La Libellula che rivela la fragilità delle zone umide vince il concorso fotografico BMC 2026

Il ritratto di un ecosistema in via di estinzione trionfa nella prestigiosa competizione congiunta di BMC Ecology and Evolution e BMC Zoology, unendo arte, scienza e un urgente appello alla conservazione

L’arte della fotografia naturalistica non si limita a catturare la bellezza visiva del nostro pianeta, ma funge spesso da potente strumento di denuncia e consapevolezza scientifica. Questo è il messaggio fondamentale che emerge dall’edizione 2026 del concorso fotografico congiunto organizzato dalle prestigiose riviste scientifiche BMC Ecology and Evolution e BMC Zoology. Come riportato nell’editoriale di annuncio dei vincitori pubblicato sulla rivista BMC Ecology and Evolution a cura di Jennifer L. Harman e colleghi, la competizione di quest’anno ha invitato ricercatori ed ecologisti di tutto il mondo a mostrare il lato visivo del loro lavoro. Il risultato è una galleria mozzafiato che celebra la diversità della vita sulla Terra e l’incessante sforzo umano per comprenderla, suddivisa nelle categorie Relazioni nella Natura, Ricerca in Azione e Proteggere il Nostro Pianeta, oltre a un vincitore assoluto che ha rubato la scena ponendo l’accento su uno degli habitat più minacciati a livello globale.

Uno sguardo segreto: il trionfo della Libellula e il dramma delle zone umide

Il vincitore assoluto del concorso è una fotografia tanto affascinante quanto ricca di significato ecologico, intitolata “Window to the Wetlands“. Lo scatto, realizzato da Sritam Kumar Sethy, studente della Berhampur University, ritrae una libellula dalla coda arancione (Ceriagrion cerinorubellum) che fa capolino attraverso il foro naturale di una foglia in una zona umida d’acqua dolce nel distretto di Balasore, nello stato di Odisha, in India. La giuria ha premiato questa immagine non solo per la sua incredibile composizione vivida, che dona all’insetto un senso di carattere e presenza quasi umano, ma soprattutto per la narrazione scientifica che porta con sé. Lo scatto focalizza l’attenzione sul mondo spesso trascurato della biodiversità delle acque dolci.

Le zone umide rappresentano un ecosistema cruciale per la salute del nostro pianeta. Sebbene coprano appena il sei percento della superficie terrestre, questi habitat supportano l’incredibile cifra del quaranta percento di tutte le specie vegetali e animali conosciute. Purtroppo, come sottolineato dai ricercatori, stiamo assistendo a una drammatica e rapida scomparsa di questi ambienti: negli ultimi cinquant’anni il mondo ha perso ben il trentacinque percento delle proprie zone umide a causa delle attività umane e dei cambiamenti climatici. Le libellule, essendo predatori apicali in questi micro-ecosistemi e dipendendo sia dall’ambiente acquatico per la fase larvale sia da quello terrestre da adulte, sono considerate bioindicatori perfetti. Il loro declino segnala inequivocabilmente il degrado dell’habitat e l’inquinamento, rendendo la conservazione di questi corridoi d’acqua dolce una priorità assoluta per la salvaguardia della biodiversità globale.

Tecnologia e sopravvivenza: la speranza per le specie a rischio

L’immagine classificatasi al secondo posto nella categoria assoluta sposta l’attenzione sull’applicazione pratica della tecnologia per la conservazione delle specie a rischio. Scattata da Ryan Wagner della Washington State University in una piovosa e buia notte nei pressi di Portland, in Oregon, la fotografia mostra due giovani ricercatrici intente ad applicare un trasmettitore radio a una rana aurora (Rana aurora). Questo scatto suggestivo, che fa sembrare il cielo piovoso uno sfondo stellare per una missione spaziale, documenta in realtà uno sforzo molto terreno: l’utilizzo della radiotelemetria per studiare i movimenti degli anfibi. I dati raccolti aiuteranno gli ingegneri civili a costruire sottopassaggi sicuri lungo la vicina autostrada Route 30, un intervento infrastrutturale vitale per impedire che migliaia di rane vengano uccise ogni primavera durante la migrazione verso le pozze riproduttive.

Space for Frogs

Relazioni complesse: battaglie di colore e strategie di difesa

La categoria Relazioni nella Natura ha regalato scatti che mostrano la cruda e complessa interazione tra le specie. Il vincitore di questa sezione, Victor Huertas della James Cook University, ha catturato un drammatico scontro sottomarino nel Golfo di Spencer in Australia. La sua foto immortala due maschi di seppia gigante australiana (Ascarosepion apama) in accesa competizione per una femmina durante l’aggregazione riproduttiva annuale. In questa spettacolare lotta, le seppie non usano la forza fisica o il suono, ma competono alterando freneticamente la pigmentazione della loro pelle per intimidire i rivali. L’immagine congela un rituale millenario che, tuttavia, sta mostrando segni di fragilità a causa dei cambiamenti oceanici, con segnalazioni recenti di un insolito calo nel numero di esemplari aggregati.

Il secondo classificato di questa categoria, Alwin Hardenbol, ha invece immortalato nei cieli australiani una classica tattica antipredatoria nota come “mobbing”. La sua fotografia in bianco e nero, descritta dai giudici come un disegno a carboncino, mostra un gruppo di uccelli della specie Philemon corniculatus che infastidiscono in volo un astore bruno (Tachyspiza fasciata). Questo comportamento cooperativo permette agli uccelli più piccoli di scacciare i predatori e di insegnare agli esemplari più giovani a riconoscere le minacce, dimostrando quanto le dinamiche sociali siano fondamentali per la sopravvivenza in natura.

La ricerca in azione: formare le nuove generazioni di ecologisti

Il dietro le quinte della scienza è stato celebrato nella categoria Ricerca in Azione, vinta da Liam Brennan dell’Università del New Brunswick, in Canada. La sua suggestiva immagine notturna illuminata dal chiaro di luna ritrae un gruppo di studenti universitari intenti a setacciare i contenuti di una rete da pesca nelle acque costiere poco profonde. Questo progetto di monitoraggio ecologico offre agli studenti un’esperienza pratica inestimabile sulla struttura delle comunità ittiche e sull’impatto dei parametri ambientali. Analogamente, il secondo classificato Brandon Güell ha documentato il rigoroso lavoro dei ricercatori che monitorano la vita acquatica nel Parco Nazionale delle Everglades, in Florida. Il loro lavoro di campionamento è una componente essenziale del più grande e costoso progetto di ripristino ecosistemico al mondo, necessario per contrastare il degrado causato dal deflusso agricolo e ripristinare il delicato equilibrio idrologico della regione.

Proteggere il nostro pianeta: ponti tra passato e futuro ecologico

Infine, la categoria Proteggere il Nostro Pianeta ha offerto prospettive innovative e cariche di speranza. Il vincitore Allen Tian ha utilizzato un drone per creare una proiezione stereografica, simile a un “piccolo pianeta”, della Long Sault Parkway lungo la via marittima di San Lorenzo. L’immagine illustra visivamente la frammentazione ambientale causata dalla costruzione di dighe nel secolo scorso, ma funge anche da testimonianza di recupero ecologico, mostrando come queste aree, ora protette tramite monitoraggi non invasivi come il campionamento del DNA ambientale, possano trasformarsi in fiorenti santuari per l’avifauna. A fare eco a questo messaggio di speranza è la foto di Abhijeet Bayani, che mostra un minuscolo cucciolo di tartaruga marina (Lepidochelys olivacea) scortato verso il mare dagli abitanti delle coste indiane, un tributo commovente al potere degli sforzi di conservazione guidati dalle comunità locali.

Le immagini premiate dal concorso BMC Ecology and Evolution e BMC Zoology del 2026 superano ampiamente il concetto di mera estetica visiva. Esse rappresentano dati, testimonianze e storie di dedizione scientifica. Che si tratti dello sguardo intimo di una libellula o di un intervento di radiotelemetria nel cuore della notte, queste fotografie ci ricordano con urgenza che la protezione della biodiversità richiede un’osservazione attenta, un’azione mirata e una profonda consapevolezza della fragilità degli ecosistemi che sostengono la vita sulla Terra.