La Grecia continua a combattere una vasta ondata di incendi che ha colpito diversi punti del Paese, dalle aree periferiche di Atene fino alla Grecia centrale e all’isola di Creta. Mentre i vigili del fuoco ellenici restano impegnati su più fronti, Francia e Spagna registrano i primi segnali di miglioramento dopo essere riuscite a contenere alcuni dei roghi più estesi. L’estate segnata da temperature record e prolungate ondate di calore ha reso l’intero continente europeo particolarmente vulnerabile agli incendi. La siccità ha trasformato ampie zone di vegetazione in materiale altamente infiammabile, costringendo centinaia di migliaia di persone ad abbandonare le proprie abitazioni.
La Grecia sotto pressione: fiamme vicino alla capitale
Nei pressi di Atene, le autorità hanno consigliato l’evacuazione preventiva degli abitanti di 2 comunità a Ovest della capitale. Dense colonne di fumo si sono levate dalle colline ricoperte di boschi, mentre i soccorritori hanno mobilitato diversi mezzi aerei antincendio per cercare di contenere il fronte. Situazione critica anche in Beozia, a Nord/Ovest di Atene, dove centinaia di residenti e visitatori sono stati evacuati da una piccola località costiera utilizzando imbarcazioni della guardia costiera e pescherecci.
A Porto Germeno, località balneare molto frequentata dagli abitanti della capitale, il calare della notte ha reso visibile il bagliore rosso degli incendi sulle zone collinari più difficili da raggiungere. Secondo le autorità greche, ieri sono scoppiati oltre 70 incendi in tutto il Paese. La protezione civile ha mantenuto il livello massimo di allerta, soprattutto nella penisola dell’Attica, dove si trova Atene, e sull’isola di Evia, già colpita in passato da gravi roghi.
Creta, evacuati anche i turisti
Sull’isola di Creta le squadre di emergenza hanno continuato a combattere numerosi focolai lungo un fronte di circa 15 km. Un incendio scoppiato nella parte centrale dell’isola nei giorni precedenti ha costretto all’evacuazione di centinaia di residenti e turisti, alcuni dei quali sono stati portati via via mare dalle comunità costiere. Le operazioni sono state rese più difficili dai forti venti, con raffiche previste fino a 115 km/h. La Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ha stimato che circa 2mila turisti siano stati evacuati dall’isola. Le fiamme hanno inoltre distrutto abitazioni, terreni agricoli, uliveti e allevamenti.
Francia, rientro degli sfollati dopo il contenimento del rogo
Segnali più positivi arrivano invece dalla Francia sud-occidentale, dove le autorità hanno iniziato a consentire il ritorno degli abitanti evacuati dopo aver dichiarato sotto controllo un grande incendio che aveva bruciato per oltre una settimana. Nella regione della Gironda, vicino a Bordeaux, sono stati revocati gli ordini di evacuazione in 12 comuni a Ovest e Sud/Ovest della città. Circa 144mila persone su oltre 220mila sfollate hanno potuto fare ritorno nelle proprie case. Nonostante il miglioramento della situazione, le autorità mantengono alta l’attenzione: il caldo e la siccità continuano infatti a creare condizioni favorevoli alla ripresa delle fiamme.
La Spagna riduce l’emergenza ma restano zone critiche
Anche la Spagna ha registrato progressi. Il governo ha revocato l’emergenza nazionale ad Ávila, nella Spagna centrale, e a Madrid, restituendo la gestione alle autorità regionali. I vigili del fuoco restano comunque in allerta per possibili riaccensioni. Nella regione della capitale circa 1.000 residenti di 7 aree abitative nei comuni di Pelayos de la Presa e San Martín de Valdeiglesias non hanno ancora potuto fare ritorno alle proprie abitazioni. Nella provincia di Castellón, il rogo di La Vall d’Uixó è rimasto attivo ma senza espandersi per 48 ore. Circa 7mila persone risultano ancora sfollate, anche se una parte degli abitanti è già rientrata.
Situazione complessa anche nel Parco naturale di Arribes del Duero, nella provincia di Zamora, vicino al confine con il Portogallo, dove il vento ha ostacolato il lavoro dei soccorritori. Le fiamme hanno attraversato i canyon dei fiumi Duero e Tormes, provocando l’evacuazione di 14 centri abitati.
I danni per la salute
Oltre ai danni ambientali e materiali, gli incendi stanno creando anche un’emergenza sanitaria. Le grandi quantità di fumo e cenere disperse nell’atmosfera hanno esposto milioni di persone all’inquinamento atmosferico, con particolare preoccupazione per le particelle sottili PM2.5, associate a malattie cardiovascolari, problemi respiratori e aumento del rischio di tumori polmonari.
