È partito lunedì in Giappone un progetto sperimentale che punta a migliorare la commercializzazione dei cavoli attraverso la previsione delle quantità future disponibili e dei relativi prezzi, utilizzando i dati raccolti dai satelliti. L’iniziativa coinvolge la grande agenzia pubblicitaria Dentsu, l’Agenzia giapponese per l’esplorazione aerospaziale (JAXA) e un rappresentante locale della Japan Agricultural Cooperatives. Al centro del progetto ci sono i cavoli prodotti nel villaggio di Tsumagoi, nella prefettura di Gunma, una delle principali aree di produzione del Paese.
L’obiettivo è anticipare l’andamento dell’offerta e intervenire di conseguenza sul mercato. Quando le previsioni segnaleranno un periodo di produzione particolarmente abbondante, saranno potenziati i canali di distribuzione per favorire la vendita dei prodotti. Al contrario, nelle fasi caratterizzate da una disponibilità ridotta, le attività promozionali saranno ridimensionate, con l’intento di contribuire alla stabilizzazione dei prezzi e limitare gli sprechi alimentari.
La novità principale riguarda il metodo utilizzato per elaborare le previsioni. Tradizionalmente, i produttori monitorano la crescita dei cavoli attraverso sopralluoghi nei campi. Il nuovo sistema sfrutterà invece i dati satellitari relativi al colore e alle dimensioni delle colture, permettendo di stimare i volumi di prodotto destinati alla spedizione con un anticipo di circa otto settimane.
La tecnologia entrerà anche direttamente nella strategia commerciale. A partire da lunedì, il produttore alimentare Ajinomoto ha iniziato a esporre i propri condimenti della linea “Cook Do” insieme ai cavoli di Tsumagoi in un punto vendita Tokyu Store nel quartiere Sangenjaya, a Tokyo. In base alle previsioni sulla disponibilità futura, ricette a base di cavolo saranno inoltre promosse in circa 50 punti vendita.
Il progetto sarà sottoposto a una valutazione per misurarne l’efficacia. In caso di risultati positivi, i promotori intendono verificare se lo stesso modello possa essere applicato ad altre colture agricole e in altre regioni del Giappone. L’esperimento rappresenta così un possibile nuovo approccio alla gestione della filiera agricola: utilizzare le informazioni provenienti dallo spazio non soltanto per osservare le coltivazioni, ma anche per anticipare l’offerta, orientare la distribuzione e adeguare le strategie di vendita prima che le variazioni del mercato si manifestino pienamente.
