Il Giappone prepara un cambio di strategia nella propria politica di sostegno al fotovoltaico. Il ministero dell’Ambiente ha infatti in programma di abolire i sussidi destinati all’acquisto dei pannelli solari tradizionali previsti nell’ambito del programma di sostegno finanziario finalizzato a favorire la diffusione degli impianti fotovoltaici. Secondo quanto riportato da Jiji Press, alla base della scelta ci sarebbe soprattutto il forte calo dei prezzi dei pannelli solari convenzionali, diventati progressivamente più accessibili grazie all’espansione della produzione mondiale.
La conseguenza è una ridefinizione delle priorità della politica energetica giapponese, con una parte crescente delle risorse pubbliche destinata alle celle solari di nuova generazione in perovskite. Secondo fonti informate, gli incentivi non saranno più erogati per i pannelli acquistati a partire dall’anno fiscale 2027, mentre i costi relativi all’installazione continueranno, in linea di principio, a poter beneficiare del sostegno pubblico. I sussidi resteranno inoltre disponibili per i progetti già in corso, evitando quindi un’interruzione degli incentivi per gli investimenti già avviati.
Celle solari in perovskite al centro della nuova strategia energetica
La novità più rilevante riguarda il deciso spostamento delle risorse pubbliche verso le celle solari in perovskite, considerate una tecnologia strategica sia sotto il profilo energetico sia dal punto di vista industriale. Uno degli elementi centrali della strategia giapponese è rappresentato dalla possibilità di reperire a livello nazionale i materiali chiave necessari alla produzione delle nuove celle solari. Una caratteristica che potrebbe consentire al Paese di ridurre la propria esposizione nei confronti delle catene di approvvigionamento internazionali e, allo stesso tempo, rafforzare la competitività dell’industria nazionale nel settore delle energie rinnovabili. La decisione si inserisce quindi in una prospettiva più ampia rispetto al semplice sostegno alla diffusione dell’energia solare. Tokyo punta a utilizzare la transizione verso la tecnologia fotovoltaica in perovskite come strumento per consolidare una filiera industriale nazionale e aumentare la sicurezza degli approvvigionamenti.
Il ministero chiederà 28 miliardi di yen per il 2027
Per sostenere questa strategia, il ministero dell’Ambiente giapponese prevede di richiedere 28 miliardi di yen di fondi specifici nel bilancio governativo per l’anno fiscale 2027, che inizierà nel mese di aprile. La cifra rappresenta un incremento particolarmente significativo: l’ammontare previsto è infatti pari a circa quattro volte quello stanziato per l’anno fiscale 2026. La scelta evidenzia la volontà del governo di accelerare lo sviluppo e la diffusione delle celle solari di nuova generazione, trasferendo progressivamente il sostegno pubblico da una tecnologia ormai matura e caratterizzata da prezzi fortemente diminuiti verso una soluzione considerata maggiormente strategica per il futuro dell’industria energetica giapponese.
Il dominio cinese sui pannelli solari tradizionali
La nuova politica deve essere letta anche alla luce degli equilibri internazionali del mercato fotovoltaico. La Cina controlla oltre l’80% del mercato globale dei pannelli solari tradizionali, mentre il Giappone dipende dalle importazioni per la maggior parte del proprio fabbisogno interno. Questo scenario espone Tokyo alle dinamiche produttive e commerciali internazionali e rende particolarmente importante la ricerca di tecnologie che possano essere sviluppate facendo maggiore affidamento sulle risorse e sulle capacità produttive nazionali. Parallelamente, l’enorme crescita della produzione mondiale ha determinato una forte riduzione dei costi. I prezzi dei pannelli solari convenzionali sono scesi di circa il 50% rispetto ai massimi storici, una dinamica attribuita proprio alla produzione di massa su scala globale. Il ridimensionamento dei prezzi ha contribuito a rendere meno necessario, secondo l’impostazione del ministero, il mantenimento di incentivi pubblici specificamente destinati all’acquisto dei pannelli tradizionali.
Perovskite, il vantaggio strategico dello iodio prodotto in Giappone
Il potenziale vantaggio competitivo del Giappone nel settore delle celle in perovskite è strettamente legato alla disponibilità delle materie prime. Il Paese è infatti il secondo produttore mondiale di iodio, uno dei materiali fondamentali utilizzati nella realizzazione di questa nuova generazione di celle solari. La possibilità di reperire internamente una materia prima così importante rappresenta un elemento centrale della strategia industriale. A differenza dei pannelli fotovoltaici convenzionali, per i quali il Giappone dipende in larga parte dalle importazioni, lo sviluppo delle celle in perovskite potrebbe permettere di costruire una filiera maggiormente legata alle risorse disponibili sul territorio nazionale. La transizione verso questa tecnologia assume quindi una duplice valenza: aumentare la produzione di energia rinnovabile e, contemporaneamente, rafforzare l’autonomia industriale del Paese in un comparto strategico.
L’obiettivo del Giappone: 20 gigawatt di capacità entro il 2040
Tokyo ha fissato un obiettivo particolarmente ambizioso per i prossimi anni. Il governo punta a raggiungere entro il 2040 una capacità di generazione elettrica attraverso celle solari in perovskite pari a 20 gigawatt. Secondo le stime indicate, una capacità di questa portata sarebbe equivalente alla produzione di 40 reattori nucleari. Il traguardo rende evidente la dimensione del progetto giapponese: le celle in perovskite non vengono considerate soltanto una tecnologia sperimentale da affiancare ai pannelli convenzionali, ma uno degli strumenti attraverso cui modificare progressivamente il sistema di produzione energetica nazionale.
Dalla riduzione degli incentivi a una nuova politica industriale sul fotovoltaico
Lo stop programmato ai sussidi per l’acquisto dei pannelli fotovoltaici tradizionali segna quindi una trasformazione nell’approccio del Giappone alla transizione energetica. La diminuzione dei prezzi dei moduli convenzionali consente al governo di ridurre il sostegno diretto a una tecnologia ormai largamente diffusa e di concentrare maggiori risorse sulle soluzioni considerate strategiche per i prossimi decenni. Con 28 miliardi di yen previsti per l’anno fiscale 2027, la disponibilità nazionale di materiali fondamentali come lo iodio e un obiettivo di 20 gigawatt entro il 2040, il Giappone intende trasformare le celle solari in perovskite in uno dei pilastri della propria politica energetica e industriale. La sfida sarà affiancare alla crescita delle fonti rinnovabili una progressiva riduzione della dipendenza dall’estero, costruendo una filiera capace di competere in un mercato fotovoltaico globale oggi fortemente dominato dalla produzione cinese.
