L’intervento d’urgenza ha finalmente sortito gli effetti sperati e il livello del Lago Maggiore ha iniziato la sua lenta ma inesorabile risalita. Dopo aver sfiorato i minimi storici, toccando quota 192,5 metri sul livello del mare contro una media abituale di 193,6 metri, il bacino sta attualmente beneficiando del massiccio afflusso di acqua proveniente dal vicino lago svizzero di Lugano. L’accordo strategico raggiunto tra le autorità italiane e quelle elvetiche sta permettendo di contrastare una siccità estrema che ha colpito duramente il territorio. L’emergenza aveva già costretto la navigazione locale a cancellare diversi scali e a ridurre drasticamente il peso dei traghetti. L’acqua supplementare in arrivo risulta essenziale per la salute del fiume Ticino e, conseguentemente, per il Po, garantendo l’irrigazione delle fondamentali aree agricole destinate alla produzione del riso.
I dati in tempo reale
Il fiume Tresa, un corso d’acqua lungo circa 13 km, rappresenta l’arteria vitale in questa complessa operazione di salvataggio ambientale. Questo fiume collega i 2 bacini, uscendo dal lago di Lugano a Ponte Tresa e immettendosi nel lago Maggiore nei pressi di Luino. I dati odierni confermano in pieno l’efficacia del provvedimento, registrando un picco massimo di 8,8 metri cubi al secondo nelle ultime 24 ore e mantenendo una media stabile di 8,3 metri cubi al secondo. L’erogazione ha superato nettamente la precedente soglia di 3 metri cubi. Questa misura straordinaria andrà avanti per alcuni giorni prima di essere rivalutata. Si tratta del primo intervento diretto nato dalla riunione urgente dell’Organismo bilaterale italo-elvetico, convocata dal Ministero dell’Ambiente italiano per tamponare la crisi.
Un segnala positivo
La crescita del livello del lago rappresenta un segnale positivo all’interno di un quadro regionale profondamente segnato dalla crisi idrica. La Regione Piemonte ha recentemente esteso lo stato di emergenza all’intero territorio a causa della prolungata mancanza di precipitazioni e dei continui incendi boschivi. I Comuni costretti a utilizzare le autobotti per l’acqua potabile sono passati rapidamente da 70 a 109, con oltre 4mila viaggi già completati per assistere i cittadini. “Avevamo detto che sull’emergenza idrica si poteva intervenire chiedendo aiuto alla Svizzera. Nei giorni scorsi abbiamo chiesto di aumentare i rilasci d’acqua e oggi quel lavoro ha prodotto un primo risultato concreto: la portata del Tresa è passata da circa 3 a 8 metri cubi al secondo“, dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori all’Ambiente Matteo Marnati, all’Agricoltura Paolo Bongioanni e alla Protezione civile Marco Gabusi.

