intervento tecnico di grande complessità. La roccia instabile, l’esposizione della parete e l’altezza hanno richiesto un avvicinamento progressivo, con la necessità di mantenere sempre condizioni di sicurezza per gli operatori e per la persona da recuperare. Una volta raggiunto l’uomo, è stato possibile procedere con la preparazione dell’evacuazione. Prima di effettuare il sollevamento è stato però necessario mettere in sicurezza anche tutta l’attrezzatura utilizzata durante il volo.

Le vele del parapendio messe nei sacchi prima dell’evacuazione

Una fase importante dell’operazione ha riguardato proprio le vele del parapendio. Prima dell’arrivo dell’elicottero per il recupero definitivo, i soccorritori hanno provveduto a riporle negli appositi sacchi. Si è trattato di un passaggio necessario per rendere più sicura l’evacuazione e ridurre i rischi legati alla presenza delle vele durante le manovre aeree. Con il vento e le turbolenze prodotte dall’elicottero, infatti, l’attrezzatura avrebbe potuto rappresentare un ulteriore elemento di difficoltà. Completata la messa in sicurezza del materiale, è stato possibile avviare la fase conclusiva del salvataggio sulla parete di Saint-Eynard.

Evacuazione con il cavo di 90 metri dell’elicottero Dragon 38-2

Il recupero è stato effettuato utilizzando il Dragon 38-2, con un cavo lungo novanta metri che ha permesso di raggiungere la posizione dei soccorritori e del parapendista senza dover avvicinare eccessivamente l’elicottero alla parete. La lunghezza del cavo ha consentito di mantenere il velivolo a una distanza compatibile con le esigenze operative, mentre a ridosso della montagna veniva completata l’evacuazione. L’intervento si è così concluso dopo una complessa sequenza di manovre: dalla discesa dei due soccorritori sulla parete all’attraversamento del terreno roccioso, dal raggiungimento dell’uomo alla sistemazione delle vele, fino al recupero finale attraverso il cavo del Dragon 38-2. Un’operazione resa particolarmente difficile dalla posizione dell’uomo, dalla parete rocciosa friabile e instabile e dalla necessità di intervenire a circa 200 metri di altezza, trasformando il soccorso in una delicata manovra aerea e alpinistica.