Le autorità ungheresi hanno deciso di affondare 2 chiatte nel Danubio nei pressi della centrale nucleare di Paks, con l’obiettivo di aumentare temporaneamente il livello dell’acqua e garantire il raffreddamento dell’impianto. L’intervento, previsto per oggi, si rende necessario a causa della siccità che ha portato il fiume a livelli eccezionalmente bassi. La centrale di Paks, che preleva dal Danubio l’acqua necessaria al proprio sistema di raffreddamento, sta attualmente funzionando a circa il 25% della capacità. Secondo le previsioni, il livello del fiume potrebbe raggiungere una soglia critica già nelle prime ore di lunedì, costringendo a fermare una delle due turbine ancora operative.
Una soluzione temporanea in attesa degli interventi sul letto del fiume
Le 2 chiatte, lunghe circa 80 metri ciascuna, saranno immerse vicino alla centrale per creare una sorta di ostacolo artificiale e innalzare localmente il livello dell’acqua. L’intervento è considerato una misura d’emergenza e dovrebbe consentire alle 2 turbine ancora in funzione di continuare a operare nel breve periodo. Mercoledì scorso il governo ungherese aveva annunciato anche la costruzione di una soglia sommersa sul fondo del Danubio, una struttura simile a una piccola diga realizzata trasversalmente al corso del fiume. L’obiettivo è regolare il flusso dell’acqua e mantenere condizioni sufficienti per il funzionamento della centrale. Per completare l’opera, tuttavia, saranno necessarie diverse settimane.
La crisi idrica non interessa soltanto l’Ungheria. In Romania, il basso livello del Danubio ha portato giovedì alla chiusura dell’ultimo reattore nucleare ancora operativo nel Paese.
