L’Italia ha cambiato strategia energetica dopo la crisi internazionale legata al gas russo, riuscendo a ridurre drasticamente la dipendenza da Mosca attraverso nuove rotte di approvvigionamento, ma resta ancora fortemente legata alle forniture estere. È questo il quadro delineato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto al Meeting di Rimini durante l’incontro dedicato a “Il ruolo del Mediterraneo nel contesto energetico globale”. Il ministro ha sottolineato il percorso compiuto dal Paese negli ultimi anni, evidenziando come l’Italia abbia trovato alternative al gas russo, ma abbia dovuto affrontare una nuova fase caratterizzata da una diversa distribuzione delle fonti di approvvigionamento. “Come paese ci siamo affrancati dal gas russo trovando il modo di avere forniture da altre parti, aumentando forte la dipendenza dall’Algeria e avendo 10 miliardi di metri cubi che arrivano dall’Azerbaijan, pagando lo spread sul gas proveniente da Nord Europa. Il 50% del nostro consumo può essere garantito dai rigassificatori”.
La nuova mappa del gas italiano dopo l’addio alla Russia
La crisi energetica esplosa dopo il 2022 ha imposto all’Italia una rapida trasformazione del proprio sistema di approvvigionamento del gas naturale. Il Paese, storicamente molto dipendente dalle importazioni russe, ha accelerato la ricerca di nuovi partner energetici e nuove infrastrutture per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti. Secondo quanto spiegato da Pichetto Fratin, il principale cambiamento è stato rappresentato dal rafforzamento dei rapporti con l’Algeria, diventata una delle principali fonti di gas per il mercato italiano, insieme all’arrivo di forniture dall’Azerbaijan, attraverso il corridoio meridionale del gas. Il ministro ha evidenziato anche il ruolo dei flussi provenienti dal Nord Europa, che hanno consentito di compensare la riduzione delle importazioni dalla Russia, seppur con costi maggiori legati allo spread sui prezzi. “Dal 2022 ad oggi – ha aggiunto – ci siamo trovati a cambiare pelle, ma ad essere sempre dipendenti dall’estero, perché per la metà della nostra produzione dipendiamo dall’estero”.
Rigassificatori strategici per la sicurezza energetica nazionale
Nel nuovo equilibrio energetico italiano un ruolo centrale è stato attribuito ai rigassificatori, infrastrutture che consentono di importare gas naturale liquefatto (GNL) trasportato via nave e trasformarlo nuovamente allo stato gassoso per immetterlo nella rete nazionale. Pichetto Fratin ha spiegato che questi impianti rappresentano una componente fondamentale per aumentare la capacità di diversificazione delle fonti energetiche e ridurre i rischi legati alla dipendenza da singoli fornitori. “Il 50% del nostro consumo può essere garantito dai rigassificatori” ha dichiarato il ministro, indicando nella capacità di importazione del gas liquefatto uno degli strumenti principali per rafforzare la sicurezza energetica italiana.
La sfida del Mediterraneo nel nuovo scenario energetico globale
L’intervento del ministro al Meeting di Rimini si inserisce nel dibattito sul futuro del Mediterraneo come hub energetico internazionale. La posizione geografica dell’Italia, al centro delle rotte tra Europa, Africa e Medio Oriente, viene considerata strategica per lo sviluppo di nuove connessioni e per il rafforzamento degli scambi energetici. La transizione avviata negli ultimi anni ha quindi modificato profondamente il ruolo dell’Italia nel settore: da un sistema fortemente concentrato sulle forniture russe a un modello più diversificato, ma ancora caratterizzato da una significativa dipendenza dalle importazioni. Le parole di Pichetto Fratin evidenziano il doppio volto della situazione attuale: da una parte il risultato raggiunto con l’affrancamento dal gas russo, dall’altra la necessità di continuare a lavorare sull’autonomia energetica nazionale e sulla capacità produttiva interna.
L’Italia tra diversificazione e indipendenza energetica
Il percorso intrapreso dal 2022 ha rappresentato una delle trasformazioni più rapide della politica energetica italiana degli ultimi decenni. L’aumento delle forniture dall’Algeria, i nuovi quantitativi provenienti dall’Azerbaijan, il ricorso al GNL e il potenziamento dei rigassificatori hanno consentito di superare una fase critica legata alla riduzione dei flussi dalla Russia. Tuttavia, come ribadito dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, il tema della dipendenza dall’estero rimane centrale. La sfida dei prossimi anni sarà quindi quella di mantenere la sicurezza degli approvvigionamenti, contenere i costi per famiglie e imprese e proseguire verso un sistema energetico più stabile e resiliente.
