Incendi nel Sirente-Velino, Salviamo l’Orso: “serve un corpo di guardiaparco formato e attrezzato per l’antincendio”

L’associazione interviene dopo i nuovi roghi sull’Altopiano delle Rocche e nelle praterie in quota: nel mirino la gestione delle emergenze, il coordinamento della Protezione civile e l’utilizzo delle infrastrutture idriche già presenti

Gli incendi che stanno interessando il territorio del Parco Regionale Sirente-Velino, dai monti che circondano l’Altopiano delle Rocche fino alle praterie in quota, riaccendono il dibattito sulla capacità di prevenire e affrontare il rischio di roghi in un’area particolarmente vulnerabile, aggravata dalle condizioni di siccità. A intervenire è Salviamo l’Orso, che chiede un cambio radicale di approccio: non soltanto interventi quando le fiamme sono ormai divampate, ma un sistema permanente di presidio, vigilanza e prevenzione, con personale specificamente formato e mezzi adeguati. La proposta centrale è quella di dotare il Parco Regionale Sirente-Velino di un vero corpo di guardiaparco, preparato anche per affrontare gli incendi attraverso l’impiego di moduli antincendio, prendendo come riferimento esperienze già operative in altre aree protette.

Incendi nel Sirente-Velino, torna centrale il tema della prevenzione

Secondo Salviamo l’Orso, quanto sta accadendo anche nell’estate 2026 non può essere considerato esclusivamente come una successione di emergenze da affrontare di volta in volta. Gli incendi hanno infatti interessato e continuano a interessare i rilievi attorno all’Altopiano delle Rocche e le zone di prateria alle quote più elevate, in un contesto caratterizzato da siccità e da una particolare fragilità ambientale. La posizione dell’associazione è netta: il problema deve essere affrontato prima che le fiamme si sviluppino, attraverso una strategia capace di ridurre il rischio e migliorare la capacità di intervento immediato. In questo quadro vengono messe in discussione alcune proposte avanzate da amministratori locali, giudicate difficilmente realizzabili o comunque non sufficienti rispetto alla complessità del problema, come una generica “pulizia dei boschi” o la realizzazione di nuovi invasi destinati all’approvvigionamento idrico.

Salviamo l’Orso: “utilizzare meglio le infrastrutture idriche già esistenti”

Uno dei punti sollevati riguarda proprio la disponibilità di acqua per le operazioni antincendio. Prima di prevedere la costruzione di nuove opere, secondo l’associazione sarebbe necessario verificare fino in fondo come possano essere impiegate le infrastrutture idriche già presenti sul territorio, comprese quelle utilizzate per gli impianti di innevamento artificiale. Nei giorni degli incendi, infatti, gli elicotteri impegnati nelle operazioni si sono approvvigionati proprio da infrastrutture già esistenti. La questione, quindi, secondo Salviamo l’Orso, non riguarda soltanto l’aumento della disponibilità di acqua, ma soprattutto la capacità di organizzare in maniera più efficace ciò che già esiste e di rendere queste risorse pienamente utilizzabili anche nelle situazioni di emergenza. “La vera sfida, tuttavia, è soprattutto quella di presidiare il territorio”. Il passaggio considerato centrale riguarda però la presenza stabile sul territorio.

Salviamo l’Orso sottolinea: “la vera sfida, tuttavia, è soprattutto quella di presidiare il territorio”

Un’area protetta estesa come il Parco Regionale Sirente-Velino, caratterizzata da montagne, boschi e ampie praterie in quota, secondo l’associazione non può affidare la propria capacità di prevenzione soltanto agli interventi emergenziali dei Vigili del Fuoco o alla disponibilità dei cittadini e delle associazioni di Protezione civile, il cui contributo viene considerato prezioso ma necessariamente volontario. Da qui la richiesta di una struttura stabile e professionalizzata.

La proposta: un corpo di guardiaparco con moduli antincendio

L’associazione ritiene necessario dotare il Parco di un corpo di guardiaparco adeguatamente formato e attrezzato anche con moduli antincendio, prendendo come esempio quanto avviene in altre realtà protette, tra cui il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Una presenza quotidiana sul territorio, viene evidenziato, consentirebbe di svolgere molteplici funzioni e non avrebbe soltanto un ruolo nella lotta contro gli incendi. Il presidio sarebbe infatti utile per la vigilanza, la prevenzione, il controllo delle zone maggiormente esposte ai rischi, il contrasto al bracconaggio, il monitoraggio ambientale e la segnalazione tempestiva di eventuali situazioni di pericolo. L’obiettivo indicato è quello di passare da un sistema che interviene prevalentemente quando un’emergenza è già in corso a una struttura capace di anticipare i problemi. Come sottolineato nel documento, servirebbe una presenza in grado di “prevenire e intervenire tempestivamente”.

Protezione civile e volontari, il problema del coordinamento durante gli incendi

Un altro tema riguarda l’organizzazione della Protezione civile e il ruolo dei numerosi volontari che, anche durante gli incendi di quest’anno, hanno deciso spontaneamente di mettersi a disposizione. Per Salviamo l’Orso si tratta di un importante patrimonio di disponibilità e senso civico, che tuttavia non può essere gestito attraverso l’improvvisazione. Secondo quanto riportato, durante gli incendi diversi volontari si sarebbero trovati per giorni senza un coordinamento adeguato, senza indicazioni chiare e, in alcuni casi, sostanzialmente abbandonati a se stessi. Una condizione che pone non soltanto un problema di efficienza nelle operazioni, ma anche di sicurezza per chi decide di contribuire alla gestione dell’emergenza.

La posizione dell’associazione

La posizione dell’associazione è espressa chiaramente: “il volontariato, per essere realmente efficace e soprattutto sicuro, deve essere formato, equipaggiato e coordinato”.  Non è considerato sufficiente, quindi, mobilitare persone disponibili nel momento in cui si verifica un’emergenza. La necessità indicata è quella di predisporre in anticipo una struttura organizzativa capace di stabilire ruoli, competenze, modalità operative, aree di intervento e strumenti da utilizzare. Il coordinamento dovrebbe quindi precedere l’emergenza, così come la preparazione del personale e la disponibilità dei mezzi necessari.

Sirente-Velino, la richiesta di una strategia permanente contro gli incendi

Salviamo l’Orso invita quindi a spostare il dibattito politico e amministrativo verso una strategia complessiva di prevenzione e gestione del rischio incendi, superando interventi ritenuti semplici da comunicare ma incapaci di affrontare fino in fondo le cause delle criticità. Secondo l’associazione, davanti a problemi complessi si finirebbe troppo spesso per privilegiare il piano delle dichiarazioni, avanzando proposte apparentemente risolutive ma non sufficienti a costruire una risposta strutturale. Il territorio del Sirente-Velino, viene evidenziato, avrebbe invece bisogno di una pianificazione capace di andare oltre la singola emergenza e di coinvolgere in maniera stabile il Parco, gli amministratori e le strutture regionali competenti. L’obiettivo indicato è costruire un sistema permanente di prevenzione, vigilanza e intervento, nel quale uomini, risorse, infrastrutture e volontariato siano inseriti all’interno di una macchina organizzativa definita prima dell’inizio della stagione più critica.

La conclusione di Salviamo l’Orso sintetizza la linea indicata per il futuro della gestione del rischio incendi nel Sirente-Velino. “Più che nuove dichiarazioni, servono presenza sul territorio, organizzazione, mezzi e responsabilità. La prevenzione degli incendi non comincia quando si vede il fumo: comincia molti mesi prima, con la conoscenza del territorio, il suo presidio e una macchina organizzativa pronta ad agire”. Una richiesta che mette quindi al centro non nuove opere considerate in maniera isolata, ma la costruzione di un modello stabile di prevenzione antincendio, capace di utilizzare meglio le risorse già presenti, garantire il presidio quotidiano delle aree più vulnerabili e assicurare un coordinamento efficace nelle fasi di emergenza.