Imballaggi compostabili, il Consiglio dei Ministri introduce nuovi obblighi

La misura consente di valorizzare la raccolta dell’organico e di sostenere una filiera italiana d’eccellenza nel campo delle bioplastiche

Il Consiglio dei Ministri ha approvato una norma che introduce l’obbligo di compostabilità per alcune categorie di imballaggi, dando attuazione alla possibilità prevista dal Regolamento europeo sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio. La misura punta a valorizzare il sistema italiano di raccolta e trattamento della frazione organica dei rifiuti, rafforzando al tempo stesso una filiera industriale che negli ultimi anni ha investito nello sviluppo e nella produzione di materiali biodegradabili e compostabili. L’intervento si inserisce dunque nel percorso di adeguamento della normativa nazionale al quadro europeo e mira a sostenere un modello di gestione dei rifiuti organici già strutturato sul territorio, riconoscendo il ruolo delle imprese che hanno sviluppato soluzioni alternative agli imballaggi tradizionali.

E’ il caso – spiega il ministro Gilberto Pichetto – del settore delle bioplastiche e, più in generale, della trasformazione chimica dei rifiuti organici. Parliamo di eccellenze e rami fondamentali della nostra economia circolare nazionale. Diamo così certezza a imprese e investimenti, senza penalizzare un settore che ha saputo innovare, puntando con determinazione sulla sostenibilità”. “È una scelta – conclude Pichetto – che coniuga ancora una volta tutela dell’ambiente, competitività del nostro sistema produttivo e piena coerenza con il quadro normativo europeo”.

Utilizziamo – prosegue il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava – una possibilità prevista dall’Europa per salvaguardare una filiera in cui l’Italia è un’eccellenza internazionale, valorizzando gli investimenti delle nostre imprese nelle bioplastiche e nella gestione dell’organico”. “Un intervento condiviso con il settore, che tutela competitività, innovazione e occupazione. Senza questa norma, dal 12 agosto una parte significativa della filiera avrebbe rischiato di uscire dal mercato. Proteggiamo un’eccellenza italiana senza arretrare sugli obiettivi ambientali”, conclude Gava.