L’Europa sta affrontando incendi boschivi che hanno spaccato il continente in 3 fronti di massima allerta. Nella giornata di oggi, venti di burrasca hanno spinto le fiamme sempre più in profondità nella regione di Atene, costringendo le autorità a predisporre nuove e tempestive evacuazioni per proteggere i residenti. Contemporaneamente, in Francia si sorveglia assiduamente una cicatrice infuocata estesa per ben 420 km quadrati, un’enorme area che risulta grande 4 volte la città di Parigi. Intanto in Spagna, fortunatamente, i roghi più letali ed estesi hanno smesso di avanzare. Nel complesso, queste gravissime emergenze parallele hanno costretto circa 330mila persone ad abbandonare le proprie abitazioni e i luoghi di villeggiatura proprio nel pieno della stagione estiva.
La situazione critica in Grecia, venti di burrasca
Il pericolo più immediato si registra attualmente in Grecia. Le fiamme si sono diffuse rapidamente attraverso la zona a Ovest dell’Attica, la regione che circonda Atene, minacciando diverse comunità e un distretto industriale alle porte di Megara. Le violente raffiche di vento hanno paralizzato la risposta all’emergenza, impedendo a parte dei 23 aerei antincendio di raggiungere il mare per raccogliere l’acqua, mentre sul campo operano quasi 500 vigili del fuoco. Le autorità hanno ordinato l’evacuazione di Kandili, Agia Skepi e Toutouli a causa del fumo, prestando particolare attenzione alla località balneare di Porto Germeno. Questo disastro porta con sé un tetro ricordo per la regione, dove il rogo di Mati del 2018 uccise 104 persone, diventando l’incendio più letale in Europa in questo secolo. I vigili del fuoco hanno evacuato 254 persone via mare venerdì e altre 12 sabato. Altrove in Grecia, le fiamme hanno minacciato le abitazioni a Cefalonia e nella penisola calcidica, mentre all’inizio della settimana 2 pompieri sono morti a Creta e un 3° ha perso la vita nel Peloponneso.
La Francia sorveglia i mega incendi e conta i danni
Più a Ovest, il contenimento delle fiamme non ha segnato affatto la fine dell’emergenza. Il più grande incendio boschivo della Francia è rimasto all’interno del suo perimetro dopo aver costretto 224mila cittadini a fuggire, in quella che è stata definita la più grande evacuazione civile del Paese al di fuori dei periodi bellici. Migliaia di persone non possono ancora tornare a casa e quasi 3mila vigili del fuoco restano schierati contro il mega incendio della Gironda e un 2° rogo in Provenza. Nel Sud/Est della Francia, le fiamme nel dipartimento del Var hanno divorato circa 18 km quadrati di territorio, costringendo 2.500 persone all’evacuazione; si tratta del 4° grande incendio a colpire il centro del Var dal 19 luglio. Condizioni secche e venti pomeridiani continuano a minacciare di riaccendere le fiamme, mentre si attendono rinforzi da Ucraina, Lituania e Polinesia Francese. Oltre 1.170 km quadrati di territorio sono andati in fumo in tutta la Francia dall’inizio dell’anno.
Tregua in Spagna
I grandi roghi della Spagna non avanzano più. Le squadre di terra e i mezzi aerei sorvegliano attentamente il perimetro dell’incendio di Fermoselle, nella provincia di Zamora, proteggendo il paesaggio aspro di Arribes del Duero da eventuali e pericolosi focolai. Questa stagione ha ucciso almeno 13 persone e ha prodotto il 1° per estensione e gravità tra gli incendi mai registrati nella nazione iberica, spingendo il governo a dichiarare un’emergenza nazionale.
