Il cielo della Calabria grecanica diventa il punto di incontro tra passato e futuro, tra il viaggio ottocentesco di Edward Lear e le straordinarie immagini dell’universo profondo restituite dal James Webb Space Telescope. È questo il cuore dell’evento culturale “Viaggiatori nello spazio e nel tempo: da Edward Lear al James Webb Telescope“, in programma martedì 18 agosto alle ore 21:00 nella suggestiva cornice del piazzale antistante il Castello di Palizzi. L’iniziativa, promossa dal Comune di Palizzi in sinergia con il Planetario Metropolitano “Pythagoras” di Reggio Calabria e l’Ente Parchi Marini della Calabria, propone una serata interamente dedicata all’esplorazione cosmica, ma anche alla riscoperta della memoria storica e culturale di un territorio profondamente legato ai grandi viaggiatori che nei secoli ne hanno raccontato paesaggi, comunità e identità. Il filo conduttore dell’incontro sarà infatti un suggestivo parallelismo tra due modi profondamente diversi, ma idealmente collegati, di osservare il mondo e il cielo: quello terrestre e romantico dei viaggiatori del XIX secolo e quello tecnologicamente avanzatissimo della moderna ricerca astronomica, oggi capace di spingersi fino alle regioni più remote dell’universo.
Il cielo di Edward Lear nell’agosto del 1843 torna a vivere a Palizzi
Uno dei momenti centrali della serata sarà dedicato alla ricostruzione della volta celeste che Edward Lear avrebbe potuto osservare nell’agosto del 1843, durante il suo celebre itinerario a piedi attraverso l’Area Grecanica, tra Bova, Palizzi e Staiti. A guidare questo viaggio nel tempo sarà la Prof.ssa Angela Misiano, Responsabile Scientifico del Planetario Metropolitano Reggino, che traccerà la mappa del cielo visibile in quel periodo, ricreando idealmente lo scenario astronomico che accompagnò il percorso del celebre viaggiatore e artista paesaggista inglese. L’esperienza permetterà così di intrecciare la dimensione scientifica con quella storico-letteraria, riportando idealmente il pubblico nella Calabria dell’Ottocento, quando i lunghi spostamenti avvenivano a piedi e il cielo notturno rappresentava ancora un elemento centrale nella percezione del paesaggio. La figura di Edward Lear, profondamente legata alla narrazione dei luoghi dell’Italia meridionale, diventa in questo contesto il punto di partenza per una riflessione più ampia sul rapporto tra uomo, territorio e universo. Il paesaggio osservato da terra quasi due secoli fa verrà così messo in relazione con ciò che oggi l’umanità riesce a osservare a miliardi di anni luce di distanza.
Dal viaggio di Lear al James Webb Space Telescope
Dal cielo visibile a occhio nudo nel 1843 il percorso della serata si sposterà verso le frontiere più avanzate dell’astronomia contemporanea. Il Dott. Andrea Labate dell’Università di Bologna guiderà infatti il pubblico lungo la rotta del James Webb Space Telescope, illustrando i dettagli e i segreti dell’universo emersi grazie alle immagini ottenute dal grande osservatorio spaziale. Il passaggio rappresenta idealmente un salto di quasi due secoli nella capacità dell’uomo di osservare il cosmo. Se Edward Lear poteva affidarsi alla propria sensibilità, alla vista e alla contemplazione del cielo della Calabria meridionale, oggi strumenti estremamente sofisticati consentono agli astronomi di indagare galassie lontanissime, strutture cosmiche e regioni dello spazio fino a pochi anni fa difficilmente accessibili all’osservazione. La serata di Palizzi intende proprio mettere in evidenza questa continuità: la stessa meraviglia che accompagnava il viaggiatore ottocentesco di fronte al cielo stellato continua oggi ad alimentare la ricerca scientifica, sebbene attraverso tecnologie completamente nuove. Il James Webb Space Telescope diventerà dunque il simbolo dello sguardo contemporaneo sull’universo, capace di spingersi ben oltre ciò che è percepibile dall’occhio umano e di restituire immagini che hanno profondamente ampliato la conoscenza dello spazio.
Osservazione astronomica con i telescopi nel cielo di Palizzi
L’incontro non resterà confinato alla dimensione teorica e divulgativa. Al termine degli interventi sarà infatti possibile compiere un’esperienza diretta di osservazione del cielo notturno grazie alla strumentazione astronomica messa a disposizione dagli esperti presenti. Il Dott. Agatino Rifatto, astronomo presso l’INAF – Osservatorio Astronomico di Capodimonte di Napoli, insieme allo staff del Planetario Pythagoras, accompagnerà i partecipanti nell’osservazione guidata della volta celeste attraverso i telescopi. Sarà questo il momento nel quale il racconto storico di Edward Lear e quello scientifico legato al James Webb torneranno a congiungersi concretamente sopra il cielo di Palizzi. Dopo aver ricostruito ciò che un viaggiatore poteva vedere nel 1843 e aver esplorato virtualmente le profondità cosmiche raggiunte dalla moderna astronomia, lo sguardo tornerà direttamente alle stelle visibili dalla Calabria. La presenza della strumentazione telescopica consentirà di trasformare il piazzale antistante il Castello in un vero e proprio punto di osservazione astronomica, rafforzando il carattere divulgativo e scientifico dell’iniziativa.
Il Castello di Palizzi tra paesaggio, scienza e identità della Calabria grecanica
La scelta del Castello di Palizzi come scenario dell’evento contribuisce a rafforzare il legame tra l’iniziativa e il territorio. In uno dei luoghi più suggestivi dell’area grecanica, la serata offrirà infatti la possibilità di riscoprire il paesaggio attraverso una prospettiva diversa, nella quale la storia locale dialoga con l’immensità del cosmo. L’appuntamento vuole valorizzare non soltanto la ricerca astronomica, ma anche la memoria dei percorsi compiuti da viaggiatori, artisti e studiosi che hanno attraversato questa parte della Calabria lasciandone testimonianza nelle proprie opere. Il collegamento tra Edward Lear, Palizzi e il James Webb Space Telescope costruisce così un racconto che attraversa epoche e distanze apparentemente inconciliabili. Da una parte le montagne, i borghi e i sentieri dell’Area Grecanica percorsi nell’Ottocento; dall’altra le immagini provenienti dalle profondità dell’universo e rese possibili dalle tecnologie scientifiche più avanzate.

