Lanciato MTG-I2, il nuovo “occhio” europeo sul meteo: dallo Spazio immagini ogni 2,5 minuti

Lanciato con Ariane 6 dalla Guyana francese, il satellite completa la prima costellazione Meteosat Third Generation. Un passo avanti decisivo per previsioni, allerte e monitoraggio del clima

L’Europa guarda il cielo per capire meglio cosa accade sulla Terra. Ieri, alle 22:11 ora italiana, un Ariane 6 è decollato dallo spazioporto europeo nella Guyana francese portando in orbita MTG-I2, il secondo satellite della famiglia Meteosat Third Generation dedicato all’imaging meteorologico. Il suo arrivo completa il primo sistema europeo formato da 3 satelliti MTG e apre una nuova fase nell’osservazione dell’atmosfera sopra l’Europa e l’Africa settentrionale. L’obiettivo è ambizioso: ottenere dati più numerosi, più dettagliati e soprattutto più frequenti, così da seguire quasi in tempo reale l’evoluzione del tempo atmosferico.

Un’immagine del cielo ogni 2 minuti e mezzo

La vera rivoluzione di MTG-I2 sta nella rapidità con cui potrà osservare l’Europa. Il satellite utilizzerà il Flexible Combined Imager, uno strumento capace di effettuare scansioni rapide e di produrre nuove osservazioni ogni 2,5 minuti. Per i meteorologi significa poter seguire con un livello di dettaglio senza precedenti la nascita e l’evoluzione di fenomeni atmosferici che possono cambiare rapidamente: fronti, sistemi nuvolosi e condizioni potenzialmente pericolose. Questa maggiore frequenza di osservazione può tradursi in previsioni a brevissimo termine più precise e in sistemi di allerta precoce più affidabili, con ricadute concrete sulla sicurezza delle persone e delle comunità. Le informazioni raccolte dallo Spazio però non serviranno soltanto a capire se arriverà un temporale. I dati saranno preziosi anche per monitorare incendi boschivi, inquinamento atmosferico, ambiente e clima, oltre a sostenere attività legate all’agricoltura e all’idrologia.

L’occhio di falco a 36mila km dalla Terra

MTG-I2 sarà collocato in orbita geostazionaria, a circa 36mila km dalla superficie terrestre. Da quella posizione il satellite potrà osservare continuamente la stessa porzione del pianeta, seguendola mentre la Terra ruota. È una prospettiva che ricorda quella di un gigantesco “occhio di falco”: lontanissimo, ma capace di cogliere rapidamente cambiamenti e dettagli dell’atmosfera.

A bordo di MTG-I2 c’è anche un secondo strumento particolarmente innovativo, il Lightning Imager, progettato per rilevare i singoli eventi di fulminazione sia di giorno sia di notte. Monitorare i fulmini significa ottenere un ulteriore indicatore dell’evoluzione dei sistemi temporaleschi. Le informazioni possono quindi alimentare il nowcasting, cioè la previsione estremamente a breve termine di fenomeni meteorologici in rapido sviluppo.

Verso una fotografia tridimensionale dell’atmosfera

La capacità dei satelliti MTG non si limita però alle immagini tradizionali. Quando l’intera costellazione sarà pienamente operativa, i dati raccolti dagli strumenti Imager e Sounder potranno essere combinati per creare il cosiddetto “weather cube“. L’idea è quella di costruire una rappresentazione tridimensionale dell’atmosfera, mettendo insieme informazioni su fulmini, venti, dinamiche interne delle nubi e diversi gas atmosferici, compresi gas serra e sostanze inquinanti. Sarà come passare da una semplice fotografia del cielo a una sorta di modello tridimensionale capace di raccontare ciò che avviene al suo interno.

Il 3° tassello del sistema Meteosat

MTG-I2 non è solo. Il primo satellite MTG-Imager è stato lanciato nel 2022, mentre il satellite MTG-Sounder è arrivato in orbita lo scorso anno. I primi 2 sono già stati completamente messi in servizio e consegnati a Eumetsat per le attività operative. Con MTG-I2, la prima generazione della costellazione raggiunge quindi i 3 satelliti previsti. Una volta conclusa la fase di commissioning, il sistema potrà iniziare a operare a piena capacità. La presenza di un secondo satellite Imager offre inoltre continuità e resilienza operativa, elementi fondamentali per un servizio meteorologico che deve funzionare senza interruzioni.

Il viaggio è appena iniziato

Il successo del lancio rappresenta soltanto il primo capitolo della missione. Dopo la separazione da Ariane 6, MTG-I2 ha stabilito immediatamente il contatto con la stazione di terra di Malindi. Nei prossimi passaggi il satellite dovrà attivare il sistema di propulsione, aprire i pannelli solari e predisporre i sistemi necessari al controllo dell’assetto. Seguiranno una serie di delicate manovre orbitali per modificare progressivamente la traiettoria e innalzare il perigeo, fino al raggiungimento dell’orbita geostazionaria. Una volta arrivato nella posizione definitiva, MTG-I2 verrà orientato verso la Terra. Solo allora potrà iniziare la fase di commissioning, durante la quale tutti gli strumenti e i sistemi verranno verificati e preparati per l’operatività.

Un progetto europeo

Dietro MTG-I2 c’è una vasta collaborazione industriale e istituzionale europea. I 3 satelliti della costellazione sono stati sviluppati dall’ESA e costruiti da un consorzio di industrie europee guidato da Thales Alenia Space, con OHB System in Germania e Leonardo in Italia tra i principali partner. Una volta completata la messa in servizio, sarà Eumetsat a gestire i satelliti e a diffondere i dati scientifici. Anche Ariane 6 è parte della stessa strategia europea: l’ESA gestisce il programma di sviluppo del lanciatore, mentre Arianespace ha fornito il servizio di lancio per la missione VA270.

Un’eredità che guarda oltre il 2040

La storia dei Meteosat non si ferma con MTG-I2. La nuova generazione raccoglie il testimone dei satelliti Meteosat Second Generation, lanciati tra il 2002 e il 2015, e prepara il terreno per una nuova fase dell’osservazione meteorologica europea. A partire dal 2033 è infatti previsto il lancio in sequenza di una seconda famiglia di satelliti MTG, progettata per estendere la durata della missione oltre il 2040.

Il messaggio che arriva dalla Guyana francese, dunque, va ben oltre il successo di un singolo lancio. Con MTG-I2 l’Europa aggiunge un nuovo e potente strumento alla propria capacità di osservare il pianeta: un occhio che, dall’orbita, potrà raccontare il cambiamento del cielo quasi minuto per minuto e trasformare quelle osservazioni in informazioni utili per prevedere il tempo, affrontare le emergenze e comprendere meglio il clima che cambia.