Mentre la tempesta tropicale Cristobal si avvia verso il rapido indebolimento nell’Atlantico, l’attenzione dei meteorologi si sposta sul Pacifico, dove un altro sistema potrebbe interessare le Hawaii già nel corso del fine settimana. L’ultimo aggiornamento relativo a Cristobal, formatasi nelle scorse ore nell’Oceano Atlantico, la localizzava a circa 1.235 km a Ovest delle Azzorre, con venti massimi sostenuti di 72 km/h. Il sistema, in movimento verso Est, non ha provocato l’emissione di allerte costiere. Secondo il National Hurricane Center di Miami, la tempesta è destinata a dissiparsi nelle prossime ore.
Ben più significativa appare invece la situazione nel Pacifico. Il National Hurricane Center ha iniziato a diffondere bollettini sul Potenziale ciclone tropicale One-C, situato a circa 1.500 km a Est-Sud/Est di Hilo, sull’isola di Hawaii. Il sistema presentava venti massimi sostenuti intorno ai 56 km/h e si muoveva verso Ovest. Le previsioni indicano un possibile rafforzamento fino allo stadio di tempesta tropicale, seguito da un avvicinamento all’arcipelago hawaiano.
Piogge intense e rischio di frane
La principale minaccia potrebbe essere rappresentata dalle precipitazioni. L’intero arcipelago potrebbe ricevere tra 13 e 25 cm di pioggia, mentre localmente gli accumuli potrebbero raggiungere i 51 cm. Quantità di questo tipo potrebbero determinare improvvise esondazioni e allagamenti, oltre ad aumentare sensibilmente il rischio di frane nelle aree più vulnerabili. Le autorità meteorologiche invitano quindi a seguire con attenzione l’evoluzione del sistema e gli eventuali aggiornamenti sulle allerte.
Possibile landfall sulla Big Island
Lo scenario attualmente considerato possibile prevede che il sistema raggiunga la parte meridionale di Big Island, la maggiore delle isole hawaiane, nella giornata di sabato, mantenendo caratteristiche di tempesta tropicale. La traiettoria e l’intensità, tuttavia, potrebbero ancora cambiare nelle prossime ore. Per le Hawaii sarà quindi determinante monitorare l’evoluzione del sistema, soprattutto alla luce del potenziale di precipitazioni eccezionali e dei conseguenti rischi idrogeologici.
